Star Trek: Voyager – S03E17, Unito

voy-unity23Ho come l’impressione che in cabina di comando di Star Trek: Voyager qualcuno abbia finalmente deciso di fare sul serio. Dopo le prime due stagioni un po’ incerte che hanno introdotto soltanto due nuove razze degne di nota, e di cui una altro non era che la copia carbone dei Klingon, in questa seconda parte della terza stagione mi pare che si stia andando verso una direzione molto più precisa. È vero, per adesso non ci stiamo comunque allontanando da quella che fino ad ora è stata la più grande fonte di idee della serie, cioè The Next Generation, ma ho l’impressione che ci siano delle idee solide dietro questa introduzione dei Borg!

Soltanto nell’ultimo episodio (La febbre nel sangue) uno spaventato Chakotay mostrava un cadavere Borg vecchio di decine di anni al capitano Janeway, e già in questo Unito (titolo originale: Unity, ancora una volta diretto da Robert Duncan McNeill, e non a caso Tom Paris qui si vede pochissimo) eccoci di fronte ad un Cubo Borg intero! Ma andiamo con ordine.

Prima di tutto, ci troviamo ufficialmente nel Nekrit Expanse introdotto qualche tempo fa con Il prezzo dell’onestà (Fair Trade, episodio numero 13). Apparentemente è un vasto territorio poco abitato e dove è difficile orientarsi anche con la sofisticata tecnologia della Flotta Stellare. All’inizio dell’episodio siamo su uno shuttle con Chakotay e la più classica delle red shirt, la guardiamarina Kaplan (Susan Patterson). Ricevuto un messaggio che solo qualcuno del quadrante Alpha avrebbe potuto mandare, si dirigono verso un pianeta dove, una volta sulla superficie, vengono sorpresi da un’imboscata. Entrambi vengono colpiti da armi sconosciute e. mentre per la Kaplan non c’è niente da fare (che sorpresa!), Chakotay viene salvato da… un’umana! La bella bionda si chiama Riley (Lori Hallier) e fa si tutto per curare il nostro comandante, anche se si capisce che sta occultando qualcosa… ma cosa? Lei sostiene di provenire dal settore Bolian dove fu attaccata da alieni ostili per poi ritrovarsi qui nel quadrante Delta. Come lei, romulani, cardassiani e klingon, così come altri esponenti di razze sconosciute, si trovano anch’essi sul pianeta con spiegazioni simili. Riley dice che il suo gruppo è una cooperativa e altri gruppi le sono ostili in quella che è una continua faida. Chakotay scopre il non detto di questa storia appena riesce a sgattaiolare via dall’infermeria improvvisata: il gruppo di persone che l’ha salvato è formato da ex-Borg!

Nel frattempo, la USS Voyager trova un Cubo Borg alla deriva nello spazio. Scoprono che lo è da cinque anni, che a bordo non c’è nessun Borg operativo, ma non si capisce cosa sia successo. B’Elanna suggerisce che possano aver perso un combattimento con qualcuni più forte di loro, un’ipotesi da far accapponare la pelle! Per capirne di più, il Dottore fa un’autopsia su un Borg perfettamente conservato perché si trovava in una parte del Cubo priva di atmosfera. Scopre che la morte fu dovuta ad una scarica di energia e che esiste la possibilità che i cadaveri Borg intatti tornino in vita grazie ad un impianto di riserva, la qual cosa spaventa non poco B’Elanna e compagni.

Nel mentre, Riley e Orum (Ivar Brogger), un romulano, spiegano a Chakotay che una tempesta elettrocinetica del Nekrit Expanse ruppe il loro contatto con la mente Borg e così decisero di creare una colonia sul pianeta dove si trovano attualmente, ma si crearono rapidamente molte fazioni in costante guerra tra loro. Inoltre, pare ci sia solo un modo per salvare Chakotay le cui condizioni stanno rapidamente peggiorando: unendolo alla coscienza collettiva della cooperativa per attivarne le capacità curative. Dopo un’iniziale resistenza, Chakotay accetta e l’esperienza lo cambia, visto che acquisisce tutte le esperienze di vita dei facenti parte della cooperativa. Capisce che effettivamente le intenzioni del gruppo di Riley sono buone, cioè riunire le fazioni per prosperare sul pianeta in un’unica mente (annullando così le coscienze individuali dei componenti delle altre fazioni in maniera forzata!), ma per farlo serve la collaborazione della Voyager e l’uso del Cubo Borg disattivato. Janeway rifiuta di fare un passo così grande per timore di dar vita ad un gruppo di Borg che potrebbe poi sviluppare intenzioni ostili, così Riley, Orum e compagni usano Chakotay per ottenere ciò che vogliono. Lo fanno e poi autodistruggono il Cubo Borg prima che attivi le sue armi contro la Voyager (un effetto collaterale delle azioni di Chakotay è il risveglio dei Borg intatti sul Cubo!), dimostrando così che le loro intenzioni erano sincere. Però, come giustamente notano Chakotay e Janeway, non hanno assolutamente esitato ad usare il povero comandante come fosse un burattino per i loro scopi, per quanto nobili!

