Una pistola en cada mano: teatrale

una-pistola-en-casa-mano-2Una pistola en cada mano è un film diretto da Cesc Gay uscito nel 2012, tre anni prima che vincesse un Goya per il miglior film con Truman. Visto che proprio Truman mi era piaciuto un sacco, ho cominciato a guardare Una pistola en cada mano con grandi aspettative. Forse troppo grandi… però era inevitable con un cast così! Javier Cámara (Te doy mis ojos, 2003), Luis Tosar (El desconocido, 2015), Ricardo Darín (Nueve reinas, 2000), Candela Peña (Todo sobre mi madre, 1999), Eduard Fernández (Todos lo saben, 2018)… ci sono quasi tutti i migliori attori e le migliori attrici del momento!

Inoltre un paio d’anni fa ho visto a teatro una commedia diretta da Cesc Gay, Los vecinos de arriba, e pure quella mi piacque parecchio. Forse proprio per questo vedendo Una pistola en cada mano mi sono domandato se non fosse stato meglio come opera teatrale che non come film. Il motivo è il seguente: il film è formato da cinque episodi, ognuno un dialogo tra due persone. Mentre il copione è abbastanza brillante, come c’è da aspettarsi visto che l’ha scritto Cesc Gay, le scene sono statiche e mi pare che offrano poco a livello cinematografico.

Basicamente si tratta di una specie di Coffee and cigarettes (di Jim Jarmusch, 2003) che però si centra sulle relazioni di coppia e tra amici. Il problema, penso, è che se Jim Jarmusch semplicemente si limita a lasciare che la telecamera registri i suoi attori senza grandi movimenti, Cesc Gay non rinuncia ad usarla cambiandola continuamente di posizione, con risultati che non mi sono sembrati affatto buoni. Di fatto, molte volte il regista è semplicemente riuscito a confondermi, più che altro.

Invece i temi trattati in Una pistola en cada mano sono molto interessanti e Gay crea molte situazioni ganze: forse il miglior episodio è quello con Javier Cámara pentito di aver lasciato la moglie dopo averla tradito, con lei che ha già voltato pagina e si trova a suo agio con una nuova storia. Ma in realtà tutti gli episodi riescono ad intrattenere bene lo spettatore: per esempio, mi è sembrato ben sviluppato il fatto che gli amici (maschi) non parlino tra di loro né di cose serie né di cose che li imbarazzino, e che le rispettive ragazze/mogli si sorprendano della cosa quando se ne rendono conto.

Non smetto di pensare che un’opera così funzionerebbe meglio a teatro che come film. In ogni caso, vi consiglio di guardare Una pistola en cada mano perché gli attori e le attrici sono tutti fenomenali e i dialoghi sono scoppiettanti. Ciao!

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