Hot Fuzz: recensione del film

kinopoisk.ruHot Fuzz è il secondo film della trilogia del Cornetto firmata da Edgar Wright e protagonizzata da Simon Pegg e Nick Frost. Uscito nel 2007, tre anni dopo il primo film, Shaun Of The Dead (L’alba dei morti dementi), e sei anni prima del terzo ed ultimo film, The World’s End (La fine del mondo), fu un successo al botteghino con 80 milioni di dollari guadagnati a fronte di un budget di appena 12 milioni.

Ho già scritto delle idee che accomunano i tre film della trilogia nella recensione di Shaun Of The Dead, quindi non mi ripeterò qui, andando direttamente ad analizzare, parola grossa, Hot Fuzz. Wright stavolta ambienta nella campagna inglese un film del genere poliziesco/buddy movie in stile Point Break (1991), 48 Hrs. (48 ore, 1982), e Lethal Weapon (Arma letale, 1987), per intendersi. Il risultato è una commedia che fa ridere molto e allo stesso tempo funziona come buddy movie, omaggiando il genere e diventandone anche un ottimo esempio.

Riassumo brevemente la trama. Nicholas Angel (Simon Pegg) è un poliziotto molto efficiente di Londra. Troppo efficiente, tanto che i colleghi lo mandano via con la scusa di una promozione a sergente della polizia di Sandford, villaggio che vince regolarmente il titolo di posto più tranquillo d’Inghilterra. Una volta lì, a Nicholas viene affiancato Danny (Nick Frost), un ragazzo sovrappeso che sogna di imitare gli eroi dei film che ama di più, cioè i film polizieschi che ho citato prima. Naturalmente a Sandford le occasioni per fare ciò sono poche, anzi, nulle, visto che al massimo Nicholas e Danny si trovano a rincorrere dei cigni in fuga!

Ma… ecco che cominciano ad accadere degli strani incidenti, muore gente nel villaggio! E Nicholas capisce ben presto che dietro a queste morti c’è qualcosa di losco… e qui mi fermo, visto che il film gioca molto sul creare colpi di scena inaspettati in una escalation divertente quanto credibile, dato il contesto. Perché funziona questo film?

Prima di tutto per la regia e il montaggio di cui Wright è davvero un mago. Basta vedere cinque minuti di film per riconoscere il suo tocco, ed è un tocco che dà un ritmo assolutamente indiavolato alla pellicola. Poi la chimica tra Pegg e Frost è innegabile, d’altronde dopo Spaced (1999-2001) e Shaun Of The Dead i due erano ormai non solo colleghi, ma anche amici. E anche l’esercito di comprimari (per citarne alcuni, Timothy Dalton, Jim Broadbent, e tornano anche Bill Nighy e Martin Freeman per un breve cameo) fa un ottimo lavoro, cosa necessaria essendo questo un film molto corale.

La trama si sviluppa bene, creando il giusto alone di mistero prima e virando verso l’azione sul finale, e le citazioni e gli omaggi al cinema d’azione si sprecano. Non sono mai gratuiti comunque, e sono usati con maestria e al servizio della storia.

E poi si ride, cosa obbligatoria per una commedia. Il dipartimento di polizia di Sandford fatto da perdigiorno pigrissimi è splendido, Simon Pegg in formissima che fa tutto bene e velocemente, pure riempire le scartoffie dopo ogni operazione di polizia, è geniale, Nick Frost poliziotto di campagna è azzeccatissimo… e alcune scene sono indimenticabili. “What’s the matter, Danny? Never taken a shortcut before?“, cioè “Qual’è il problema, Danny, mai presa una scorciatoia prima d’ora?“, mi fa ridere solamente a ripensarci, per esempio!

Inoltre la sceneggiatura è intelligente, ci sono battute che si sviluppano nell’arco di decine di minuti, bisogna stare davvero attenti a cosa succede sullo schermo per godere a pieno del film! E poi Wright dimostra di essere a suo agio girando praticamente qualunque genere. Lo showdown finale è degno di un film d’azione serio!

Insomma, gran film da consigliare da chiunque. Per essere puntiglioso, posso però dire che lo considero un gradino sotto a Shaun Of The Dead per un paio di motivi. Il primo è che gli toglierei una decina di minuti, il finale secondo me va avanti per un po’ troppo, anche se la cosa è voluta e intesa come parodia dei film dello stesso genere (per esempio, la scazzottata finale tra Mel Gibson e Gary Busey alla fine di Lethal Weapon è davvero eccessiva ed inutile). E il secondo è che gli effetti speciali sono un po’ troppo plasticosi per i miei gusti, un po’ troppo digitali e poco pratici, ma qui rientrano certamente scelte legate al basso budget quindi c’è poco di cui lamentarsi. Ripeto, gran film che mi diverto a rivedere ogni volta che lo faccio. Ciao!

PS: potrei annoiarvi con infinite curiosità su questo film data l’attenzione maniacale di Wright e Pegg nello scrivere la sceneggiatura (e dato il fatto che ho spulciato bene bene i contenuti speciali del mio DVD), ma c’è già la sezione Trivia di Internet Movie DataBase per quello!


12 risposte a "Hot Fuzz: recensione del film"

  1. E vai con la trilogia del cornetto! Io amerò sempre Shaun of the Dead per come abbia trattato con giustizia la figura dello zombie (e anche per motivi miei personali) ma Hot Fuzz è divertentissimo, ha un ritmo che non cade mai e battute molto intelligenti che dimostrano come Edgar Wright conosca molto bene i vari generi cinematografici.
    Bene, aspetto The World’s End.

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  2. Fomentato dall’amore sconfinato per “Shaun of the Dead”, appena ho messo le mani su questo film – all’epoca ancora inedito in italiano – me lo sono pappato pronto a lasciarmi conquistare. E niente, rimango l’unico sulla Terra ad averlo trovato deludentissimo e fastidioso. Sì, carine le citazioni ma solo perché le citazioni sono sempre carine: le ho invece trovate fini a se stesse, del tipo “Ora faccio una citazione”, menre in “Shaun of the Dead” non ci sono citazioni. Ci sono omaggi e reinterpretazioni, il che è molto differente.
    Dall’essere uno dei primi ad aver salutato il nuovo re della commedia, mi sono ritrovato subito l’unico fuori dal coro: da quel giorno ancora devo incontrare qualcuno che abbia parole men che osannanti per il film, e visto che considero gli altri suoi titoli decisamente inferiori, la mia passione per Pegg si ferma ai morti dementi 😛

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    1. Capisco i tuoi pensieri su questo film, che però io associo più a The World’s End che non a Hot Fuzz. A parte il finale, io lo trovo molto godibile, mentre The World’s End si perde, secondo me, molto prima.
      Comunque Pegg come sceneggiatore ormai si diletta su tutti i generi, ha scritto pure Star Trek: Beyond!

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  3. Pingback: Star Trek Beyond

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