Fast and 7 times Furious

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Tra poco sta per uscire il terzo film del reboot di Star Trek e a chi hanno dato la regia di Star Trek Beyond? A Justin Lin.

Chi cazzo è?

Justin Lin è un tizio taiwanese conosciuto soprattutto per Fast & Furious che ha diretto per ben quattro volte. Holy Shit! Dànno Star Trek al regista delle sgommate e dei culi di gomma?

Sì lui. Non era meglio stare sul regista di Star Wars VII? J.J., torna!

Ottimo! Da fan di Star Trek non mi perderò certo il nuovo delirante capitolo, e quindi non c’è occasione migliore che sparasi tutti i Fast & Furious per vedere come tratta le cose questo tizio! Però cazzo, il suo primo film della saga è il terzo, questo significa che deveo almeno vedere i due prima, e poi già che ci sono mi sparo anche il settimo che invece lo hanno dato a James Wan, il tizio di Insidious e del primo Saw.


Il primo film della saga è del 2001 con Vin Diesel e Paul Walker.

Ho dei ricordi ancestrali di questa roba, mi ricordano i primi approcci volontari con il cinema in cui finivi sempre per guardare una merdata inumana non capendoci nulla. Per fortuna gli anni passano e posso adesso gioire nuovamente delle puppe di Michelle Rodriguez.

No scusate, del culo di Michelle Rodriguez.

Maledizione.

DEL FILM.

E sapete una cosa? Sapete una stracazzo di cosa? La volete sapere? E una stronzata.

Praticamente è una rivisitazione di Point Break senza la Bigelow alla regia, che è come dire il panettone con i canditi senza il panettone.

C’è Brian che è un poliziotto sotto copertura incaricato di smascherare gli autori di alcuni furti ad alta velocità che prendono di mira camion carichi di cazzate per le auto tipo marmitte, iniettori, forniture per un anno di Arbre Magique. In tutto questo ci si ficca che il poliziotto si innamora della sorella del capo dei banditi e che, ovviamente, diventa amico di questi criminali a tal punto da lasciare andare Dominic Torretto, il loro leader, alla fine del film.

Fin qui nulla di male, una brutta copia di un film cult con dei surfisti in cui sostituisci la componente sportiva con un’altra a caso, mi domando perché non abbiano scelto il cricket.

Il casino inizia a sollevarsi quando le auto usano il Nox, una specie di boost per andare più veloci, questo genera l’effetto velocità curvatura (e da qui Star Trek). Queste auto sfrecciano lungo le strade deserte di non ricordo quale città americana distorcendo il tempo e lo spazio, e senza consumare le gomme in frenata! I poveri piloti si attaccano ai sedili spinti da una forza motrice assurda che ci riposta tutti ad un più riuscito Space Balls dove: Mi si sta incastrando il cervello tra le dita dei piedi.

Ma in The Fast and The Furious è tutto fast e pimp in quel modo così incoscientemente imbecille da fine anni ’90, dove il verde pisello predominava ogni vestito e i numeri casuali erano l’unico modo di identificare una cosa figa da una da sfigati. In Fast and Furious c’è così tanto testosterone maschile in giro e così tanto verde pisello che par d’èsse dentro una puntata di Pimp my Teenage Mutant Ninja Turtles, è un delirio di omoni che si sfidano a colpi di diecimila dollari per gara, e ovviamente le fighe e il rispetto lo ottieni solo se vinci le gare.

E so’ pimpate anche le fighe, non ce ne è una normale o bruttina. O so’ sudate alle quattro di notte mentre stanno ferme a sedere, quanti cazzo di gradi ci sono?, o hanno quei culoni che fanno esclamare alla solita comic relief di turno: “Damn man, this is crazy!


