X-Files 11° Stagione / Ghouli

Schermata da 2018-02-05 13-53-28

Quinta puntata per la nuova stagione di X-Files e, contrariamente a quanto avevo sentito dire e a quanto avessi pensato, si torna alla mythology. Ghouli infatti riprende in mano le vicende del figlio di Scully e ci mostra un’evoluzione più moderata, se così possiamo dire, di questa storia che fino ad ora era stata esagerata e sinceramente molto stupida, cosa che traspare anche qui ma che finalmente è trattata con un po’ di garbo.

Vi rinfresco la memoria: il figlio di Scully e Mulder, Jackson, ha dei poteri telepatici frutto degli esperimenti per creare il primo ibrido alieno/umano. Per proteggerlo, questi due lo affidano ad una famiglia esterna che lo accudirà come se fosse il loro vero figlio. Scopriremo poi che Jackson non è figlio di Scully e Mulder ma di Scully e l’uomo che fuma. Intanto Jackson contatta Scully telepaticamente e questa interpreta questo segno come una richiesta di aiuto.

Ghouli comincia con Scully che sogna un luogo mai visto, una casa, e avverte una presenza al suo interno che istintivamente tenterà di inseguire, però senza risultati. Si scoprirà poi che la casa è l’abitazione attuale del figlio di Scully. Intanto due ragazze si aggirano su un relitto di una nave vittime di uno scherzo un po’ pesante organizzato da Jackson. Quest’ultimo ha in mente di spaventarle usando i suoi poteri mentali proiettando nella loro mente l’immagine di un mostro trovato su un sito online che pare essere conosciuto dai ragazzi del luogo, Ghouli. Una specie di Slenderman, per capirsi.

La cosa finisce male e le ragazze si percepiscono a vicenda come dei mostri prendendosi a coltellate e rimanendo gravemente ferite.

Scully e Mulder intervengono sul luogo del misfatto portati lì da un particolare presente nel sogno di Scully. Interrogando le due superstiti scoprono che Jackson (i nostri due eroi non sanno ancora che è lui, ma ci sono dei forti sospetti da parte di Scully) è fidanzato di tutte e due e ottengono l’indirizzo di casa di quest’ultimo.

Muovendosi verso la casa del sospettato sentono degli spari al suo interno. A quanto pare, lla famiglia è stata sterminata da Jackson che poi si è tolto la vita. Intanto Mulder nota degli agenti della DOD (Department of Defense) che sì mostrano un po’ troppo interessati al delitto.

Nell’obitorio Scully parla al cadavere del figlio, ormai certa che fosse lui, ma quando fa per andarsene scopriamo che Jackson è ancora vivo e ha proiettato l’immagine della sua morte nella testa di chiunque lo abbia notato dal momento del delitto fino ad ora, presumibilmente per riuscire a scappare quando le acque si fossero calmate. Intanto Mulder scopre che sono stati gli agenti della DOD ad uccidere i genitori adottivi di Jackson per poi uccidere anche lui, ma l’arrivo suo e di Scully all’abitazione li ha messi in fuga.

In un climax fatto di inseguimenti e sparatorie dove tutti cercheranno Jackson, questo riuscirà a scappare non prima però di riuscire a incontrare Scully, la sua vera madre, senza però rivelare la sua identità avvalendosi del trucco della proiezione mentale. Scully e Mulder lo scoprono esaminando delle telecamere a circuito chiuso di un benzinaio, sorridendo verso lo schermo sollevati e rinfrancati.

Ghouli riesce finalmente a parlarci di questa delirante mythology in un modo più compassato, più terreno, passatemi il termine, e finalmente si concentra sui personaggi e non sugli eventi provando a delineare il figlio di Scully e il rapporto che esiste tra lui e la madre. Ammesso questo, devo però dire che io non riesco a digerire questo personaggio così supereroistico calato in un contesto così distante dalle idee fantasy che potrebbe suggerire un prodotto del genere.

