Star Trek: TOS – S01E05, Il duplicato

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Ed eccoci al quinto episodio, Il duplicato (The Enemy Within il titolo originale), ovvero il Dottor Jekill e Mr Hyde in salsa fantascientifica. Tutto sommato non un brutto episodio, ma con un chiarissimo errore di scrittura/montaggio e con una mancanza di sensibilità verso il tema dello stupro che mi ha fatto un po’ accapponare la pelle verso il finale. Ma andiamo con ordine!

Una squadra formata da Kirk, Sulu e altri membri dell’equipaggio si trova su Alfa 177 a fare delle rilevazioni geologiche quando il tecnico Fisher si ferisce in un incidente. Sorprendentemente sopravvive e viene teletrasportato a bordo della USS Enterprise dove viene medicato con successo dal dottor McCoy. Subito dopo anche Kirk torna a bordo, ma si sente un po’ disorientato. Mentre Scotty lo accompagna al suo alloggio disobbedendo al suo ordine diretto di non lasciare sguarnito la sala teletrasporto (!), ecco che appare un duplicato di Kirk! Solo che ha gli occhi evidenziati in stile Carmelo Bene e sembra pazzo…

Fin qui sembra un’altra iterazione dell’intruso a bordo che avevamo già visto in La trappola umana e in Il naufrago delle stelle, ma la cosa si sviluppa in modo diverso. Il Kirk “malvagio” sembra avere le stesse conoscenze del Kirk “pacato”, come se fossero due parti della stessa persona, non due creature differenti. E il primo dimostra di essere fuori controllo quando prova a stuprare la bella e bionda yeoman Rand, che resiste e scappa per denunciare l’accaduto. E qui ne nasce un equivoco che non ha senso di esistere, visto che Kirk “pacato” si trova a doversi difendere dall’accusa di stupro quando è evidente che non sia stato lui a commetterlo, e che la spiegazione sta nel teletrasporto. Infatti Scotty si era reso conto che qualcosa non andava dopo aver teletrasportato un cane cornuto a bordo e subito ne aveva visto apparire un duplicato incazzoso. E sia Kirk “pacato” che Spock lo sapevano: quindi bastava fare due più due e capire che il responsabile dello stupro era un duplicato del capitano!

Nonostante la cosa fosse chiarissima, a Spock serve un sacco di tempo prima di concludere che, ta-dàan,  c’è un intruso a bordo! La cosa è del tutto incomprensibile, se non leggendo su Memory Alpha che due parti del copione sono state scambiate di ordine, con il risultato di far sembrare Spock un inetto. O di dimostrare che la sicurezza sull’Enterprise non è proprio un granché!

In ogni caso, velocemente l’episodio arriva al punto, che è ben più intelligente di quanto non sembri fino ad ora: l’incidente ha diviso Kirk in due parti dalle opposte personalità. La parte pacata, gentile e sensibile è stata separata da quella aggressiva e sicura di sé, e il risultato è che la prima versione di Kirk è incapace di fare il capitano e di prendere decisioni, e la seconda è un selvaggio fuori controllo (gran lavoro di William Shatner, va detto!). Ed ecco the enemy within, il nemico dentro di noi: ognuno di noi ha una parte negativa, e noi non siamo che il risultato della fusione delle varie qualità positive e negative che portiamo dentro, con l’intelligenza a farla da padrone e a forgiare la nostra vera personalità. Il duplicato quindi non è altro che uno studio dell’essere umano, uno studio tutt’altro che stupido, e infatti sorprende ma non troppo scoprire nei titoli di coda che niente meno che Richard Matheson ha scritto la storia! Proprio lui, lo stesso di I Am Legend e Duel (quel gran film di Steven Spielberg)!

E quindi fa arrabbiare ancora di più la frase finale di Spock alla povera Rand in cui le dice “L’impostore aveva delle buone qualità, non credi cara Rand?“. In altre parole: “Ti è piaciuta l’avventura con lo stupratore, no?”. Una scrittura tanto intelligente, un episodio tanto interessante, e poi una frase così priva di tatto riguardo ad un episodio che anche cinquant’anni fa non doveva essere preso così alla leggera (di fatto la Rand piange quando racconta l’accaduto). Peccato, e peccato due volte perché la frase la dice Spock, che dovrebbe agire seguendo la logica!

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Spock che dice alla Rand “Insomma, t’è garbato, eh?”, e lei non la prende proprio benissimo.

Ma tant’è, continuiamo con quest’avventura per scoprire TOS! Ciao!

PS: il buon Giuseppe nei commenti mi ha ricordato che non ho menzionato una cosa a cui avevo pensato ma che non avevo elaborato: questo episodio ha un’idea simile a quella poi ripresa in TNG nell’episodio Second Chances (in italiano: Duplicato), sesta stagione, con la creazione di Thomas Riker in un incidente nel teletrasporto (anche se in quel caso il duplicato era in tutto e per tutto identico all’originale)!