C’è una cosa che non capisco di questi film, i soldi e le scommesse. Spesso scommettono quantità di denaro esorbitanti ma so’ tutti dei poveracci che vivono nelle catapecchie più lezze del quartiere, però hanno il garage in cui pimpano le auto yo my nigga. A quanto pare questa attività nell’ambientazione del film ti rende multi milionario, a tal punto di poter scommettere un auto per gara, che poi se perdi come cazzo ti alleni? Nel secondo il personaggio di Paul Walker non ha nemmeno il lavoro, però auto scommesse come rena. Nel terzo film il protagonista è uno studente scapestrato ma chi se ne frega, dieci mila dollari e via. Ho pensato: vabbè, ma campano con le corse clandestine vincendo o perdendo. No, prima di tutto vince sempre Vin Diesel quindi è inutile tu ci vada, secondo se per caso perdi ti ciulano la macchina e fine delle corse. E’ un sistema fallimentare, funziona solo se tutti sono ultramiliardari ma spesso “I need money man!” Quindi boh. So’ na sega.


Il passo dal primo film a secondo è breve, e anche questo me lo ricordavo visto in VHS dopo averlo volontariamente noleggiato. C’è poco da dire di 2 Fast and 2 Furious: prima cosa levano di torno Vin Diesel e poi c’è Eva Mendes, che è sempre ‘na bella topa ma nel 2003 diventavi cieco senza nemmeno toccarti.

La storia è la solita: Brian del primo film, che non è più un poliziotto, viene ingaggiato da altri poliziotti che decidono di fidarsi nuovamente di lui per incastrare il cattivo di turno. E allora lui vole trombà la fia, il cattivo la trombava prima di lui e si leticano, questo sfogo testosteronico maschile su chi è il maschio alfa predominante sfocia con la famosa scena della macchina lanciata dentro la barca.

Devo dire che in questo gli stunt sono più carini che nel primo film, eliminano anche l’effetto Enterprise che caratterizza il primo titolo e la resa visiva è più riuscita, è un po’ moscio ma diverte e secondo me è visivamente più piacevole.


Tokyo Drift è il terzo film e qui arriva il bersaglio delle mie voglie registiche gay, Justin Lin. Vediamo cosa sai fare.

Nel film ci sono:

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Questo beota.
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Questa mascella.
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Questo naso con questa fronte.
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Questi tizi con il trucco: decoupage e raudi nei capelli.

La trama è così: il Beota americano viene mandato dalla mamma in Giappone a vivere con il padre, lui si mette a fare le corse ma vorrebbe anche pipare Mascellona che però sta con Naso e Fronte che è un criminale.

Sempre questa cosa di volessi trombà le fie del cattivo, provaci con quelle che si pettinano con gli esplosivi, secondo me hai delle possibilità e scommetto che al buio so’ anche decenti.

Come risolvono questa disputa? Gareggiando, o meglio, driftando. Sì perché il nome del film non è stato dato per caso, Tokio Drift ha un senso. In questo film non vedrete una macchina marciare in modo normale, vanno tutte di traverso.

Ci sono anche delle cose che nessuno spiega ma che tutti accettano, come il nero compagno di scuola del protagonista che rivende a caso merce palesemente rubata, lui che non parla il giapponese ma dopo sette giorni contratta la sua vita con il capo della Yakuza locale e i giapponesi che sono tipo Chewbecca: nessuno parla inglese ma tutti lo capiscono e rispondono in giapponese, lingua che il nostro eroe ammette di non conoscere ma che capisce alla grande visto che studia in una scuola giapponese e risponde alla gente.

E poi c’è Han. L’immortale. Han è un troio e il mio personaggio preferito della saga, infatti me lo ammazzano due volte.

In Tokio Drift Han muore in un incidente di auto durante una gara, ma poi in Fast & Furious 4 è lì bello arzillo, alche ho pensato: facile. Tokio Drift fa così pena che non lo contano nella timeline, e siccome Han è un figo ci hanno rimesso il personaggio. Han muore alla fine del sesto film, ma nel settimo film c’è una scena con Beota protagonista del terzo! Quindi non hanno fatto finta che non esistesse, ok allora Tokio Drift avviene dopo il sesto ma prima del settimo e Han muore a causa di Jason Statham incazzato. Ma pensandoci, seriamente avevano previsto tutto? In questo film il brand mi pareva un po’ traballante e nel prossimo palesemente provano a risollevarlo chiamando le vecchie glorie. Davvero le geniali menti dietro sta roba avevano previsto tutto questo? In più in Tokio Drift non ci sono riferimenti a Gisele (Gal Gadot), grande amore di Han.

