The English patient: nove Oscar?

A soli 22 anni dall’uscita nelle sale, sono finalmente riuscito a vedere The English patient (1996), di Anthony Minghella.

Belle le immagini, sia in Africa che in Toscana. Hanno pure usato degli autentici aeroplani d’epoca per delle spettacolari riprese aeree!

Bravissimi gli attori, da Ralph Fiennes (che solo un anno prima aveva lavorato in quel capolavoro di Strange days della Bigelow) a Juliette Binoche (l’avevo vista recentemente in Ghost in the shell del 2017), passando per Kristin Scott Thomas (che ha appena fatto Darkest hour) e Colin Firth (meraviglioso in A single man di Tom Ford).

Fantastiche le musiche di Gabriel Yared.

Bella la fotografia, sia nei paesaggi aperti sotto il sole africano che negli interni umidi del convento vicino a Pienza.

Ma… come ha fatto ‘sto film a vincere l’Oscar sia per la miglior regia sia come miglior film, visto che nello stesso anno c’era Joel Coen candidato con Fargo??? Minghella non fa molto in questo The English patient, e se immaginiamo il film senza il gioco del flashbackflashforward a me sembra che rimanga ben poco. Senza il dinamismo dato dal continuo saltare tra il presente degli ultimi giorni di vita di Fiennes accudito dalla Binoche e il suo passato in Africa con Kristin Scott Thomas, cosa rimane del film? Tra l’altro anche il colpo di scena, chiamiamolo così, legato al personaggio di Willem Defoe non ha proprio questa forza dirompente quando finalmente Fiennes confessa cosa ha fatto per i tedeschi…

Insomma, lo ammetto: non mi ha entusiasmato The English patient. Vero: non ho proprio un debole per i film romantici, ma ne apprezzo alcuni ben fatti, come per esempio The piano, o No country for old men… come? No country for old men non è un film romantico? Ora non fate gli schizzinosi…

Quindi vi consiglio la visione di The English patient? Sì e no. Mentirei se dicessi che ho voglia di rivederlo. Allo stesso tempo, ci sono tante cose positive che meritano di essere viste, su tutte l’interpretazione dei vari attori. Poi Fiennes tutto bruciato che parla con la voce di Voldemort è impagabile! Ciao!

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Vincenzo ha detto:

    in effetti ti do ragione, 9 oscar per un film che oggi in pochi ricordano è una cosa abbastanza curiosa…
    a me il film piacque molto, ci trovo lo spirito dei kolossal di David Lean, anche se comunque rimane lontano dai capolavori del Maestro…
    certo il tocco british si sente…
    attori straordinari, sono d’accordo…

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    1. Sam Simon ha detto:

      Si nota come giustamente dici il tocco British, non ha i toni di un film romantico hollywoodiano, cosa che mi pare positiva. Eppure non è riuscito ad arrivarmi questo Paziente inglese. Almeno mi sono tolto la curiosità di vederlo!

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