Episodio precedente: Al di là del tempo

Episodio successivo: Il filtro di Venere


19 risposte a "Star Trek: TOS – S01E05, Il duplicato"

  1. Credo che il bisogno di Kirk di chiarire la propria posizione con Janice derivasse dall’essere intimamente cosciente che il colpevole era comunque una parte di sé, o perlomeno è così che ho sempre inteso il suo atteggiamento in questo frangente… un atteggiamento senz’altro più sensibile e “logico” di quello mostrato dal suo secondo Spock (che con quella frase sembra stranamente somigliare per un attimo più ai suoi brutali antenati dell’epoca precedente alla riforma di Surak che non a sé stesso).
    I pericoli del teletrasporto -tecnologia il cui futuribile uso comune non ne ha certo azzerato i rischi- sono praticamente una costante nelle varie serie Trek, oltre ad essere responsabili di episodi particolarmente ispirati: penso in particolare e in primis a TNG, quando un incidente di teletrasporto crea Thomas Riker, copia di William (una sorta di omaggio all’episodio della TOS? Probabile), o a due episodi in particolare di VOY ed ENT (“Tuvix” e “Punto di non ritorno” rispettivamente) che potresti trovare interessanti…

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    1. In effetti una lettura del genere rende più sensata la scena, anche se a quel punto (con la confusione nella sceneggiatura) non è chiaro se i nostri eroi abbiano già capito cosa sta succedendo oppure no…

      Anche io ho pensato immediatamente a William Riker e a Thomas Riker, anche se in quel caso era la stessa persona. Anzi, ho sempre trovato che Thomas Riker fosse fin troppo equilibrato dopo aver passato anni da solo in un pianeta abbandonato in una stazione in rovina! X–D

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  2. Per altre mie ricerche sono capitato su quest’episodio, e sono allibito. Hai presente quando Sulu dal pianeta chiama l’Enterprise lamentando che si stanno ghiacciando tutti e se c’è una corda abbastanza lunga per mandare una caffettiera? La cosa finisce lì, ma giuro di avere il ricordo più che nitido di una corda che scende sul serio sul pianeta calando una caffettiera (una di quelle italiane). Per carità, la mia memoria non fa testo, ma capisci come una scena del genere abbia colpito il bambino che ero quando ho visto la prima volta l’episodio, e per decenni ho sghignazzato al pensiero di una caffettiera calata dallo spazio. Invece nell’episodio non c’è nulla del genere: possibile abbia visto la rimasterizzazione… dove hanno cancellato una scena imbarazzante????
    Sono andato a rispolverare la mia collezione di TOS, roba di 15 anni fa quindi priva di qualsiasi rimasterizzazione, e niente: la scena della caffettiera non c’è. Possibile il me bambino dell’epoca abbia creato un falso ricordo così particolare? Eppure per ben due volte Sulu chiede quando arrivi questo caffè… e Kirk dice “ve lo mando”. Perché dare una risposta del genere se poi la questione non viene più presa?
    Sono disperato: come faccio a sapere se i miei ricordi sono veri o falsi? Philip K. Dick, aiutami tu! ^_^
    P.S.
    Sono più che concorde con te sul tema dello stupro, ma bisogna ricordare che siamo prima del ’68, del movimento di liberazione della donna e di una maggiore sensibilizzazione su certi temi. Probabilmente tutti i dirigenti dell’emittente di “Star Trek” avevano la segretaria particolare a cui davano pacche sul sedere e lei rideva, se no perdeva il posto. Altri tempi, per fortuna lontani dalla nostra concezione attuale, ma va sempre ricordato che per diecimila anni di storia umana non è esistito il concetto di “stupro”, e Kirk è un uomo pre-’68. Infatti si limona duro qualsiasi femmina veda, e tutte ci stanno… pure le donne artificiali!!!

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    1. Ahahah! Effettivamente Kirk è un uomo all’antica, una specie di John Wayne dello spazio sul tema donne: le trova, le fa innamorare perdutamente e se ne va ad esplorare la frontiera. Comunque ricordando il caso Weinstein, non è che quella concezione della donna sia più così lontana da noi, almeno in certi ambienti, purtroppo.

      Stupendo il tuo ricordo: a me sembra un perfetto esempio di Mandela effect! Quando siamo bimbi ci immaginiamo un sacco di cose… Io ho un altro esempio: casa di una mia zia da cui andavano sempre per Natale, mi ricordo di aver guardato fuori da una finestra del salotto e aver visto la silhouette di Babbo Natale con slitta e renne. Ho l’immagine chiara in testa! Eppure suppongo di non averlo visto davvero… Ma chissà!!! :–D

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      1. Un giorno scopriremo che la Rai dell’epoca trasmise un raro montaggio alternativo dell’episodio con davvero la caffettiera presente! 😀

        A parte l’infelice commento finale di Spock, la parte buona dell’episodio è che mette nella parte cattiva il saltare addosso alle donne, come a dire che è il pensiero c’è ma poi la civiltà prevale, e fra Kirk e la bionda coi capelli a punta ci sarà solo tensione sessuale. Almeno ammettono che non è una cosa carina saltare addosso ad ogni femmina, come invece è usanza tipica fino a tempi recentissimi.

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      2. Versione solo per l’Italia: ci mettiamo una moka, così questi spaghettoni vedono che sappiamo qual’è il vero caffè! X–D

        E hai ragione: comunque, essendo Star Trek, dei pensieri più avanti del loro tempo si trovano anche in episodi che magari sorprendono per altre cose ormai datate!

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