Climax: recensione del film

climax_a24-1920x1237Una cosa è certa: Climax, film del 2018 diretto da Gaspar Noé, non potrà lasciarvi indifferenti. Io sono uscito dal cinema stordito, e credo che la visione di questo film sia stata la cosa più vicina ad un trip di LSD (finito male) che abbia mai fatto in vita mia. Supponendo che questo fosse l’intento del regista, direi che il film è più che riuscito. Andiamo con ordine evitando, come sempre, spoiler.

Nell’inverno del 1996, un gruppo francese di ballerini e ballerine si ritira per tre giorni in una scuola isolata per preparare un tour negli Stati Uniti. Alla fine dell’ultima prova durante la festa per celebrare l’imminente tour si ritrovano sotto l’effetto di un acido potentissimo messo da qualcuno, non sappiamo chi, nella sangria che hanno quasi tutti bevuto. Le cose degenereranno molto in fretta…

Gaspar Noé non è nuovo a questo tipo di cinema (vedi Irreversible, 2002, e Enter the Void, 2009). Se lo conoscete già, non vi sorprenderà la musica onnipresente e martellante, i colori sparatissimi (blu, rosso, verde…) e questi lunghissimi long take che seguono prima un personaggio, poi un altro, passando per angolature impossibili e movimenti sinuosi. Non fatevi sorprendere nemmeno dai titoli di coda che arrivano dopo 30 secondi di film, e dai titoli di testa che arrivano a metà, né da dei tagli allucinanti che arrivano dal nulla.

Se non l’avete capito, non è un film convenzionale. Tanto che il copione era di una pagina e il regista ha fatto improvvisare tutto al cast, composto interamente da ballerini e danzatori dagli stili più disparati. Tutto tranne la bellissima coreografia iniziale, tutta girata con camera fissa, proprio prima di farla partire questa telecamera e non farla fermare più. Girato in due settimane e in ordine cronologico, Climax è una vera e propria discesa verso gli inferi…

Credo che ci siano delle metafore da qualche parte: si parla della bandiera francese, appaiono scritte surreali che suggeriscono che questo sia un film molto francese e fiero di esserlo (a un certo punto esce il tema della diversità, il meltin’ pot del cast è evidente…), si parla di Paradiso e Inferno,  ma non so se davvero ci fossero dei messaggi che il regista voleva mandare. A suo dire, voleva studiare il caos e l’anarchia, fenomeni che vede nelle risse di strada, nei riti sciamanici con sostanze psicotrope, e nelle feste dove tutti i partecipanti si ubriacano.

Direi che in questo il film è perfetto. Se devo dire la cosa che mi sembra più vicina a qusto film, direi il gioco Hotline Miami, con le sue musiche elettroniche spettacolari e la sua violenza insensata e senza sosta. Climax stordisce, stupisce, ma ti tiene anche incollato allo schermo. Sicuramente è un film da guardare al cinema, con un bel surround per entrare nell’atmosfera caotica e da incubo psichedelico che Gaspar Noé riesce a creare col suo lavoro. Consigliato! Ciao!


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7 risposte a "Climax: recensione del film"

  1. L’ha ripubblicato su e ha commentato:

    Questa recensione è stata vista abbastanza ultimamente, suppongo per il fatto che il film sia uscito solo da poco in Italia. E quindi in questo finale di luglio la ripropongo!

    "Mi piace"

  2. Pingback: Mandy: onirico
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