Star Trek: Voyager – S04E20, Faccia a faccia

voy-visavis3Faccia a faccia (Vis a Vis il titolo originale) è un episodio su Tom Paris, e, visto che ho sempre apprezzato il personaggio, questa la dovrei prendere come una buona notizia. E invece no! Il problema non è il focus su Paris, è quello che gli sceneggiatori hanno deciso di fare in questo episodio. Di nuovo. E temo che la cosa stia diventando un po’ troppo ripetitiva per i miei gusti. Mi spiego.

Tom si annoia e ancora una volta lo vediamo arrivare in ritardo dove richiesto e passare ore ed ore nella sala ologrammi a riparare una Camaro del 1969, essendo lui un nerd dei veicoli terrestri del ventesimo secolo. Ma le cose non erano cambiate grazie alla sua relazione con B’Elanna? Naturalmente no. Mi sbagliavo quando scrivevo (nella mia recensione di Lo zoo, sul finire della terza stagione) che forse per una volta in Star Trek avremmo visto una storia d’amore decente. Ancora una volta il lato nerd degli sceneggiatori ha preso il sopravvento e Tom risulta incapace di mantenere una relazione seria con la mezza Klingon.

E quindi cosa possiamo aspettarci da un episodio su Paris? Ma un’enorme tecnobaggianata, naturalmente! E quindi ecco un motore avanzatissimo capace di essere installato senza problemi sulle navi della Federazione (ma che ovviamente sarà dimenticato in fretta, altrimenti la Voyager si troverebbe nel quadrante Alpha già alla fine dell’episodio) in combinazione con un alieno mutaforma ladro di DNA (interpretato da Dan Butler). Se le cose vi sembrano confuse è perché lo sono, tranquilli! E che fortuna che questo alieno arrivi proprio quando Tom sta comportandosi in maniera assurda a bordo così da poter approfittarne e sostituirsi a lui! La trama, diciamolo, è un po’ sconclusionata e i colpi di scena finali, per usare le parole dell’episodio, overloaded my engine, hanno sovraccaricato il mio motore. Le cose sono così complicate che la storia ricorre ad una metafora con un carburatore per tentare di far capire qualcosa allo spettatore! Non esattamente la più poetica delle metafore…

Insomma, a me Faccia a faccia è sembrato confusionario, poco chiaro, e basato su premesse già viste e che consideravo superate. Abbiamo visto il Tom Paris inquieto e poco disciplinato nelle prime stagioni di Star Trek: Voyager, c’è davvero bisogno di continuare a vederlo adesso che siamo nella seconda metà della quarta stagione? Non credo o, almeno, io non ne ho bisogno. E Tom è pure un personaggio che mi piace, ma episodi come questo mi fanno domandare se il suo arco narrativo si sia già esaurito e sia condannato a ripetersi uguale a sé stesso fino alla fine della serie. Inizialmente un reietto, poco a poco membro pienamente funzionale dell’equipaggio sia come pilota che come infermiere (ecco, ma non c’era proprio nessun’altro per aiutare il Dottore?), finalmente pure accompagnato dalla bella B’Elanna… E ora di nuovo punto e a capo? Mi scuserete, ma non ci sto.

E poi, ma di questo non posso accusare gli sceneggiatori, il fatto che Robert Duncan McNeill sia ingrassato vistosamente mi ricorda gli ultimi film di The Next Generation (Insurrection e Nemesis, del 1998 e del 2002, rispettivamente) in cui era palese che ai vari Jonathan Frakes e compagni non fregasse più niente del brand e si fossero lasciati andare senza nessuno sforzo di restare fedeli, almeno fisicamente per quanto possibile, ai loro personaggi. Magari è una cosa mia, ma non posso fare a meno di pensare che ci fosse poco interesse da parte di McNeill nel mantenere la credibilità del personaggio di Tom Paris. Mi viene in mente la povera Marina Sirtis che non poteva nemmeno mangiare il gelato al cioccolato di cui Troi andava ghiotta (lo sputava dopo averlo masticato una volta girate le scene in cui la mezza betazoide se lo mangiava) per mantenere la linea! Qui non arriviamo minimamente a tali livelli di professionalità, mi pare.

Detto questo, una cosa è sì splendida in Faccia a faccia: ogni scena con il Dottore interpretato dal bravissimo, non mi stancherò mai di ripeterlo, Robert Picardo. Sia quando analizza i dati della Camaro nel garage, sia in infermeria quando si lascia abbindolare da Steth ed il suo presunto complesso di inferiorità, il Dottore dimostra ancora una volta di essere uno dei personaggi più riusciti dell’intera serie. Ciao!


Episodio precedente: Giochi di morte

Episodio successivo: Direttiva Omega


6 risposte a "Star Trek: Voyager – S04E20, Faccia a faccia"

  1. Ecco qui la riproposizione di una regola fissa: a degli episodi buoni/ottimi pare debbano immancabilmente seguirne subito altri di “decompressione”, magari pure senza infamia e senza lode ma comunque difficili da tenere a mente già prima della fine dei titoli di coda, come in questo caso, se solo non fosse per la solita ottima performance di Robert Picardo (il cui Dottore vola sempre alto, a differenza di un Tom Paris che nemmeno qui riesce a decollare una volta per tutte)…

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    1. Il personaggio di Tom Paris soffre delle stesse carenze di quello di Harry Kim, o di Chakotay: gli sceneggiatori hanno investito poco in loro, non hanno pensato ad uno story arc di ampio respiro, e quindi tornano sempre sugli stessi temi. Lo stesso vale per Kes.

      Per i personaggi più complessi come il Dottore, Seven o Janeway le cose funzionano, ma solo perché erano state pensate meglio sin dall’inizio.

      Comunque non mi lamento di questa quarta stagione, certamente la migliore fino ad ora (il Seven of Nine show!!!!)! :–)

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