La sombra de la ley: epico

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La sombra de la ley è il secondo film del regista Dani De la Torre ed è uscito alla fine del 2018 in Spagna. Il regista aveva già dimostrato il suo talento col suo primo film, El desconocido (2015), gran thriller con Luis Tosar come protagonista. La sombra de la ley è il suo secondo film ed è anche la seconda collaborazione tra i due, e lasciatemi dire che è un piacere vedere que uno dei migliori attori del mondo riesca a lavorare con colui che si sta dimostrando essere uno dei migliori registi spagnoli odierni.

In ogni caso, i due film non potrebbero essere più diversi tra loro. Se ne El desconocido c’erano pochi attori e la maggior parte dell’azione si svolgeva dentro una macchina, La sombra de la ley è invece un film epico che si sviluppa a Barcellona in pieno Triennio Bolscevico. In quel periodo, tra il 1918 e il 1921, ci furono importanti conflitti sociali in Spagna, con rivolte, manifestazioni e scioperi, e Barcellona in particolare visse dei veri e propri anni di piombo con una violenta lotta armata tra lavoratori e padroni. Dani De la Torre si è dato il difficile compito di raccontare una storia (scritta da Patxi Amezcua) con dentro tutti gli elementi storici di quegli anni e ci ha regalato un film impressionante.

Vediamo lavoratori che lottano per i loro diritti, anarchici idealisti e anarchici opportunisti, vediamo una polizia corrotta in cui però non tutti gli elementi sono così pessimi e addirittura ci sono alte cariche che chiedono legalità ai propri sottoposti, e soprattutto vediamo un sistema marcio con militari e ricchi impresari senza scrupoli… vediamo tutto! E questo nonostante il film duri soltanto due ore, che già è un risultato impressionante.

Il personaggio di Tosar, Anibal Uriarte, è la chiave che il regista usa per farci conoscere tutti gli aspetti della Barcellona del 1921. Poliziotto inviato là per aiutare la polizia locale a recuperare un carico di armi rubato all’esercito da un gruppo di anarchici, Uriarte si muove con facilità in un mondo scuro e pieno di personaggi sordidi. Le cose si fanno immediatamente interessanti perché molte delle sue azioni non sono chiare, o almeno non tornano perfettamente con il suo compito… e qui mi fermo, che non voglio rovinare la storia per chi non abbia visto il film!

Se non lo aveste ancora capito, è evidente che vi suggerisco di guardare questo film senza alcun dubbio. La ricostruzione storica è fenomenale. Il cast pure: accompagnano Tosar molti altri buoni attori come Vicente Romero (ottimo in Celda 211), Manolo Solo (che ha lavorato in alcuni dei migliori film spagnoli degli ultimi anni come Tarde para la ira e La isla mínima), e un malvagissimo Ernesto Alterio (contrariamente a come siamo abituati a vederlo, come in Días de fútbolPerfectos desconocidos!).

E si nota come Dani De la Torre abbia goduto dell’alto budget del film usando una varietà di tecniche impressionante. Per esempio, la scena della prima entrata dei poliziotti nel club del Barón (Manolo Solo) con un long take fatto con una telecamera che si muove sinuosamente per tutto il locale ricostruito perfettamente è meravigliosa. Anche l’azione è girata molto bene, e sono credibili sia le scene romantiche che quelle più scure e dure.

Quindi è un film perfetto? Nonostante tutte le sue qualità, ci sono cose che mi sono piaciute meno. Per esempio, il personaggio di Tosar a volte sembra quasi un supereroe, sempre nel posto giusto al momento giusto, e gli elementi e i personaggi della trama sono incastrati in un modo fin troppo perfetto a volte (però questo era necessario affinché fossero presenti tutti gli elementi che fecero di Barcellona la città violentissima che fu in quegli anni). Un inseguimento in macchina non mi è sembrato per niente realistico, contrariamente al resto dell’azione nel film, e (ma questo è davvero un dettaglio minimo) non mi è piaciuto il sangue fatto in CGI in alcune scene.

Nonostante queste mie piccole lamentele, mi sono divertito un sacco guardando il film e credo che sia splendido che il cinema spagnolo riesca a far uscire opere così nonostante la mancanza di budget al livello di quelli del cinema di Hollywood, per esempio. Bravissimi Luis Tosar e Dani De la Torre, spero che continuino a collaborare altre volte in futuro! Ciao!

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