Outer Rim #7 – Principessa Leia

Disclaimer

Outer Rim è una serie di fugaci post sull’universo espanso di Star Wars in cui proverò a parlarvi dei prodotti canonici che gravitano attorno alle serie e ai film del brand. I post verranno fatti nella più completa anarchia senza seguire un preciso schema temporale o logico, semplicemente leggo qualcosa e ve ne parlo. 

Fine disclaimer


Principessa Leia

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Vi siete mai domandati cosa succede tra Star Wars (George Lucas1977) e The Empire Strikes Back (Irvin Kershner1980)? Subito dopo la cerimonia di celebrazione della distruzione della prima Morte Nera? Non che si sentisse tutto questo bisogno di una storia di raccordo tra i due film, comunque ve lo siete mai chiesto? Suppongo di no. Invece se lo sono chiesti Mark Waid (che tutti conosciamo per il bellissimo Kingdom Come della DC) e Terry Dodson che nel 2015 danno vita a questa miniserie dedicata ad una delle principesse più famose al mondo, Leia Organa.

L’opera copre il periodo di tempo che divide il primo film della saga, Star Wars A New Hope (sono sempre riluttante ad usare il titolo inserito nel 1981, ma almeno identifichiamo bene il periodo) e Star Wars The Empire Strikes Back raccontandoci una piccola avventura che coinvolge la Principessa Leia e il suo popolo, gli Alderaaniani.

Ammetto che ho preso questo albo con poche aspettative, ma il nome di Waid e i disegni di Dodson mi hanno convito a metterci le mani sopra scoprendo successivamente di essermi imbattuto in una miniserie riuscita e molto carina.

Gli eventi del fumetto iniziano immediatamente dove finisce A New Hope: con la premiazione al valore per gli eroi che hanno distrutto la Morte Nera. La chiusura a nero del film viene dunque interrotta da Leia che parla a nome di tutta la ribellione e che, con un discorso un po’ freddino, si congratula con tutti i presenti dedicando parte del suo monologo al disastro del pianeta Alderaan, distrutto dall’impero. I generali della ribellione trattano Leia come un simbolo da proteggere e difendere mentre la sua indole ribelle e focosa la spinge a voler aiutare attivamente il movimento ribelle contro l’impero ferito ma non sconfitto. Dall’altra parte abbiamo i pochi Alderaaniani sopravvissuti alla distruzione del loro pianeta che vedono la testarda e fredda principessa come inadatta a questo ruolo. Leia, desiderosa di salvare i pochi Alderaaniani sparpagliati per la galassia disobbedisce ai generali della ribellione e con l’aiuto di Evaan, una pilota Alderaaniana, si imbarca in un’avventura a zonzo per la galassia che la porterà a doversi scontrare con l’impero e con le diverse sfaccettature del suo popolo: devoto, orgoglioso, patriottico, fiero e ferito.

Il bello di questo fumetto è proprio come Waid riesce a catturare le piccole cose del primo Star Wars e di quello che ci è stato costruito sopra: la tensione amorosa tra Luke e Leia, la connessione nella Forza tra Padme e Leia, il modo di fare di Leia altezzoso ma amichevole. Ed è proprio il carattere da ribelle snob del personaggio della Fisher che Waid riesce perfettamente a trasportare al formato fumetto rendendo la nostra protagonista amabile e rompicoglioni allo stesso tempo, riportandoci con la mente alla Leia del primo film. Ansiosa, un po’ goffa, certamente con poca esperienza, ma con la forza di reagire ad ogni avversità e il muso duro di chi non le manda certo a dire, la nostra Leia fa un figurone in questo fumetto facendoci amare ancora di più quel personaggio che ogni fan della saga porta nel cuore. Inoltre ho apprezzato moltissimo le tavole di Dodson che non cercano il realismo nemmeno per un secondo e che, anzi, coscienti della loro natura spremono il mezzo del fumetto a pieno senza timore di risultare distanti dai loro alter ego reali. E’ impressionante però che in questa palese diversità di mezzi Dodson riesca talvolta a catturare i lineamenti del volto della giovane Fisher regalandoci per qualche istante quella nostalgia amara di una bellezza unica ormai svanita. Cosa che nemmeno Rogue One con il suo splendido comparto di effetti speciali era riuscita a trasmettere.

Per chiudere possiamo considerare questo Principessa Leia come una miniserie molto carina, con tutti i connotati in ordine e che non deluderà i fan di Star Wars e della Principessa. Certo, nessuno sentiva il bisogno narrativo di svelare cosa fosse successo in quell’arco di tempo, né la storyline ne aveva particolarmente bisogno, però se si crea un buon prodotto… perché no?

Piccola curiosità che si lega al discorso della premiazione che facevo parlando della miniserie su Chewbacca: anche Waid ricorda distintamente che al nostro povero amico peloso non viene consegnata nessuna medaglia al valore! Anche se nella miniserie a lui dedicata la possiede. Mah…

Addio!

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