Cop Car: recensione del film

446A7382.CR2Ed ecco un’altra recensione di un’opera prima (come anche Duel, 1971, e Ladybird, 2017)! Ormai mi ci sto specializzando… Sì, è vero, Jon Watts aveva fatto qualcosa dietro la macchina da presa prima di Cop Car (2015), ma questo è il suo primo lungometraggio. E come per tante cose in questo mondo (per esempio, Tremors, 1990), bisogna ringraziare Kevin Bacon per l’esistenza di questo film. Non solo ne è il protagonista e lo fa con un’ottima prova da attore, ma ne è pure il produttore esecutivo ed è stata la persona che più ha creduto nel progetto a detta dello stesso Jon Watts e del suo collaboratore e coautore della storia, Christopher Ford (questi due hanno lavorato insieme anche nel recente Spider-man: Homecoming del 2017).

Bacon ha dichiarato di aver letto il copione tutto d’un fiato (“not checkin’ my emails“) e di aver visto nella sua testa tutto il film da quanto era ben scritto. Così è nato Cop car, la cui idea arriva da un sogno ricorrente del regista da ragazzo in cui si immaginava col fratello a guidare una macchina nella sua città senza che nessuno dei loro conoscenti incrociati per strada dicesse loro niente. Aggiungi a questo che la macchina è della polizia ed ecco il film! E che film ne è venuto fuori?

Cop Car è un thriller la cui premessa sta in due ragazzini di 12 anni che trovano una macchina della polizia apparentemente abbandonata e si mettono a guidarla. Questo porta ad una serie di sfortunati eventi visto che il legittimo proprietario dell’auto è lo sceriffo interpretato magistralmente da Kevin Bacon, uno sceriffo tutt’altro che senza macchia e senza paura…

Perché il film funziona? Funziona perché crea una tensione continua in cui lo spettatore non riesce mai a prevedere cosa succederà. Ogni azione porta a delle conseguenze realistiche e allo stesso tempo fantasiose in un’atmosfera che va dal ridicolo (c’è della comicità sia in alcune scene dei due ragazzini, sia in alcune con lo sceriffo), al serio, al violento, fino al drammatico (il finale anche è tutt’altro che scontato). Il film che ho trovato più vicino a questo modo di fare cinema è senz’altro Blue Ruin (2013) di Jeremy Saulnier, anch’esso da vedere.

Ma torniamo a Cop Car: la storia è brillante. Impossibile non pensare a delle influenze delle più classiche point & click adventures in stile Monkey Island nei disperati tentativi dello sceriffo di tornare in possesso della sua macchina: “apri portiera con laccio delle scarpe”, “cambia frequenza della radio”, “usa un kg di cocaina con WC”… come detto, non manca l’ironia in questo film!

Poi i due bimbi sono ottimamente diretti e non appaiono mai forzati, cosa non banale vista la loro età. Bacon è splendido da vedere e traspare il suo entusiasmo per questo lavoro, si nota che ha potuto dire la sua sulla caratterizzazione del personaggio, dal modo di muoversi, a quello di parlare, fino al look, con quei baffoni molto scenici. La colonna sonora rock/noise è ben fatta e, cosa sempre positiva, mi ha ricordato molto quel rockettaro di John Carpenter, per esempio nell’inizio ritmatissimo che mi ha ricordato quello di In the Mouth of Madness, 1994. Anche l’uso dei silenzi l’ho trovato molto reminescente del cinema classico: Cop Car è un film che permette allo spettatore di pensare, e che non ritiene necessario montare una scena d’azione dietro l’altra per mantenere l’attenzione viva. Crea un’atmosfera, crea la tensione, e lascia che queste mantengano lo spettatore incollato al divano (alla poltroncina del cinema se avete avuto la fortuna di vederlo al cinema) dall’inizio alla fine.

E che la regia sia davvero ottima non servo io per dirlo! Questo film ha convinto i produttori Marvel ad affidare a Watts un film ad alto budget come Spider-man: Homecoming. Dopo un film a basso budget come Cop Car, la scelta non è affatto banale. Inoltre si vede che questa opera prima è un passion project, con Watts che ha avuto l’idea per anni e che ha potuto girare tutto il film nei posti dove è cresciuto, a Fountain, Colorado (ma tutto il Colorado è come South Park???). Traspare passione e traspare entusiasmo guardando Cop Car.

Che altro dire? In un certo senso dobbiamo ringraziare anche Tim Burton, visto che Jon Watts ha dichiarato che la visione di Ed Wood (1994) lo ha convinto a perseguire la carriera di regista. E Dustin Hoffman, che con le sue incredibili performance in Midnight Cowboy (1969) e The Graduate (1967) visti in un cinemino che faceva proiezioni a un dollaro convinse Kevin Bacon che nella vita avrebbe dovuto fare l’attore.

Via, fine dei trivia, grazie a tutti e ciao!


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