Come dicevo, questo film è abbastanza anonimo, ma anche qui apprezzo gli stunt e qualche corsa ripresa alla fine abbastanza decentemente.


Ecco che il team di produzione e creazione dei film si inizia a fare troppe domande sul brand commerciale in voga in questo periodo, e dopo essersi ritrovati in una sala tutti a cazzo ritto che si guardano negli occhi determinando tramite questo rituale ancestrale chi fosse il maschio alfa scoppia la scintilla! La miscela per il successo assicurato di questi film:

  1. Devono essere una serie televisiva a metà tra gli Avengers e Beautiful.
  2. La fisica, la meccanica, le leggi che determinano lo spazio tempo e la materia possono e devono essere riscritte per servire la trama.
  3. Più culi, più muscoli, più puppe.
  4. Le auto servono a qualunque cosa: attutiscono le cadute, abbattono aerei, distruggono carri armati, ti salvano dalla morte se le usi come dei paracadute e ci salti di palazzo in palazzo. Come paracaduti? HO DETTO QUALUNQUE COSA.
  5. Cazzo ridateci Vin Diesel!

E qui danno delle droghe pesissime a Justin Lin e a chi scrive le trame che le sniffano a palla in una botta sola e partono a razzo, infatti dal quarto titolo fino al settimo (che però non vede il signor Lin alla regia) questa saga mediamente tamarra diventa estremamente tamarra e incredibilmente surreale toccando il picco massimo nel settimo film.

Il quarto ancora è vagamente credibile e abbastanza godibile nel complesso, dal quinto le cose si iniziano a fare serie: prima di tutto arriva Dwayne Johnson che così si può tirare i peggio cazzotti in bocca con Diesel, c’è Elsa Pataky che è un pottone, e si perde del tutto il senso della misura che comunque riesce a trattenersi per la maggior parte del film ma che alla fine non ce la fa più e BEM.

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Succede questo.

Devono rubare dei soldi da una cassaforte, ma non possono scassinarla come la gente normale, no, la agganciano con due auto sradicandola dal muro e poi scappano per le vie della città provocando un armageddon per pali della luce, ristoranti, bar e fermate dell’autobus. Il top si raggiunge quando la usano come maglio contro le auto della polizia.

Questa cosa mi ha inevitabilmente ricordato…

C2_tail
Li hai eliminati (Cit.)

Carmageddon 2, esatto.

Prendo la sospensione dell’incredulità e la sopprimo soffocandola. Mi diverto.


Qui la mia ingenuità viene a galla: Dopo questo cosa potranno mai inventarsi, cioè… delle auto che trascinano una cassaforte e la usano come mazza medievale contro altre auto?

Pffff… dai… più di così. E’ impossibil…

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Sì, quello è un carro armato.
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Della auto attaccate con cavi di ferro ad un aereo. Cosa Succederà mai?
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Appunto. Si commenta da sola.

Nel sesto film come vedete le cose iniziano leggermente a sfuggire di mano alla sceneggiatura che se pur rimane divertente inizia a essere davvero surreale.

Praticamente c’è Michelle Rodriguez (che nel quarto film era morta, vabbè) che sale sul tetto di questo carro armato a cui prima è stata attaccata tramite cavo di ferro un’auto. Questa zavorra viene spinta di sotto per un viadotto usando un automobile come perno da Paul Walker, il che provoca un ribaltamento del carro che propelle la nostra eroina in avanti diretta nel baratro. Vin Diesel vede la scena, sale sulla portiera aperta della sua vettura e facendola schiantare sul guardrail la usa come trampolino di lancio per volare verso Michelle che afferra in volo. Atterrano su un’auto di un povero tizio che marciava sull’altra carreggiata.

Alche Michelle domanda a Vin: How did you know there would be a car here to break our fall?

Come sapevi che ci sarebbe stata un’auto ad ammortizzare la nostra caduta?

LE AUTO NON AMMORTIZZANO LE CADUTE COME CUSCINI! Da questo film in poi le automobili hanno anche questa funzione di cuscino, di materassino salvagente. Vi ricordate alle medie durante le lezioni di educazione fisica in palestra che era pieno di quei sacconi blu per evitare di farsi male? Loro usavano delle Fiat Panda. Deal with it.

