Grâce à Dieu: recensione del film

1471108.jpg-r_1920_1080-f_jpg-q_x-xxyxxL’arcivescovo di Lione, in Francia, si chiama Philippe Barbarin. Sotto la sua responsabilità, e sotto la responsabilità di molti prima di lui, don Bernard Preynat ha potuto abusare di decine e decine di bambini che gli sono passati sotto le mani come scout e chierichetti. In marzo 2019 Barbarin si è dimesso, ma il papa Francisco ha rifiutato le sue dimissioni invocando la presunzione d’innocenza. Preynat ha ammesso gli abusi ed è comunque a piede libero, e pure Barbarin non è stato condannato nonostante sia di dominio pubblico il fatto che ha difeso Preynat pur essendo a conoscenza delle sue malefatte.

Nel 2018 il regista francese François Ozon ha deciso fare un film su questa sordida storia che si intitola Grâce à Dieu, cioè Grazie a Dio (a febbraio vincitore dell’Orso d’Argento al Festival di Berlino). E perché questo titolo? Si tratta di una citazione di quella bella persona dell’arcivescovo Barbarin, che in una dichiarazione pubblica ha detto: “Grazie a Dio i crimini di Preynat sono prescritti”. Sì, avete letto bene. Una dichiarazione raggelante, ma d’altronde evidentemente la sua fede in Dio è talmente grande che crede che questi abbia scritto pure le leggi francesi riguardo alla prescrizione di crimini di pedofilia.

Ozon non ha fatto un documentario, anche se all’inizio quella era la sua intenzione, preferendo fare un film basato su fatti realmente accaduti. Il film racconta la storia di tre uomini abusati da Preynat che molti anni dopo hanno trovato il coraggio di far venire alla luce quello che successe loro da bambini. I tre attori principali sono Melvil Poupaud, Swann Arlaud ed un irriconoscibile Denis Ménochet che apparentemente è raddoppiato rispetto a quando tutto il mondo lo conobbe come Monsieur Lapadite in Inglorious Basterds (2009) di Tarantino. Tutti e tre fanno un gran lavoro e aiutano a dare forza ad un film che, anche solo per la storia che racconta, di forza ne ha comunque da vendere.

All’inizio, va detto, la storia risulta un po’ appesantita da una marea di voci fuori campo che raccontano email e messaggi intercambiati tra il personaggio di Poupaud e persone più o meno oscure della diocesi di Lione. Poi con l’entrata in gioco del personaggio di Ménochet e la creazione dell’associazione La parole libérée il ritmo migliora notevolmente e si finisce in crescendo con il fantastico (pur se drammatico) personaggio di Arlaud, il più sofferente dei tre, quello a cui è toccato vivere con le conseguenze più dure degli abusi del prete Bernard Preynat. Sia grazie a queste tre storie che a quelle dei numerosi personaggi di contorno passa chiaro il messaggio che abusi del genere su bambini sotto i quindici anni lasciano cicatrici con cui è difficile convivere, ferite che rovinano per sempre vite e relazioni familiari e interpersonali.

Il film è durissimo e io sono uscito dal cinema frastornato: Ozon è riuscito nell’intento di fare un film impattante, che lascia il segno. Una critica che mi sento di fargli è che il film non riesce ad essere totalmente film e nemmeno riesce ad essere totalmente documentario. Si narrano fatti realmente accaduti senza troppa attenzione per i dettagli, e si disegnano vite e personaggi interessanti ma senza approfondirne troppo gli aspetti psicologici. Ma questo non toglie che Grâce à Dieu sia un film forte, interessante e che tutti dovrebbero vedere. Insieme a Spotlight (2015) di Tom McCarthy e, volendo, a The Magdalene Sisters (2002) di Peter Mullan è un film che andrebbe proiettato in tutte le scuole! Ciao!

PS: curioso che proprio dopo aver detto agli amici di Pensieri Cannibali che non mi interessava molto il cinema francese abbia scritto una recensione proprio di un film di un regista transalpino! A proposito, un ringraziamento dal blog per avermi ospitato in un loro post!


Link esterni:


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...