Ringu: recensione del film

ringu2-1600x900-c-defaultArrivo dopo la musica, lo so… dopo VENTI anni dalla sua uscita, ho visto Ringu (1998), film dell’orrore a basso budget di Hideo Nakata. Ma è davvero un film dell’orrore? Secondo imdb lo è, ed è anche un film di mistero. Io aggiungerei che ha anche qualcosa del thriller, vista l’investigazione che vede protagonisti i nostri eroi dai nomi impronunciabili Reiko e Ryûji (rispettivamente Nanako Matsushima e Hiroyuki Sanada). Visto che non è un film nuovo, parto dalla trama.

Il film comincia con due amiche, Masami e Tomoko (la relativamente famosa Yūko Takeuchi), che chiacchierano amabilmente in casa di una delle due. Quasi subito si mettono a parlare di una vera e propria urban legend: degli amici hanno visto una videocassetta misteriosa, subito dopo hanno ricevuto una telefonata che diceva loro che sarebbero morti dopo una settimana e… sono tutti morti dopo una settimana! Ma rapidamente capiamo che una delle due ha davvero paura di questa storia e ce l’ha perché giusto una settimana prima era in una baia di montagna con degli amici e ha visto quella VHS e ricevuto quella stessa telefonata! Manco a dirlo, l’amica fa in tempo ad andare in bagno e appena uscita si ritrova di fronte il cadavere dell’altra col volto deformato dal terrore.

Qualche giorno dopo la giornalista Reiko si trova ad investigare sulla morte della nipote Tomoko e scopre che anche tre suoi amici sono morti nello stesso momento in circostanze misteriose. Viene a sapere della VHS, e va nella provincia di Izu dove Tomoko & friends avevano affittato la baia. E cosa fa appena arrivata? Ma naturalmente guarda pure lei la videocassetta e riceve la chiamata! Quindi si spaventa e chiede aiuto all’ex-marito Ryûji che, purtroppo per lui, accetta di aiutarla. E le cose non fanno che peggiorare quando il loro già di per sé inquietantissimo figlio Yoichi guarda pure lui la maledetta VHS!

A questo punto i due cominciano ad investigare e arrivano a scoprire che pare sia il fantasma di Sadako, la figlia di uno psichico chiamato Shizuko che si suicidò anni addietro. I due scoprono anche che Sadako stessa fu uccisa da tale Ikuma e il suo cadavere fu gettato in un pozzo. Sperando di placare la sua ira, i due trovano il pozzo e ne tirano fuori gli scheletrici resti mortali. Subito dopo, si rendono conto che Reiko supera indenne i sette giorni: hanno sconfitto la maledizione!

Oppure no? Pare di no, perché il giorno dopo il povero Ryûji viene massacrato dallo spirido di Sadako che si trascina fuori dal suo televisore. E qui il film finisce quasi all’improvviso, con Reiko che capisce che in realtà l’unico modo per salvarsi dalla maledizione è copiare la VHS e farla vedere a qualcun’altro! E per salvare il piccolo Yoichi prende la macchina e intraprende un viaggio, si intuisce, per condannare a morte i propri genitori…

Che dire di questo film? Mi ha tenuto incollato allo schermo tutto il tempo! Mi è piaciuto davvero tanto, lo ammetto. La storia è interessante, pur con le sue imprecisioni e lacune lasciate un po’ a mezzo (co ‘ste telefonate che ogni tanto arrivano, ogni tanto no, con delle rivelazioni di trama buttate un po’ lì senza grandi giustificazioni…), e il regista crea un’atmosfera davvero particolare, aiutato anche da una colonna sonora inquietantissima. Il gore è ai minimi: c’è solo una sequenza col “mostro” che avanza lentamente verso uno dei protagonisti, e la violenza rimane soltanto immaginata. Ma un po’ come in The Babadook (2014) e It follows (2014), è sufficiente per fare paura! It follows che tra l’altro riprende l’idea principale su come passare la maledizione proprio da questo Ringu!

Se non l’avete già visto, io ve ne consiglio la visione. La sua influenza sul cinema horror è testimoniata dagli innumerevoli seguiti e remake e dal fatto che la sua idea principale così come alcune scelte registiche si ritrovino in moltissimi film del genere venuti fuori dopo la sua uscita. E ok, il principio less is more esiste dai tempi dei tempi, vedi Jaws (1975), ma davvero qui funziona alla grandissima. Ciao!


4 risposte a "Ringu: recensione del film"

  1. L’ho visto l’anno scorso dopo che alla fiera di Lucca ho comprato il cofanetto della trilogia; manco a dirlo, il dvd del terzo capitolo è danneggiato e non si vede…
    Mi è piaciuto, ma se devo dire la verità preferisco il remake americano, che, a conti fatti, trovo abbastanza fedele a questo, a parte il fatto di aver cambiato la storia di Sadako/Samara. C’è da dire che per me gli horror orientali sono sempre una scommessa, a volte mi piacciono da impazzire (Dark Water, Grudge, Eye), altre volte decisamente meno (Two Sisters, e, appunto, Ringu).
    Se non l’hai fatto ti consiglio di leggere il romanzo da cui è tratto, io lo trovai per casi anni fa in biblioteca e mi è piaciuto tantissimo. E’ una trilogia, ma si perde enormemente per strada negli altri capitoli con una piega fantascientifica che mi ha lasciato perplesso, ma il primo volume merita tantissimo.

    Piace a 1 persona

    1. Il romanzo in effetti mi incuriosiva, lo aggiungo alla lista delle robe interessanti da cercare, grazie!

      Il remake americano non l’ho visto, e visto che sono soddisfattissimo con l’originale non so se lo farò… almeno non attivamente: se poi mi capita di guardarlo, un po’ di curiosità comunque ce l’avrò!

      Grazie della dritta!

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