Aliens: perfetto

b0e74162ad07400888308b676224b7c8Come era inevitabile, dopo aver rivisto Alien (1979) non ho potuto fare a meno di riguardare anche Aliens, film del 1986 diretto da James Cameron. Che posso dire di Aliens se non che è il film perfetto? Proverò a spiegarmi, ma qualunque parola è superflua.

Nel 1986 il giovane Cameron praticamente aveva “solamente” fatto quel capolavoro di Terminator, quindi non era un regista conosciutissimo. Gli fu affidato questo ambizioso progetto, un budget non particolarmente alto, e fortunatamente i produttori (tra cui anche il grande Walter Hill) gli lasciarono anche piena libertà. E fecero bene! Tutto funziona alla perfezione in Aliens. TUTTO!

Gli attori sono credibili e bravissimi e il risultato è che tutti i personaggi sono memorabili, e non è facile quando parliamo di una dozzina di persone! Sigourney Weaver torna come Hellen Ripley per una performance sensazionale. Michael Biehn, che già aveva lavorato con Cameron in Terminator due anni prima, chiamato all’ultimo momento come rimpiazzo di James Remar, ci regala Hicks, un personaggio iconico praticamente al pari di Ripley. Bill Paxton ci dà una delle sue migliori interpretazioni come Hudson, un marine sbruffone che, terrorizzato dall’incontro con gli alien, comunque riesce a morire da eroe per salvare i suoi compagni. Lance Henriksen, anche lui in Terminator, sembra nato per interpretare un androide in modo impeccabile e allo stesso tempo emozionante (I may be synthetic, but I’m not stupid!). La camaleontica Janette Goldstein sembra davvero una latinoamericana palestrata, e sembra incredibile rivederla poi come madre adottiva di John Connor in Terminator 2 (1991). Al Matthews è il sergente perfetto, grazie anche alla sua previa esperienza nell’esercito statunitense. Anche la bambina, Carrie Henn, è perfetta per la parte!!! Potrei continuare, ma credo di essere stato chiaro.

La trama e la sceneggiatura sono di quelle che nel cinema blockbuster odierno ci possiamo solo sognare. Aliens è il seguito di un capolavoro come Alien, e nonostante Cameron lo porti sul suo terreno action-SCIFI, è il perfetto seguito dello horror-SCIFI fatto da Ridley Scott sette anni prima. Tutto si incastra alla perfezione con quello che abbiamo visto nel film precedente, e anche le aggiunte che vengono fatte, come quella della alien queen, non risultano fuori luogo. Cameron riesce a costruire una motivazione per il ritorno di Ripley sul pianeta dove col suo equipaggio incontrò il relitto con le uova aliene dentro. E non solo! Sviluppa il tema della perdita di sua figlia su più piani, sia col rapporto tra Ripley e Newt, sia con il rapporto tra Ripley e la regina aliena, madre dei suoi mostri con acido al posto del sangue. Inoltre la storia scorre che è una meraviglia, con un’ora intera di build-up della tensione e con una corsa per la sopravvivenza dopo il primo drammatico incontro con gli alien responsabili del massacro della colonia di Hadleys Hope. Tutti i temi tipici di Cameron sono in questo film: la tecnologia contro la natura, la sete di profitto che porta alla distruzione, la stupidità militarista… Sfido chiunque a perdere interesse nel guardare un film come Aliens!

La regia di Cameron è splendida. Riesce ad ottenere il massimo dal budget a sua disposizione con effetti speciali pratici, proiezioni, modellini, persone in improbabili costumi da alien… chi potrebbe capire guardando il film che la produzione aveva a sua disposizione solamente sei costumi da alien completi? La maestria di Cameron fa sì che l’impressione sia quella di una vera e propria infestazione! E i movimenti degli alien… sembrano davvero creature di un altro mondo! Questo film riesce dove quello di Scott aveva fallito: in nessun momento gli alien sembrano persone dentro costumi da alien. E Cameron non lo fa usando CGI che adesso risulterebbe orrenda e datata, ma lo fa attaccando gli stuntman a cavi, con riprese da angolazioni improbabili o mandate al contrario (nella scena dell’attacco dei face-hugger a Ripley e Newt, per esempio), con closeup… a tal proposito, consiglio a tutti di guardare Superior firepower: The making of Aliens, un documentario di tre ore del 2003 su come sia stato fatto Aliens. Vi lascerà a bocca aperta!