Jackson e le sue vicende si avvicinano troppo a quello che potrebbe sembrare un personaggio tormentato degli X-Men e finisce per darci questa impressione, risulta sopra le righe e poco credibile e sinceramente ci ricorda troppo Anna Paquin e i suoi tormenti da Rogue (X-Men, 2000), in fuga e spaventata da tutti e tutto.

Pensiamoci: in X-Files in realtà i super uomini ci sono sempre stati, ricordo che nelle stagioni centrali come la quinta o la sesta si sono visti alieni travestiti da umani non morire dopo vari colpi di pistola, o avere punti deboli su cui far leva per ucciderli. Ricordiamoci di Eugene Victor Tooms con un potere tremendamente simile a quello di Mr. Fantastic, o Cecil L’Ively dalla prima stagione, praticamente la Torcia Umana (che Chris Carter sia fan dei Fantastici 4?).

Qui però manca quello che manca in tutte le puntate di queste ultime battute di X-Files: manca il mistero, manca l’ansia e manca quel non detto che eleva la puntata mostro dall’essere una caccia all’X-Men di turno. Di Jackson si sa tutto, sappiamo come è stato creato e perché, di chi è figlio, come mai fugge, cosa lo ha portato fin li. E se questo da una parte lo accetto, va infatti visto come un personaggio chiave per la conclusione di queste ultime stagioni, non posso però che storcere il naso per come viene trattato. Desaturato di quel mistero che lo renderebbe interessante e inquietante, ci becchiamo invece un ragazzino con i super poteri tormentato e spaventato da sé stesso, dalla sua natura. Ragionamento nobile ma visto in altre mille salse, sinceramente più efficaci di questa.

Prima di chiudere infierisco ancora un po’.

Ghouli è un episodio scritto con una superficialità che fa trasparire delle scelte forzate di trama che sinceramente non portano a nulla e contribuiscono a rendere questa puntata squilibrata e costruita sulla forza dei colpi di scena.

La cosa che più mi ha tediato è la caratterizzazione di Jackson che appare come uno squilibrato bravo ragazzo, che già di per se è un controsenso.

Ha due fidanzate? Perché? Non poteva averne solo una? Chi non ha mai avuto tre o quattro ragazze contemporaneamente? Boh. Vabbè, faceva così…

Ma poi… che idea del cazzo attirarle in un relitto decadente di un battello fluviale (dove una per poco si ammazza cadendo da un soffitto pericolante) per poi spaventarle con i poteri telepatici da X-Men, questa idea è tutta sbagliata dall’inizio alla fine. Prima di tutto se non si fossero quasi ammazzate avrebbero scoperto la doppia relazione di Jackson, e non so quanto l’avrebbero perdonato; secondo, avrebbero scoperto i poteri del ragazzo, usati per lo scazzo; terzo, si sono quasi ammazzate! Che cazzo hai in testa?

Perché?

Costruzione chiaramente artefatta per dare una motivazione a Mulder e Scully, che altrimenti non sarebbero andati li.

In contrasto con quello che poi è il Jackson della seconda parte della puntata che invece ha la freddezza e l’ingegno di gabbare la polizia in modo abbastanza intelligente, di rimanere impassibile davanti alla morte dei suoi genitori e a Scully che frigna sul suo cadavere, e il cuore di andare a salutare le ragazze ferite in ospedale mettendo a repentaglio la sua fuga.

Ragazze che hai tentato di uccidere poche ore fa e la cui reazione a tutto questo casino è: vabbè. Bacino.

Boh.

Carino invece il colpo di scena di Jackson che si mostra agli occhi di Scully come un uomo asiatico di mezza età, o quello in cui lo pensiamo morto ma invece si rivela vivo.

Ghouli è una puntata un po’ barcollante ma che ha la grazia di analizzare una parte della mythology interessante. Nel farlo trova la saggezza e il gusto che questa saga ha un po’ perduto ma è vittima di scelte di trama abbozzate e di una scrittura non proprio brillante.

Una puntata ancora dignitosa ma sinceramente evitabile.

Addio.


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