Harry Potter and the Philosopher’s Stone: recensione del film

harry-potter-and-the-sorcerers-stone-poster-12Nel 2001 arrivò nei cinema il primo capitolo di una saga tratta da una serie di libri che ho amato profondamente: Harry Potter and the Philosopher’s Stone (Harry Potter e la pietra filosofale). Con il veterano Chris Columbus alla regia (giovane, ma negli anni Ottanta scrisse niente meno che Gremlins, The Goonies e Young Sherlock Holmes Piramide di paura), con una colonna sonora firmata dal leggendario John Williams, e grazie ad una serie di scelte azzeccate in quanto a produzione, casting e effetti speciali, sono convinto di poter dire che fu un inizio davvero col botto! La cosa non era affatto semplice…

Come rendere al cinema un mondo fantastico creato dalla penna di J. K. Rowling? Come dare vita a personaggi amatissimi da un pubblico di tutte le età che da qualche anno facevano restare i libri della saga saldamente in cima a tutte le classifiche di vendita di svariati paesi del mondo? Come far sì che una saga fantasy avesse successo al cinema, cosa che ora sembra facile ma che al tempo era tutt’altro che scontata? Interessante che nello stesso anno anche Peter Jackson uscisse col suo primo film della trilogia su The Lord of the Rings, Il signore degli anelli… Già perché ora siamo abituati alla presenza di innumerevoli ed infinite saghe fantasy (Pirates of the Caribbean, Twilight, Star Wars, The Hobbit, i cinefumetti Marvel e DC…), ma nel 2001 il tentativo di cominciarne una si poteva definire quanto meno coraggioso!

Io credo che siamo stati molto fortunati:

  • la Rowling fu coinvolta nel progetto e fu accontentata in varie sue richieste, tra cui quella di utilizzare soltanto attori ed attrici britannici;
  • fu fatta la scelta di usare effetti speciali quanto meno digitali possibili e infatti ancora oggi a distanza di 18 anni gli effetti per la maggior parte reggono;
  • si cercarono location splendide dove girare (tra Londra, Oxford, Durham, York…);
  • il film è molto fedele al libro (qui la bella recensione di quest’ultimo su La biblioteca di Daniela) ma ha comunque una sua impronta, non è un pedissequo esercizio di copia e incolla;
  • fu contrattato un bravo regista capace di lavorare con giovani attori;
  • parlando di attori, ci son John Hurt, Richard Harris, Maggie Smith, Alan Rickman e chi più ne ha più ne metta…

Ma soprattutto si riuscì a creare un’atmosfera che rendeva giustizia al libro scritto dalla Rowling. Harry Potter and the Philosopher’s Stone riesce a trasportare il pubblico in un mondo alternativo al nostro in cui esiste una splendida scuola di magia in cui tutti, alla fine del film, vorrebbero studiare o aver studiato (a seconda dell’età). I costumi, le musiche, i colori, le scenografie… è tutto talmente ben curato che il mondo risulta credibile, è ben costruito, ha una sua epica, e, in una parola, funziona. Aiuta anche il fatto che nella storia Harry scopra quello stesso mondo insieme allo spettatore. Ecco arrivato il momento di parlare un po’ della trama.

Harry Potter (Daniel Radcliffe) ha undici anni appena compiuti, undici anni che ha passato subendo le angherie dei suoi zii Petunia (Fiona Shaw) e Vernon Dursley (Richard Griffiths) e di suo cugino Dudley (Harry Melling). Harry rimase orfano di entrambi i genitori da piccolissimo e fu affidato ai suoi zii da alcuni strani individui che vediamo all’inizio del film e che ben presto lo stesso Harry conoscerà molto bene: Albus Dumbledore (Richard Harris), Minerva McGonagall (Maggie Smith) e il mezzo gigante Hagrid (Robbie Coltrane). Li conoscerà perché con non poche difficoltà riuscirà ad andare a Hogwarts, una scuola per maghi dove conoscerà anche i suoi primi veri amici: Hermione Granger (Emma Watson) e Ron Weasley (Rupert Grint).

E qui bisogna dare credito a Columbus per aver saputo gettare le basi di un’intera saga in sole due ore di film. Ecco quindi le quattro case di Hogwarts (i nostri eroi sono tutti di Gryffindor, mentre il cattivo Draco Malfoy, Tom Felton, è di Slytherin), il quidditch giocato su scope volanti (le scene dello sport per maghi sono quelle inevitabilmente più deboli dal punto di vista degli effetti speciali), la scoperta della verità sui genitori di Harry e sul ruolo di Voldemort… e c’è pure tempo per la storia della pietra filosofale e del ruolo dell’inquietante professor Severus Snape (Alan Rickman)!

