Mientras duermes: recensione del film

mientras1La sera che ho visto Mientras duermes (inspiegabile titolo italiano: Bed time), film del 2012 del regista spagnolo Jaume Balagueró (che aveva firmato con Paco Plaza quel gioiellino di [REC] nel 2007), non mi è stato facile prendere sonno. Pochi film riescono ad essere così scioccanti senza scadere nel cattivo gusto e questo è sicuramente uno di quelli.

Luis Tosar ne è il protagonista, la qual cosa aiuta certamente a dare forza al film: non mi stancherò mai di dire che quell’uomo è uno dei migliori attori viventi! Ogni volta che lo vedo riesce sempre ad essere la parte migliore del film e ad elevarne la qualità (per esempio ha offerto performance sopraffine sia in El desconocido di Dani De la Torre, 2015, sia in Celda 211 di Daniel Monzón, 2009, sia in Te doy mis ojos di Icíar Bollaín, 2003, per fare giusto tre esempi).

In Mientras duermes seguiamo la vita di Cesar (Tosar), portiere di un palazzo di una città catalana. Sembra amabile con tutti: l’anziana vedova con due cani, la famiglia con due figli preadolescenti, e, soprattutto, con la bella Clara (Marta Etura). Rapidamente capiamo che c’è qualcosa che non va nella testa di Cesar, non solo perché il film apre con un flash forward di lui a punto di suicidarsi, ma anche perché è ossessionato dalla stessa Clara. Ne parla con la madre immobilizzata in un letto d’ospedale e, soprattutto, entra nell’appartamento di lei e vi passa le nottate…

Ma non voglio svelare altro della trama! Nonostante Balaguerò non faccia mistero degli avvenimenti del film, le cose si sviluppano poco a poco tenendo lo spettatore costantemente in apprensione, con la tensione che sale sempre di più per arrivare all’inaspettato finale. Se non avete visto il film, prendetevelo in DVD/Bluray o cercatelo su una piattaforma streaming e guardatelo al più presto, impossibile pentirsene! Ci troverete uno dei personaggi più malvagi mai visti nella storia del cinema, ottime interpretazioni di bravissimi attori e bravissime attrici, una buona colonna sonora, ed una regia adeguata al genere thriller/mistero a cui appartiene il film.

Se non fosse già risultato chiaro, vi avverto: non è un film facile da digerire, tutt’altro! E forse per questo non è popolare come la sua qualità gli dovrebbe permettere. Per me entra di diritto tra i thriller migliori mai fatti, è un film che dà emozioni forti e che rimane per sempre impresso nella memoria per ottime ragioni e per gran merito di tutti quelli che c’hanno lavorato. Lo sceneggiatore, d’altra parte, è quell’Alberto Marini che già aveva lavorato come produttore esecutivo nei vari [REC] e aveva pure scritto, tra le altre cose, il già citato El desconocido. Ciao!


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