Crazy Heart: recensione del film

jeff-bridges-crazy-heart-jeff-bridges-20575744-2494-1664Crazy Heart è un film del 2009 diretto da Scott Cooper al suo esordio da regista, regista che ha recentemente fatto abbastanza parlare di sé grazie al suo recente Hostiles. Crazy Heart è godibilissimo soprattutto per la fantastica (a dir poco) colonna sonora e per un’interpretazione magistrale di un Jeff Bridges nei panni di un cantante country alcolizzato e a fine carriera, Bad Blake. Non che il resto del cast sia da dimenticare: Robert Duvall, Colin Farrell (che ultimamente vedo ovunque), Maggie Gyllenhaal… mi sa che Cooper conosceva gente importante, se è riuscito a lavorare con questi attori qui nel suo primo film!

Di cosa parla Crazy Heart? Di Bad Blake, 57enne cantante country dal passato glorioso ormai costretto a suonare in postacci davanti a venti persone, costretto a fare i conti con l’alcolismo e col suo orgoglio. Riuscirà ad ottenere una seconda occasione grazie all’incontro con la bella quanto sfortunata in quanto a uomini Jean Craddock (la Gyllenhaal) e al riavvicinamento col suo vecchio amico Tommy Sweet (Colin Farrell).

La storia è vista e rivista, è vero. E la sceneggiatura è fin troppo semplicistica e, alla fine, buonista. Ma a fare la differenza qui sono la musica e Jeff Bridges, che qui fa una specie di Lebowski con un gran talento (sprecato): è strepitoso! Il suo accento, i suoi movimenti sia sul palco che fuori, e la sua voce: non canta affatto male! E in generale tutta la musica che sentiamo nel film è davvero interessante, sia musicalmente sia a livello di testi. Se non fosse per questi due elementi, sarebbe un film dimenticabile, ma senza dubbio riesce ad elevarsi a film da vedere. Forse un po’ troppo puliti i suoni della musica suonata dal vivo nel film (cioè è evidente che il suono che sentiamo è stato fatto in studio, il che è un peccato perché il country/blues deve essere un po’ sudicio), ma tanto di cappello ai compositori e ai performers!

Secondo me questo Crazy Heart offre un’ora e quaranta di intrattenimento di qualità. Non fa gridare al miracolo, ma è una gioia da ascoltare e Jeff Bridges è una gioia da vedere. Consigliato! Ciao!


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