X-Files 11° Stagione / The Lost Art of Forehead Sweat

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Il Mandela effect, ovvero l’effetto Mandela, è uno strano caso di memoria collettiva errata in cui un folto gruppo di individui ricorda perfettamente un evento, una citazione da un film o un logo pubblicitario che però non è mai esistito o che ha i connotati alterati rispetto a quanto ci si ricorda.

Questo può accadere anche nella vita giornaliera di un individuo in cui la memoria inganna un ricordo vivido, come una festa di compleanno o un litigio alle scuole medie che invece non sono mai accaduti o che sono avvenuti in modo completamente differente da come ci ricordiamo.

Questo strana situazione prende il nome da una certa Fiona Broome che ricordava perfettamente la morte di Nelson Mandela negli anni ’80, con tanto di funerale di stato in televisione e testate giornalistiche sul caso, mentre tutti sappiamo che Mandela è morto nel 2013.

Questa tizia era così convinta della sua memoria che aprì un blog sul caso: mandelaeffect.com

Da quel giorno l’effetto Mandela è diventato uno dei più famosi scary memes del web, dando adito a teorie sul multiverso e portando sulla rete creepypasta e storielle di ogni tipo.

Sicuramente sarà capitato anche a voi e forse potreste aver sentito parlare di questi famosi mandelieffetti che copio e incollo da un sito che molto pazientemente ha raccolto i più diffusi:

  • Moltissime persone ricordano, con vivida lucidità e certezza assoluta di aver visto negli anni 90 un film intitolato Shazaam, la storia del genio che esce dalla bottiglia. A quanto pare però questo film non è mai esistito.
  • Moltissimi aficionados di Star Wars ricordano con certezza assoluta la famosa battuta di Darth Vader: “Luke, I am your father“. A quanto pare però questa battuta non risulta nelle versioni oggi disponibili del film. E’ invece presente la battuta: “No, I am your father“.
  • Un problema simile si presenta con il film Forrest Gump: la famosa battuta “Life is like a box of chocolates” ora sembra essere diventata “Life was like a box of chocolates“, con grande sconcerto di tutti coloro che hanno citato per milioni di volte la prima delle due frasi.
  • Moltissime persone ricordano con certezza assoluta che la famosa serie di libri per bambini si chiamasse Berenstein Bears (con la “e” nell’ultima sillaba), mentre risulta che si chiami Berenstain Bears (con la “a” nell’ultima sillaba).

Tanto per infarcire il tutto vi metto il link di un episodio Cinemassacre di Angry Video Game Nerd che parla appunto di questo, prendendo come esempio il ricordo falsato dei Berenstain Bears.

Indovinate quindi di cosa si parla nell’ultima puntata rilasciata di X-Files?

No. No, nemmeno quello. Ma… Siete stati attenti?! Dell’effetto Mandela! Ovviamente.

E in che modo se ne parla?

Eeeeh… Vediamo.

Il tono dell’episodio The Lost Art of Forehead Sweat, quarto di dieci e terzo episodio stand alone, torna a cavalcare le nefaste onde dell’episodio parodia di sé stesso e presa di giro di quei pochi fan, me compreso, che quasi stavano credendo ad un riscatto di questa undicesima stagione rispetto alla sua predecessora (vi giuro si dice così, ho controllato sul vocabolario).

L’episodio inizia con un finto episodio della serie televisiva anni ’60 The Twilight Zone, in cui un tizio confessa al suo barista di essere braccato dai marziani, per poi scoprire che tutti quelli che ha attorno sono in effetti marziani. Lui compreso. Il tono ironico e demenziale la fa da padrona, qui amalgamato ad una ricostruita ingenuità anni ’60. Devo dire che come inizio coglie molto alla sprovvista, soprattutto se paragonato alle ultime due puntate che hanno un tono molto più serio, però sarei poco onesto con me stesso se dicessi che non cattura l’attenzione dello spettatore riuscendo ad essere simpatico e ben costruito.

Un incipit così, però, può solo condurre al declino.

E infatti: Mulder rientra in casa vestito mimetico e parlando con Scully le confessa che era a caccia del Bigfoot. Qui assistiamo ad un siparietto comico in cui Mulder vuole raccontare una storia sul fantomatico mostro delle foreste americane a Scully che pare averla sentita mille volte e taglia corto. Sai come quando il tu’ nonno ti racconta per la trecentesima volta dell’invasione tedesca? Ecco. Quello.

Mulder vede sulla finestra di casa il segnale che era solito esporre alla finestra quando voleva parlare con il suo storico informatore, Deep Throat, ormai morto. Questo lo fa insospettire e lo conduce in un parcheggio sotterraneo in cui era solito incontrare Deep Throat, ma al suo arrivo ci trova Reggie Something (tradotto Reggie Qualcosa).

Da qui questa puntata di X-Files si tramuta in quello che poteva essere un bellissimo episodio di Futurama, ma che invece è uno stupidissimo episodio di X-Files.

Reggie dice a Mulder che la sua amata puntata di Twilight Zone che tanto ricorda con affetto non esiste e che se la cercherà non ne troverà traccia (ecco lo spezzone iniziale della puntata). Inoltre contatta Scully comunicandole che la scatola di alcune gelatine che lei ricordava di mangiare da piccola non è come lei la ricordava.

I due agenti decidono quindi di parlare con Reggie e di scoprire la verità. Reggie era un membro degli X-Files, solo che Mulder e Scully non lo ricordano, ed è li per confessare ai nostri due agenti una cospirazione del governo per cancellare in modo mirato le memorie della gente così da rimuovere eventi importanti o compromettenti.