La colonna sonora di James Horner è geniale. Horner decide di usare temi militari sottolineati da rullanti e marce insieme a rumori inquietanti e spaventosi, perfetti sia per creare tensione e atmosfera, sia per accompagnare le numerose scene d’azione del film. E le scenografie, e le luci, e la fotografia, e i colori… E’ TUTTO PERFETTO! Ops, scusate, mi sono lasciato prendere dall’entusiasmo.

Meglio se provo a concludere… è vero che Aliens è fatto con professionalità e maestria, ma allo stesso tempo traspare l’entusiasmo di tutti quelli coinvolti nel progetto: attori, regista, scenografi… Credo sia uno dei pochi esempi in cui tutto ha funzionato alla perfezione: bravura, entusiasmo, idee brillanti, periodo storico adatto (qualche anno più tardi e la CGI avrebbe rovinato tutto, qualche anno prima e tutti quegli attori perfetti per le loro parti non avrebbero potuto lavorare al film)… mi sento fortunato ogni volta che riguardo Aliens. E non mi stanca mai!

Ciao!

PS: potrei annoiarvi per ore con aneddoti su Bill Paxton che si scusava ad ogni scena con Carrie Henn per le parolacce che diceva, o sui riferimenti ad Asimov (le leggi della robotica menzionate da Bishop) e a Conrad (il nome Sulaco preso dal racconto di Conrad Nostromo: A Tale of the Seaboard  Nostromo era il nome dell’astronave di Ripley in Alien)… ma ci sono imdb e il documentario di cui sopra per questo!

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16 risposte a "Aliens: perfetto"

  1. Il Terzo per me è importantissimo. E’ un pezzo della mia infanzia e mi piace moltissimo. Lo adoro, per me è il più bello emotivamente parlando. Certo 1 e 2 sono su un altro livello. L’ultimo è una cazzata immane però oh, visivamente è ‘na madonna. E’ bellissimo da vedere, Scott fa delle composizioni di ombre magnifiche.

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  2. Io aspetto la recensione del 3 allora! L’ho un po’ rivalutato quando ho visto la versione pirata che dice sia più vicina a quello che voleva fare Fincher, anche se lui ha dichiarato che il film che voleva fare semplicemente… non esiste. Peccato non l’abbiano lasciato lavorare come invece avevano lasciato lavorare Scott e Cameron prima di lui!

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  3. Che dire se non che concordo con te? Personalmente, poi, amando Asimov, non posso non aver apprezzato i riferimenti alle sue leggi della robotica.
    Confesso, però, di non amare l’intera saga: come spesso succede, andando avanti con la narrazione mi pare che si tenda ad riscaldare la stessa minestra, allungando la broda; io mi guardo sempre e solo i primi due.

    P.S. Approfitto di questo passaggio da te per ringraziarti del commento che hai lasciato sul mio blog e per segnalarti che, se ti va, nella sezione Cose che guardo ci sono le mie recensioni, anche dal punto di vista marziale, di film che ho visto, in caso volessi leggerle e magari lasciarmi un commento “professionale”. Ciao, a presto.

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    1. Ammetto che anche io mi fermo ai primi due. Infatti aspetto che EvilAle recensisca il 3 qui sul blog perché è quello a cui è più affezionato!

      E ho visto quella sezione del tuo blog, non mancherò di lasciare commenti sulle recensioni di film che abbia visto (comunque niente di professionale, ci mancherebbe! La mia conoscenza del cinema è rigorosamente amatoriale!).

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  4. Pingback: Scream: che saga!

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