Bond Girls – Volume 3

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Avete letto Bond Girls Volume 1?  E il Volume 2?

Se non l’avete ancora letti pentitevi e recuperate questo danno epocale arrecato alla vostra cultura cinematografica. Pigiate con il vostro mouse sulle scritte blu qui sopra che così vi si rinfresca la memoria.

Ho detto rinfresca la memoria! Leva subito la mano dai pantaloni! Subito! C’è gente per bene qui! Non vi azzardate.

Questa serie di articoli sono una seria critica al maschilismo bondiano, pericoloso prodotto figlio di un’era ormai lontana che purtroppo si protrarrà nei secoli a causa di queste pellicole intrise di bigottismo e stupidità.

Non ci si pasticcia. Capito?

Ed adesso: PUPPE.

Pronti? Via!

Ah no, dimenticavo di fare un preambolo!

Siamo negli anni ‘80, e Bond passa dalle mani dell’amatissimo Roger Moore a quelle di Timothy Dalton. Questo cambio di rotta porta anche delle novità e per la prima volta vediamo questa saga virare verso l’action thriller leggermente più serio rispetto ai suoi predecessori. Stile mantenuto nelle quattro pellicole con Pierce Brosnan, anche se in queste c’è stato un leggero passo indietro alle origini tornando a quell’ironia che avevamo perduto nelle due pellicole di Dalton ma che con Moore era all’ordine del giorno, tono serio che poi torna e si consacra nei Bond di Craig.

Quindi, in questo volume tre prenderemo in analisi i film con Dalton e Brosnan che vanno dal 1987 al 2002.

Oh, fatto, dicevamo: PUPPE. VIA!

The Living Daylights – 1987

Bond deve aiutare un generale russo in possesso di preziose informazioni di intelligence a fuggire dal suo paese natale. Questo porta la nostra amata spia inglese ad imbattersi in un traffico d’armi internazionale.

Kara Milovy – Maryam d’Abo

Miriam
Carinissimo e inusuale incontro tra Antonella Clerici e Calista Flockhart, la nostra Maryam interpreta una mongoloide totale che non contenta di essersi fatta infinocchiare dal cattivo di turno che la usa come capro espiatorio per le sue scorribande si innamora di Bond, passando per varie fasi di arrendevolezza emotiva. All’inizio è stordita, pare un babbuino al Gods of Metal. Bond la trascina dietro come un sacco di patate mentre lei sbatte in ogni colonna e inciampa in ogni scalino. Dopo è alla fase bambina speciale. Vanno al parco e vincono i pupazzi, la porta sulla giostra, fanno il gioco di acchiappa la talpa, le compra il gelato. No quel gelato. Quello viene dopo. Il gelato vero. No, non al gusto di pisello. Con voi non ci si parla, avete in mente sempre e solo una cosa! Comunque… Dopo averla scarrozzata in lungo e in largo per il Medio Oriente con i Mujahidin, che quasi ci rimaneva, povera cara, Bond la conquista facendo leva sul luogo romantico: cioè una sparatoria inumana al confine russo e afgano che culmina con un aereo senza carburante che precipita con loro due sopra. Bond. Ne sai una più del diavolo.

Linda – Kell Tyler

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Bond si lancia con il paracadute da un aereo e finisce in uno yacht dove c’è questa tizia che prende il sole. “Bond rientri alla base” “Arrivo… anzi no ‘spetta. Arrivo tra un oretta” Eeeh così senza nemmeno passare dal via?

Licence to Kill – 1987

In italiano tradotto con Vendetta Privata, Licence To Kill è uno dei miei film preferiti di Bond. Perché? Perché esplode tutto. TUTTO. E a Bond gli girano i coglioni così tanto che manda in culo M per vendicare brutalmente degli amici uccisi da un losco trafficante di droga. Un Bond incazzato così lo rivedremo solo in Casinò Royale.

