Star Trek: TOS – S01E22, Spazio profondo

spaceseedhd306Space seed, Spazio profondo (stavolta comprendo perché i traduttori abbiano evitato la traduzione letterale Seme spaziale), è un episodio da brividi. A me sono cominciati fin dalla rivelazione del nome Botany Bay, naturalmente perché ho subito fatto il collegamento con Star Trek II: The Wrath Of Khan (L’ira di Khan) del 1982! Ebbene si, il fantastico film diretto da Nicholas Meyer è il diretto seguito di questo ottimo episodio della prima stagione della serie classica di Star Trek!

La trama, lasciatemi scrivere brevemente la trama. La USS Enterprise si imbatte in un veicolo spaziale terrestre vecchio di duecento anni registrato come Botany Bay (lanciato quindi intorno al 1990). A bordo, scopre la squadra formata da Kirk, Spock, Scott e la studiosa di storia McGivers (Madlyn Rhue), c’è quasi un centinaio di persone in stasi criogenica. All’accendersi delle luci, comincia a risvegliarsi il loro leader (l’affascinante Ricardo Montalbán), che McCoy deve poi mantenere in vita visto che il dispositivo criogenico ha un problema. McCoy ci riesce, ma dice che il merito è della forza fuori dal comune della persona risvegliata più che alla sua abilità.

E qui la mitologia di Star Trek si arricchisce di un altro tassello: le guerre eugenetiche del 1990. In 40 paesi presero il potere contemporaneamente individui geneticamente superiori che come dittatori provarono a controllare l’intero pianeta. Fortunatamente, a causa della loro ambizione cominciarono a lottare tra di loro e alla fine furono sconfitti. Sulla Botany Bay si trovano gli ultimi sopravvissuti di quel gruppo di individui e il loro leader è Khan Noonien Singh, che governò per qualche anno su un quarto del pianeta Terra! Inutile dire che Khan non è un docile agnellino e immediatamente comincia le macchinazioni per prendere il controllo dell’Enterprise, usando per i suoi loschi scopi la signorina McGivers innamorata persa di lui (diciamolo pure: la McGivers nel ruolo della donna conquistata in quattro secondi e completamente in balìa del suo uomo è un po’ la parte più debole dell’episodio, anche se giustificata dalla sua attrazione verso gli uomini di potere e parzialmente redenta dal suo aiuto a Kirk dopo aver visto la crudeltà di Khan all’opera).

Che dire di questo episodio? È splendido dall’inizio alla fine! Khan ha un carisma eccezionale in ogni scena e il suo duello di intelletti con Kirk si basa su dialoghi brillanti e giochi di sguardi davvero ben congeniati. Siamo di fronte all’avversario forse più temibile incontrato fino ad ora da James T. Kirk. Khan è un manipolatore, è intelligentissimo ed ha pure una forza sovrumana, anche se gli sarà inutile nell’inevitabile combattimento finale a mani nude col nostro capitano. Montalbán dà vita ad un personaggio minaccioso, che non abbassa mai la guardia, capace di sentimenti estremi e che non esita ad uccidere per arrivare ai suoi obiettivi. Splendido!

E poi, più in generale, è chiaro che la serie adesso ha ingranato perfettamente. I dialoghi tra Kirk e Spock sono ormai perfetti, sono i dialoghi di due amici diversi ma inseparabili. E McCoy, con la sua paura del teletrasporto, il suo disprezzo (bonario) per la logica a tutti i costi e la sua amicizia con Kirk, è anch’egli ormai un personaggio a tutto tondo. In questa puntata sono bellissimi anche gli effetti speciali, con l’Enterprise che affianca la piccola Botany Bay in scene che nei primi episodi sarebbero state probabilmente lasciate alla fantasia dello spettatore.

Ma è davvero da sottolineare il fatto che la mitologia si arricchisca ad ogni puntata sempre di più! La terza guerra mondiale causata dai dittatori superiori geneticamente è collegata, tra le altre cose, alla carattrizzazione del dottor Julian Bashir in Deep Space Nine (si veda Il dottor Bashir, suppongoDr Bashir, I presume? nella quinta stagione). Roddenberry ormai aveva tra le mani una creatura matura che poteva sviluppare in mille direzioni e ad ogni episodio stava dimostrando come ognuna di quella direzioni fosse meritevole di essere esplorata! Come direbbe il signor Spock: fascinating, cioè affascinante!

Che altro dire di questo episodio? Che anche il finale è geniale, con Kirk che decide di lasciare liberi Khan e i suoi compagni affinché si facciano una nuova vita su Ceti Alpha V. Solo che poi Ceti Alpha VI esploderà rendendo il quinto pianeta inospitale, cosa che scoprirà Anton Checov (che, curiosamente, ancora non è apparso in questa serie classica) quindici anni più tardi… ma questa è un’altra storia! Ciao!


Episodio precedente: Il ritorno degli Arconti

Episodio successivo: Una guerra incredibile


8 risposte a "Star Trek: TOS – S01E22, Spazio profondo"

  1. Episodio stupendo e fondamentale per la mitologia trek, davvero! Mi limito ad aggiungere che la produzione fumettistica ha fatto ancora una volta un ottimo lavoro, omaggiando il Khan dell’universo originale nella narrazione delle origini del suo omologo nel Kelvinverse 😉

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  2. Episodio stupendo, ed è curioso che quasi tutti quelli della nostra generazione abbiano sicuramente visto prima il film e poi questo “prologo” 🙂 anche a me vennero le palpitazioni a sentire il nome Botany Bay.
    Una scelta perfetta riprendere Kahn come antagonista per il “vero” lancio della serie di film… dopo la partenza travagliata e poco convincente del primo, con Wrath of Kahn riuscirono in un colpo solo a dare una svolta action toccando comunque temi di fantascienza, a catturare gli spettatori anche occasionali in una ambientazione in cui si sentiva il peso della serialità senza che pregiudicasse il coinvolgimento, a fare risplendere i personaggi e l’alchimia che avevano nella serie… Probabilmente senza Kahn non avremmo avuto altri film di TOS, né tutte le serie successive… ed è tutto iniziato in questo episodio 🙂

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    1. Verissimo! Questo episodio ha probabilmente il merito di aver lanciato l’intera saga cinematografica di Star Trek, insieme naturalmente all’abilità di Meyer nel fare un film godibilissimo anche senza conoscerne la genesi della storia contenuta proprio in Space Seed (questo seed lo possiamo vedere anche come seme metaforico della saga).
      Ma chissà come dev’essere stato per i fan originali di Star Trek arrivare al cinema nel 1982 e trovarsi di fronte al seguito dell’episodio visto quindici anni prima (proprio i quindici anni menzionati da Khan parlando con Checov)!

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