Cìkè Niè Yǐnniáng: visivamente spettacolare

Cìkè Niè Yǐnniáng, The assassin per il mercato italiano e internazionale, è un film del 2015 diretto da Hou Hsiao-hsien. L’ho visto in lingua originale e mi sono affidato ai sottotitoli per capirci qualcosa, e credo di aver fallito. Però credo che anche se l’avessi visto doppiato nella mia lingua la cosa non sarebbe cambiata di molto. Ed in ogni caso ‘sto film mi è piaciuto! Mi spiego.

Secondo me il regista ha appositamente fatto un film in cui la trama non fosse assolutamente importante. Vi riassumo quello che c’ho capito? Un’assassina professionista, Yianniang, viene mandata ad uccidere il governatore della provincia di Weibo, ma non lo fa nonostante ci si scontri almeno un paio di volte. In una sottotrama, la gelosa moglie del governatore prova a far abortire una concubina incinta del suo sposo, ma fallisce. Penso sia tutto. E quindi mi chiederete: il film ci mette un’ora e quaranta minuti per raccontare questo? Beh… sì. Perché ci mette un po’ di altri personaggi che sinceramente non ho capito chi fossero che interagiscono con Yianniang, e soprattutto perché il regista ci mostra una miriade di immagini spettacolari, quasi sembra un documentario.

Vediamo splendide colline immerse nella nebbia, montagne perse nelle nuvole, foreste spazzate dal vento, gente a cavallo con meravigliosi vestiti di seta che si muovono per la brezza, interni illuminati da candele con ombre marcatissime, abitazioni lussuose in legni dai colori splendidi… e credo che più o meno il punto del film sia questo: mostrarci la Cina del secolo IX, più che narrare una storia.

E anche se il trailer (che rigorosamente ho visto solo dopo la visione del film) tenta di vendere un film di arti marziali, The assassin non lo è. L’azione è poca e quasi il regista non pone l’enfasi lì. Invece, passa svariati minuti a girare nella natura incredibile o in interni curatissimi e suggestivi. Anche gli attori quasi non hanno importanza in questo film, sfido chiunque ad affezionarsi a questi personaggi praticamente abbozzati. Ma non in senso negativo! Sono come degli schizzi di colore su un quadro minimalista, lì solamente per caratterizzare la vita nella Cina antica a cui il regista è interessato.

E pensare che Agassi, The handmaiden, film di Park Chan-wook del 2016, mi era sembrato un lento esercizio di stile! In confronto a The assassin, è praticamente Aliens di Cameron! Quindi che dire… se c’era un messaggio, non l’ho capito. Se c’era una trama, si riassume in due righe. Ma le immagini… bellissime. Visualmente, The assassin è una bomba. Ha una fotografia devastante. Recuperatelo in Blu-ray, se potete! A occhio non è girato in digitale, ma non ho fatto ricerche in merito. Se poi la storia non vi cattura, prendetelo come un documentario, sappiate che secondo me avrebbe potuto essere un film muto!

Ciao!

 

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