Dietro tutto questo c’è il Dr. They, malefica mente dietro questo gigantesco inganno ai danni del genere umano.

Da sottolineare la demenza del nome Dr. They (Dr. Loro), stupidaggine studiata a tavolino per inscenare la gag del “loro ci spiano!” “loro sanno tutto!” “loro ci osservano!”

“Chi sono loro?” chiede Mulder. “Who are they?”

Dr. They” rispenderà Reggie, così da generare la gag. Oddio le risa. Mi spancio. Che ridere. Qual sagacia, nevvero!

Tutto questo delirante frangente centrale è un susseguirsi di battutine e situazioni demenziali costruite però con una certa intelligenza e con un gusto degni di nota.

Da sottolineare il rifacimento della storica sigla del telefilm dove stavolta è presente anche Reggie, digitalmente montato sopra le originali immagini dell’opening più famosa della storia della TV, o ancora Reggie montato sulle scene delle più iconiche puntate delle prime stagioni, come se fosse sempre stato lì ma fosse stato dimenticato. O la delirante scena in cui Mulder racconta che da bambino guardava sempre Twilight Zone, scatenando un flashback orribile in cui hanno messo un bambino di otto anni davanti alla TV e ci hanno poi montato sopra la testa di Mulder adulto. O i riferimenti ai meme di internet scatenati dal Mandela effect, con le immagini del Dr. They sparso per copertine di film o di libri.

Schermata da 2018-01-29 14-47-39

Da qui nasce una discussione sull’effetto Mandela, appunto, dove Scully e Reggie rimprovereranno Mulder in coro per sostenere con troppo zelo la teoria degli universi paralleli, o dove Reggie sbaglierà il nome Mandela effect in un modo che adesso non ricordo, ma che farà nascere dei battibecchi tipo:

Fantocci!”

“No, Fantozzi.”

“Sì Sì ho capito, Fantocci.”

“No, Fantozzi. ZZI. FANTOZZI!”

“Ehhh sì sì ho capito le ho detto, Fantocci, Fantocci!”

“Aah… Vabbè”

La puntata chiude con l’ennesimo omaggio alla fantascienza anni ’50 in cui Reggie racconta l’ultimo X-Files che lui Mulder e Scully hanno risolto, un delirio che coinvolge degli alieni che si muovono con il monopattino giudici del genere umano, il dono della verità da parte di questi a Mulder che si dispererà come un bambino con tanto di bizze perché adesso che sa tutto non c’è più scopo negli X-Files e la risoluzione del caso: Reggie è uno che ha preso una botta in testa e pare essersi inventato tutto.

Mentre quelli del servizio sanitario lo portano via Skinner nota di sfuggita la scena ed esclama: “Dove portano Reggie?!”

Mulder e Scully si guardano stupiti. Ma allora è tutto vero?

Chiaramente no, era l’ennesima battuta del cazzo.

Come era successo per la puntata precedente anche questo The Lost Art of Forehead Sweat chiude con un interrogativo metacinematografico: Scully sta per mangiare con Mulder le sue gelatine preferite, quelle che Reggie le aveva mostrato poche scene fa. Ma quando sta per addentarle rinuncia dicendo: “No. Non voglio che il loro sapore sia differente da come lo ricordo. Forse per certe cose è meglio mantenere il ricordo piuttosto che riscoprire la verità.”

Allusione all’X-Files che ci ricordavamo contrapposto a quello che è adesso?

The Lost Art of Forehead Sweat è l’ennesimo episodio comico in una serie che di comico aveva ben poco quando nacque, e che adesso soffre enormemente di questo drastico cambio di registro. Assistendo a questo declino non può non venire in mente cosa era X-Files e cosa stanno devastando. Ragionamento che forse fa anche la puntata in un delirante momento di risveglio dal suo stato catatonico di demenza senile. Dubito però che gli autori siano così fessi da creare qualcosa che smonta sé stesso. Credo quindi che sia una specie di subconscio del telefilm, di chi gira le puntate, di chi le gestisce in fase di shooting, una specie di grido d’aiuto distante e lontano messo sotto forma di bandiera bianca metacinematografica.

Mi arrendo.

Sono diventato un mostro. Mi arrendo.

Purtroppo questa lettura è l’unica cosa sensata di questo delirante appuntamento settimanale con il nuovo X-Files. Se così fosse non posso far altro che complimentarmi con l’ingegno degli autori che hanno il coraggio di parlare di loro stessi con estrema cognizione di causa.

The Lost Art of Forehead Sweat però si dimostra una puntata a suo modo intelligente che scherza con cognizione di causa e che vanta di un comparto tecnico nella sfera degli effetti speciali e del guizzo di ingegno davvero degno di nota. Questo però non basta e alla fine usciamo stremati dall’ennesima cazzata inumana in un prodotto che ormai ha perso la sua forma oscillando tra il complottismo spicciolo ed esagerato e il demenziale sfrenato.

Altra cartuccia sparata a vuoto per questa undicesima stagione che ha ben pochi colpi a sua disposizione e che è bene li usi con più saggezza.

Addio.

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. pietroskij ha detto:

    Lol, devo vederla sta nuova stagione. Ma la seconda parte delle Bond Girls??? La sto aspettando con ansia.

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    1. EvilAle ha detto:

      Appena ho finito di rivedere la parte con Moore Piter, me ne manca 1. Direi prossima settimana.

      Mi piace

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