Pam Bouvier – Carey Lowell

Carey
Si presenta vestita come Laura Dern in Jurassic Park, questo misto tra Indiana Jones e il carrozziere Pinuccio che per due bulloni e una marmitta ti scuce ottocento euro e ti dice che ci ha rimesso. Poi Bond le dice: “vatti fa’ i ‘apelli e levati di dosso sta felpaccia” E olè, Pam ha improvvisamente aumentato del 500% la possibilità di essere pipata. Anche quel leggero strabismo che vero. Ci sta.
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Eccola. Ti cambia la cinghia di trasmissione e poi ti porta in un museo. Splendida.

Lupe Lamora – Talisa Soto

Talisa
Se sei nemico di Bond avrai vari problemi tra i quali la tortura, il pestaggio, la probabile detonazione della casa e le corna. Sì, perché Bond oltre al danno ti beffa pipandoti reiterate volte la donna. Talisa ne è un fervido esempio. Ringraziamo Lupe per essere fatta così e ricordiamoci che è anche Kitana di Mortal Kombat. Carrierona.

Goldeneye – 1995

Sean Bean è l’agente 006, tradito dalla sua patria e dal suo amico 007 che lo credono morto durante una missione, architetterà un piano di vendetta complicatissimo che prevede un laser orbitante e tante tante esplosioni. Però tutti sappiamo che fine fa Sean Bean nei film, e nelle serie tv, e nei meme. Quindi fate i vostri conti. Chi vincerà? Bond o il cattivo di Bond? Che già parti in uno svantaggio clamoroso. Poi sei anche Sean Bean.

Natalya Simonova – Izabella Scorupco

Isabella
Discreto donnino polacco, Izabella ci regala una della Bond Girl meno stereotipate di tutta la saga. E’ intelligente (scusatemi, ma ai film di Bond sta cosa non va molto a genio e se succede va annunciata. Poi è anche bionda. Miracolo.), sa tener testa a Bond e ha un ruolo fondamentale per la risoluzione della trama. Brava Izabella. Ci piaci.

Xenia Onatopp – Famke Janssen

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Un nome che non riuscirò a pronunciare mai nella mia vita. La bella Famke nel ’90 era davvero notevole, e in questo Bond da sfoggio di se apparendo bellissima e in formissima nell’interpretare uno dei cattivi più belli e matti di sempre, Xenia. Xenia la vedi e la voi trombà’, peccato che lei abbia orgasmi solo mentre ammazza la gente. Quindi finisce che ti ammazza. Questo leggero deficit psicofisico la porta a prendere l’omicidio come una sana pratica da intraprendere quando si ha voglia di divertirsi o allentare la tensione. In più ti ammazza stritolandoti con le gambe mentre emette dei gridi vagamente riconducibili a quelli di Lucy Lawless nei panni di Xena. Infatti il nome Xenia è molto simile a Xena. Io non dico nulla e non ho insinuato nulla, avete fatto tutto voi. Comunque… siccome le piace ammazzare la gente stritolandola tra le gambe morirà stritolata da un elicottero che la intrappola in un albero dalla vaga forma vaginale. Che simbolismo. Bellissimo ‘sto comprimario.

Caroline – Serena Gordon

Serena
Sentite che geni: devono valutare 007 sul campo. Chi ci mandano? Un uomo. Magari anche brutto. No, una fia. Però erano stati lungimiranti, hanno detto: ce la mandiamo bruttina che così Bond non la tromba. E invece la tromba! La tromba e come. Cazzo lo provocate. Così lo provocate! La tromba e la ritromba, più per spregio che per altro. In questa situazione si sarebbe pipato anche il peggio cesso esistente sul pianeta. Non la rivedremo più. Grandissimi all’MI6.
Pippo franco
Mentre cercavo su Google Serena Gordon è sbucato Pippo Franco e Modugno che palpa delle tizie… che boh… che ci incastra? Volevo farvelo vedere. Bada la. Il film comunque è La Sbandata. Ce ne fregava qualcosa? No. Grazie Google.

