The death of Stalin: recensione del film

deathofstalin_02_copy_-_h_2017

The death of Stalin è un film del 2017 dello scozzese Armando Iannucci (dal tipico nome scozzese) con un eccezionale cast per lo più angloamericano: Steve Buscemi, Jason Isaacs, Michael Palin… e chi più ne ha più ne metta. Il film ci mostra l’ultima notte di Stalin in vita riunito coi suoi uomini più fedeli e poi i giorni immediatamente successivi alla sua morte. Anche se venduto come una commedia, io c’ho trovato poco da ridere, e non per la non brillantezza degli attori o dei dialoghi. Mi spiego.

Il film è fatto talmente bene che fa calare lo spettatore nell’Unione Sovietica del 1953 senza grossi problemi. Il problema è che quell’Unione Sovietica era un regime dittatoriale che teneva l’intera popolazione sotto un giogo di terrore e il film riesce a farcelo capire alla perfezione! Quindi tutte ‘ste battute, anche oggettivamente divertenti, calate in un contesto francamente terrorizzante… non sono riuscite a farmi ridere se non rare volte. Nel film vediamo esecuzioni sommarie, gente imprigionata e torturata, e persone normali che sopravvivono nella paura della polizia, dell’esercito, e di altre persone normali che potrebbero denunciarle da un minuto all’altro!

E quindi da dove arriva la comicità, mi chiederete? Dall’interazione tra i vari MalenkovKhrushchev, Molotov, Beria, Zhukov… che il film ci mostra come dei potenti stupidi, insicuri, e allo stesso tempo anche capaci di decisioni terribili e comportamenti spaventosi. La cosa che più mi ha fatto paura di tutto questo, e che meno mi ha fatto ridere, è che a me è parso tutto tremendamente veritiero. Questo non è un film che ha la pretesa di riportare esattamente i fatti storici, come per esempio Darkest hour, ma io  non l’ho visto così lontano da quella che potrebbe essere stata la realtà dei fatti. E questo anche perché molte delle cose che si vedono sullo schermo sono reali: le circostanze della morte di Stalin, Beria che era effettivamente uno stupratore seriale, il figlio di Stalin alcolizzato…

Sono uscito dal cinema un po’ stordito. Da una parte, mi aspettavo una commedia e invece ho riso pochissimo. Dall’altra, ho visto un film che mi ha presentato dei fatti reali sì ammantati di uno strato di finzione, ma talmente veritieri che mi è parso di aver visto un documentario (non credo sia un caso che il film sia stato bandito in Russia). Mi è piaciuto sto The death of Stalin? Credo di sì. Ho davvero capito cosa ho visto? Forse no… Ve ne consiglio la visione? Sì, così magari poi ne parliamo! Ciao!

PS: ho visto la versione originale e giustamente gli attori non provano a fingere di avere l’accento russo. Spero vivamente che i doppiatori italiani non abbiano storpiato ‘sto film inventandosi un improbabile accento russo che non esiste nel doppiaggio originale! Già ne hanno tradotto il titolo con un inspiegabile Morto Stalin, se ne fa un altro, che vero… da schiaffi…

PPS: Qui la recensione di Nick che come sempre merita la lettura!


2 risposte a "The death of Stalin: recensione del film"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...