La puntata funziona alla grande, c’è azione, c’è tensione, c’è suspense, e ci sono pure interessanti implicazioni morali intorno alla questione del fine che giustifica i mezzi. Però ci sono un paio di cose che non mi tornano… il Cubo Borg era lontano dal pianeta, giusto? Altrimenti Chakotay e Kaplan l’avrebbero visto! E allora perché dopo è vicino al pianeta, tanto che è accanto alla Voyager in orbita? E gli ex-Borg provengono da quel Cubo? Presumo di no, altrimenti potrebbero spiegare cosa successe cinque anni prima. Ma se provengono da un altro, come sanno dell’esistenza del Cubo disattivato? Mi sono perso qualcosa io? In ogni caso, mi aspetto grandi cose dal ritorno dei mitici Borg! Ciao!

PS: dobbiamo aggiungere l’ennesimo shuttle perso, avevo fatto il conto giusto parlando del sedicesimo episodio La febbre nel sangue. Fino ad ora ne abbiamo persi un numero casuale tra quattro e sette. Con quanti shuttle era partita la Voyager?

PPS: Chakotay dice di essere vegetariano in questo episodio! Ha appena guadagnato mille punti nella mia speciale scala di gradimento dei personaggi!


Episodio precedente: La febbre nel sangue

Episodio successivo: Il lato oscuro

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8 risposte a "Star Trek: Voyager – S03E17, Unito"

  1. Non farti troppe domande su quel cubo, non ancora almeno, potresti attirare i Borg… assieme ai loro nuovi e letali nemici 😉 E per il prossimo episodio ti dico solo questo: attento al Dottore!
    P.S. Navi e navette sempre disponibili dopo smarrimenti e distruzioni varie sono una costante di non poche serie spaziali 😉

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    1. Meglio lasciarli in pace i Borg, in effetti!

      Sugli shuttle hai ragione, forse è cercare un livello di dettaglio troppo alto, ma secondo me è un segno del fatto che gli sceneggiatori non hanno mai dato reale importanza alla premessa della nave persa e sola in un quadrante lontano. Un’altra occasione persa per rendere unica questa serie, ecco! Così la Voyager non è diversa dall’Enterprise D, per dire, con shuttle infiniti ma perché facilmente rimpiazzabili. La Voyager come li rimpiazza? Mi sa che è un problema mio… X–D

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      1. Guarda, ti segnalo a proposito proprio la mitica serie britannica Spazio 1999 -arrivata in Italia prima di Star Trek- che ti ho citato qualche commento fa per due motivi:
        1) aveva lo stesso problema di rimpiazzo facile delle proprie astronavi distrutte da episodio a episodio (a sua parziale discolpa, erano visibili gli hangar dove venivano parcheggiate, riparate e -probabilmente- costruite/ricostruite) 😉
        2) venne affossata nella seconda stagione (dopo 24 episodi, da aggiungere ai 24 della stagione precedente) dallo stesso responsabile della chiusura anticipata della TOS dopo soli tre anni (nel 1969) e cioè lo statunitense Fred Freiberger, guadagnatosi nel tempo una fama da “serial killer” intesa in senso letterale, come “assassino” di serial tv!
        Altri dettagli li trovi qui:
        https://en.wikipedia.org/wiki/Space:_1999

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      2. Quella la conosco! Quando ero bimbo la mandava rai 2, se non ricordo male, di pomeriggio e qualche episodio l’avevo visto, con la Luna che era uscita dall’orbita! Nel lontano futuro del 1999, naturalmente! X–D

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