Tomorrow Never Dies – 1997

Allora, prima di tutto in questo film c’è Jonathan Pryce con una nave invisibile ai radar, che crea disastri umanitari per poi scriverci le notizie per il suo giornale. E già questo dovrebbe spingervi alla visione. Poi l’inizio è geniale: Bond tiene d’occhio dei commercianti di armi che si scambiano merci sulle montagne, il governo britannico decide di bombardare il luogo per ammazzarli tutti ma si accorge tardi che li ci sono delle bombe atomiche che se vengono colpite esploderanno facendo un casino, quindi M scatena Bond preferendolo al bombardamento missilistico (ormai già in atto). La cosa che più mi piace è che l’effetto di Bond in azione è paragonabile a quello dei missili per il genocidio di massa, infatti ammazza senza pietà alcuna il 95% delle persone presenti sul posto e fa esplodere praticamente ogni cosa. Da solo.

Wai Lin – Michelle Yeoh

michelle
La sempre discreta Michelle interpreta un agente dell’intelligence cinese impegnata come Bond nello smascherare i piani di Eliot Carver, cioè Pryce. Ci piace perché ha le basi segrete ultra tecnologiche dentro dei garage sudici, fa le arti marziali perché è orientale (sempre senza cliché il nostro Bond), e ha un ruolo molto action all’interno della pellicola rendendola una delle Bond Girls più dinamiche e da me apprezzate.

Paris Carver – Teri Hatcher

Teri
Lei è la moglie di Eliot Carver, ed è talmente vispa da aver sposato un tizio che commette atti di terrorismo per poi parlarne sul suo giornale, e che appena scopre la sua scappatella con Bond… indoviniamo un po’? “Mi ha conquistata con le parole” dirà, giustificando la sua unione folle. Mi domando cosa possa spingere una persona apparentemente sana di mente a sposare o fidanzarsi con matti totali, cosa abbastanza comune per i film di Bond, così tanto da non ammettere spiegazione. E’ la moglie di quel pazzo che ammazza la gente. C’è chi apprezza un mazzo di fiori, lei va per un mazzo di morti.

Inga Bergstrom – Cecilie Thomsen

Cecile
Questa è una professoressa di lingua danese. E qui le battute si sprecano. Bond che dice: “Mi è sempre piaciuto studiare nuove lingue“. Questa risponde con: “Pare che lei ci sia portato“. Delirio. Devo continuare? Credo di no.

The World Is Not Enough – 1999

Pare che dei poco di buono vogliano fare la pelle ad Elektra King, una magnate del petrolio che ha ereditato la sua fortuna dal defunto padre. Bond viene incaricato di trombarl… no… no. Quello lo fa di sua spontanea volontà, l’incarico sarebbe di proteggerla, diciamo che lui unisce il piacere al dovere. Sarà troppo tardi quando scoprirà di essere caduto in un bieco tranello. Anche questo uno dei miei preferiti. Sempre per il solito motivo, esplode tutto. Vado ad esplosioni, più ce ne sono più mi piacciono.

Christmas Jones – Denise Richards

Denise
Eccola! Denise negli anni ‘90 signori, visione abbastanza idilliaca per quel che mi riguarda. Bellissima. Qui ci troviamo al top del top della gag bondiana pre Craig. Quelle belle battute che oscillano tra il cattivo gusto e il demenziale e che pongono la ciliegina sulla torta del film. Tipo che una si chiama Luisa Topoloskj e Bond le dice: “Che bella topa“. (Cosa ho citato? Dai dai che siete svegli). Lei si chiama Christmas, cioè natale. Mentre Bond la tromba: “Credevo che natale venisse una sola volta all’anno“. Grandissimo. Applausi. E anche: “Adesso posso dire di essermi fatto natale in (non ricordo il posto, diciamone uno a caso) Turchia“. Genio. Ti amo.

Elektra King – Sophie Marceau

Siete pronti? Non siete pronti. Credete di sì ma è un no. Nessuno è pronto a Sophie Marceau negli anni ‘90. E sopratutto in questo film. Con la zazzerina. Non è possibile rimanere lucidi. Pronti? Io vado. Vi ho avvertito.