Il film non risulta essere un riassunto del libro, tutt’altro. Risulta, invece, epico, di ampio respiro, una solida base su cui costruire in futuro storie più complicate senza dover spiegare l’ambientazione già così ben delineata con questo primo lavoro. Non voglio dire che il film sia la perfetta trasposizione dell’opera letteraria che, come detto, amo e che ho letto ben tre volte. Si perde molto nel passaggio da carta a grande schermo, principalmente la vita quotidiana degli studenti di Hogwarts che nel film quasi non si vedono studiare o andare in classe ad imparare ad essere maghi e streghe. Columbus non dimentica questo aspetto, ma per motivi di tempo non può che mostrare poche lezioni chiave lasciando all’immaginazione dello spettatore le preoccupazioni degli studenti per gli esami e le domande in classe.

Legata a questo c’è la poca attenzione dedicata alla competizione tra le case che nel libro ha un ruolo preminente visto che crea un motivo di rivalità tra Gryffindor e Slytherin (principalmente) oltre che di cooperazione tra gli studenti all’interno di ognuna delle case. Peccato, ma comprendo che fosse impossibile riuscire a caratterizzare in maniera così ampia il mondo creato dalla Rowling nel suo primo libro, che comunque non è neanche un tomo così imponente.

Quindi come concludere questo primo post dedicato a Harry? A me questo primo film piace da matti e me lo riguardo sempre volentieri. Credo che oltre ad un sacco di soldi e a molta professionalità, per qualche strana ragione ci siano stati infusi anche parecchio cuore e tanta passione e il risultato si vede e si sente. Si nota come l’entusiasmo abbia guidato almeno alcune delle persone coinvolte nel progetto: se non i grigi e freddi produttori che solo anelano ai profitti (li immagino in stile Saruman nelle loro torri piene di monete d’oro), almeno alcuni tra regista, attori, costumisti, e scenografi! Se non l’avete visto, ve lo consiglio senza esitazione, anche se, nel caso non abbiate letto il libro, il consiglio è in realtà quello di leggersi il libro (anzi, i libri) e poi guardare il film! Ciao!


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17 risposte a "Harry Potter and the Philosopher’s Stone: recensione del film"

  1. uno dei film della mia infanzia^^
    lo adoro!
    cmq, essendo obiettivi, la rowling non ha così tanti meriti: la saga di animali fantastici è sceneggiata da lei e il secondo era pietoso; ha dato la firma per la maledizione dell’erede. sarà come stephen king: brava letteraria, pessima cinematografa

    ps: e hp poi ha copiato un casino sia come libro che come film

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  2. Mi ricordo ancora quando lo vidi al cinema: nel 2001 avevo dodici anni, e per me era la cosa più bella che avessi mai visto! L’elemento vincente è aver azzeccato l’atmosfera , per me ancora oggi è un film immersivo e intriso di sense of wonder proprio come i libri. L’unica cosa che mi sento di obiettare è la scelta del protagonista, che allora adoravo ma adesso non mi convince più, soprattutto dopo aver visto gli ultimi film della saga.
    Resta comunque un’opera generazionale; non si poteva chiedere di meglio!

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    1. E’ vero che Radcliffe forse era più promettente da bimbo piccolo che da adolescente/adulto, però ormai inevitabilmente Harry me lo immagino con la sua faccia (anche se coi capelli un po’ più ribelli)! E l’atmosfera è fantastica, secondo me un buon 50% ce lo mettono le musiche di Williams!

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  3. Perdipiù, azzardo, è quasi un film di Natale! Ha quella atmosfera magica, la musica, campanellini.
    Insomma, il primo Harry Potter è stato uno di quei film che davvero aveva l’atmosfera dei classici cineragazzi del passato. Complice ovviamente anche il libro original: ma col pasare dei volumi, la cosa si è un po’ persa.

    Moz-

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    1. Anche io un po’ l’associo al Natqle, che sia nei libri che nei film è sempre un momento importante nella saga di Harry…
      E si, all’inizio le atmosfere erano più spensierate, poi piano piano si sono fatte ben più serie!

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