Da qui li piglia male per i cavi di ferro e nel climax inseguendo un aereo iniziano a crivellarlo di arpioni che, inevitabilmente, attaccano le auto al mezzo volante che sta per decollare, succede di tutto ma la cosa più bella è che il casino dura tipo quindici minuti e vanno tutti a 150 km/h, vi giuro la pista di atterraggio di quell’aeroporto non finisce mai. Se lo calcolate viene tipo una pista da trentacinque chilometri. Tanto per essere sicuri di avere spazio.

E che cosa mi ha ricordato tutto questo?

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Just Cause 2

Qualcuno stacchi Justin Lin dalla Playstation che non ci esce vivo.


Oh ma ora cazzo, più di qui non si va. Non è possibile. Non ci credo. Cosa si inventano? Hai già sparato tutte le tue cartucce. Ci scommetto. Adesso basta.

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Sì, sono auto attaccate a dei paracadute. Con della gente dentro, ovviamente.
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No davvero. Devo descriverla?

Il bello della stupidità umana è che non ha fine, come l’inventiva nello sfruttare nuovi modi per metterla in mostra.

Il settimo film è delirante. Succede di tutto. C’è anche Jason Statham con la faccia contrita che mena tutti.

Ad un certo punto devono assaltare un convoglio che scorta un camion, non possono aspettare imboscati sul ciglio della strada e poi sbucare fuori. No. Devono catapultarsi da un aereo con le auto. Così non se lo aspettano. OVVIAMENTE!

Dopo parte, totalmente a caso, un pezzo alla Mission Impossible dei poveri dove, a Dubai, provano a rubare un microchip che sta dentro una macchina all’interno di una penthouse su una torre altissima. E come scappano? Prendendo l’auto e andando a sfoco verso le finestre, così saltano dalla torre più alta a quella più bassa e poi lo rifanno passando dalla seconda a quella dopo.

Ormai ho sospeso non solo l’incredulità ma anche le facoltà cerebrali.

Mi domando cosa faranno nell’ottavo film. Ormai mi aspetto di tutto: auto giganti robò contro Cthulhu dentro un mech fatto come la madonna. Non mi stupirei giuro.


Cioè… Ale. Ti sei puppato tutti i sette film di Fast & Furious? Sì.

E ti hanno fatto schifo! No.

Non te lo aspettavi. Ammettilo. Si sono delle stronzate tremende girate in modo banale con settemila stacchi di montaggio e un livello di testosterone tamarro che dio santo mi è spuntato un tatuaggio a forma di boccale di birra sulla schiena. Però mi ci sono divertito un casino, perché non ci sono pretese e sai a cosa andrai incontro. Fast & Furious alla fine è una saga di una demenza paradossale con lo scopo di intrattenere l’americano medio instupidito dagli effetti speciali e dai culi, però lo fa consapevole della merda che sta per rilasciare e ci scherza sopra, esagera sempre di più tanto conosce il pubblico che ha davanti e sé ne frega di rimanere credibile o coerente con sé stesso, vuole solo farci vedere i cofani delle auto ripresi con i grandangoli e inventarsi situazioni action da srotolare durante la trama, che ammetto sono sempre molto fantasiose e dinamiche. Non è mai volgare nel suo essere trivialmente e provocatoriamente sessista e riesce molto meglio di tanti altri titoli con il solito scopo, vedi The Expendables che è una parata di vecchi all’ospizio o i G.I. Joe.

In sintesi una stronzata ma si fa guardare, con un occhio di riguardo verso il quinto film che in effetti è un prodotto action più che decente.

Cosa abbiamo imparato quindi da questa lezione di alto cinema? Un cazzo.

E allora cosa ci hanno detto questi film su Justin Lin, il regista di Star Trek Beyond che mi andrò a vedere appena uscito? Un cazzo. E’ un mestierante che ammetto non stona con gli intenti del prodotto. Almeno per questa saga.

Bene.

Addio.

 


6 risposte a "Fast and 7 times Furious"

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