Star Trek: TOS – S02E11, Una prigione per Kirk e Co.

tos2x11gUna prigione per Kirk e Co. (titolo originale: Friday’s Child, Figlio del venerdì, da una canzoncina per bambini sconosciuta in Italia) è un episodio a dir poco confusionario. La trama è difficile da seguire, le azioni dei personaggi sembrano dettate dal caso, i colpi di scena non si reggono in piedi, e l’intera situazione iniziale è lontana dall’essere credibile. Nonostante tutto, ci sono cose meritevoli da trovare nei 50 minuti di durata dell’episodio:

  • la frase “I’m a doctor, not an elevator!” (Sono un dottore, non un ascensore!) detta da un McCoy in grande spolvero;
  • delle belle riprese in esterni, cosa rara per le varie serie di Star Trek (per esempio, in varie interviste gli attori di The Next Generation dicevano che i giorni delle riprese in esterni erano come vacanze per loro);
  • la morte più rapida mai vista di una redshirt: ho fatto in tempo a vederla, a dichiararne a voce alta il destino infame, e tac!, il tenente Grant (Bob Bralver) era già morto! Aspetta un attimo, questo non è un aspetto positivo dell’episodio…
  • tornano i Klingon dopo la loro apparizione in Missione di pace, qui rappresentati dal subdolo Kras (Tige Andrews) che il senso dell’onore l’ha lasciato a casa;
  • Scotty dimostra ancora una volta delle ottime doti da capitano non abboccando alle trappole dei Klingon.

Purtroppo, non bastano questi pochissimi elementi a salvare quello che è un vero e proprio caos. Per esempio, perché la Federazione tratta con una popolazione ovviamente molto arretrata tecnologicamente e quindi certamente incapace di viaggiare a velocità curvaura? E come può McCoy essere il padre del figlio della bella Eleen (Julie Newmar)? Ma a non funzionare sono soprattutto le scelte inconsistenti degli abitanti di Capella IV (su tutti il rivoluzionario Maab interpretato da un Michael Dante che mantiene la stessa espressione legnosa per tutto l’episodio): la trama si sviluppa a fatica, decisione insensata dopo decisione insensata, ed è sinceramente stato difficile arrivare fino alla fine. Praticamente non c’è una vera e propria trama!

Quello che comincia come una negoziazione per ottenere dei permessi minerari si trasforma rapidamente in quanto suggerito dal titolo italiano, ovvero una persecuzione di Kirk e compagni che spazia dall’incarcerazione all’inseguimento nel deserto roccioso. E perché non viene trattato in modo simile il gruppo di soccorso guidato da Scotty nel finale? Insomma, non serve scrivere altro su questo episodio… si ride per il parto più facile, veloce e pulito della storia della televisione, per alcune interazioni tra Kirk, Spock e McCoy che ormai sono una squadra rodata e ben funzionante, e nulla più. Ciao!


Episodio precedente: Viaggio a Babel

Episodio successivo: Gli anni della morte


12 risposte a "Star Trek: TOS – S02E11, Una prigione per Kirk e Co."

  1. Hai perfettamente ragione sul caos generale di quest’episodio, rari buoni momenti compresi… è che io ci sono legato affettivamente, essendo il secondo episodio di Star Trek in assoluto che vidi in tv a fine anni ’70 (praticamente quasi a ridosso dell’uscita cinematografica di Star Trek: The Motion Picture) 😉
    P.S. Il “Capellano” Michael Dante è comunque riuscito a lasciare il segno in qualche modo, visto che nelle convention non è raro trovarlo come ospite (non molto tempo fa era venuto pure in Italia, se ben ricordo)…

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    1. Grande Michael Dante che è rimasto nella memoria dei trekkie! Però di sicuro non per la qualità dell’episodio in cui ha avuto la fortuna di lavorare, almeno per quanto mi riguarda…

      Spettacolare che tu abbia un ricordo così vivido legato a questa puntata, comunque! Io non saprei dire quale sia stato il mio primo episodio di Star Trek in assoluto. Suppongo un TNG delle prime stagioni, ma non ricordo… :–(

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