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Eh? Chi? Ma io? Dove… dove mi trovo…

Vi giuro vorrei scrivere qualcosa di sensato ma sono impantanato in questo momento.

Lei quando era giovanissima non mi piaceva molto, era bellina tutta tonda ma mi lascia un po’ li. Adesso è una bella donna ma mi lascia un po’ li. Ma santo Gesù, l’apostoli, i papi, le madonne e i profeti, nel periodo ‘95 / ‘05 e soprattutto in questo film, in cui le azzeccano ogni outfit e la fotografano in modo perfetto, mi devasta nello spirito. Non ce la faccio a stare tranquillo. Sento un’agitazione.

La considero, in quel frangente, una delle donne più belle mai esistite.

Devo dire che mi piace moltissimo il suo personaggio di Bond e come lei lo porta in schermo. Forse la mia preferita se si giudica ogni aspetto.

Sono stordito. Ora passo ore su Pinterest a guardare le sue foto, poi esco di casa con il pastore tedesco guida.

Andiamo avanti.

Molly Warmflash – Serena Scott Thomas

Serena scott
Il genio. Devono valutare clinicamente Bond. Ancora. E ci rimandano una tizia. Ritonfa. Lui la pipa. Ritonfa. Morale della favola, all’MI6 non c’hanno ancora capito un cazzo. Comunque si chiama Serena come l’altra ispettrice di Bond, che sia un caso? Ma poi… il personaggio si chiama Warmflash perché la tromba in un attimo, lei è calda nel senso di attizzata sessualmente e poi non la rivedremo mai più? Chissà.

Die Another Day – 2002

Capolavoro del trash, purtroppo questo film è una puttanata inumana anche per Bond ma ci si diverte, c’è tutto quello che un uomo sano di mente e nel pieno dei suoi trentanni possa desiderare: donne, auto invisibili, castelli di ghiaccio che si sciolgono, laser orbitanti che fanno esplodere gli stati, esplosioni senza un perché, canzoni di Madonna, exotute iper tecnologiche che comandano a distanza le cose, plastiche facciali improbabili. Tutto. Il secchio della spazzatura di Bond. Però bello. BELLO. Non si discute.

Il film vale solo per il duello di scherma tra Bond e il cattivo, che degenera poi in una mischia all’arma bianca con spade medievali, vasi nel muso, katane, quadri inestimabili usati come scudi. Di tutto.

Jinx – Halle Berry

Halle
Bellissima. La nostra Halle interpreta Jinx, che significa sfiga, e infatti ha la sfortuna di trovare Bond appena uscito da un anno e coda di prigionia in Corea. Cosa non si fa in prigionia che invece Bond vuole fare sempre? Escluso ammazzare brutalmente la gente. Scopare, esatto. Con una tattica di abbordaggio degna del peggio truzzo in discoteca Bond inizia a parlare di ornitologia alla bella Jinx, che subito sente la parola “uccelli” e si desta. Il problema è che si desta anche Bond. E la memoria vola subito alla scena di sesso di Hot Shots! 2. E’ un miracolo che il giorno dopo lei potesse ancora camminare.

Miranda Frost – Rosamund Pike

Rosamund
Mamma mia! Che bellina lei. Sempre avuto un debole. Il personaggio che interpreta nel film si può riassumere così: lei è brava a scherma ma il titolo le viene strappato da una più brava, e forse dopata. Il cattivo di turno ammazza questa tizia e quindi lei adesso le è per sempre riconoscente arrivando addirittura a prendere parte ai piani deliranti di conquista del mondo. Così, come se fosse normale. Duello finale tra lei e Halle, mezze nude, su un aereo in fiamme che sta precipitando. Siete ancora qui? Andate a vedere ‘sto film!

Peaceful Fountains of Desire – Rachel Grant

Rachel
Cos… Come si chiama?! Vabbè… chiudo qui l’articolo. E’ l’ora. E’ un segno.

Ci siamo gente, ultimi quattro film nel prossimo ed ultimo articolone sulle Bond Girls! Dài dài, non siate tristi!

Addio!

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