Star Trek: Voyager – S04E25, Sola

283015Sola (traduzione non letterale ma accettabile di One, Uno, il titolo originale) è un episodio che se non mi sbaglio costituisce una prima volta nel mondo di Star Trek, sviluppando un’idea mai vista prima. La USS Voyager arriva di fronte ad un’enorme nebulosa di classe Mutara le cui radiazioni sono capaci di uccidere qualunque umanoide esposto ad esse nel giro di pochi secondi. E infatti l’episodio comincia con la morte di una redshirt, grande tradizione di Star Trek, a causa dell’ennesima riedizione di “Janeway entra nelle cose” che ci era praticamente venuta a noia già nella prima stagione. Che fare? Circumnavigare la nebulosa farebbe perdere troppo tempo, quindi ecco una proposta: perché non mettere tutto l’equipaggio in stasi e far fare la traversata agli unici immuni alle radiazioni, cioè Seven of Nine e il Dottore?

Questa semplice idea permette di sviluppare ancora di più il personaggio interpretato da Jeri Ryan (la costante di questa quarta stagione!) che continua ad avere problemi con l’adattamento alla piccola comunità della nave dopo aver fatto parte del collettivo Borg per così tanti anni. Di fatto, l’episodio comincia con Seven che fa pratica di socializzazione in sala ologrammi guidata niente meno che dal Dottore, che ne ha fatta di strada dalle sue prime scontrosissime apparizioni!

Il resto dell’episodio esplora in maniera molto efficace le difficoltà legate al viaggio in solitaria attraverso la nebulosa, e dico in solitaria perché ben presto dei problemi tecnici relegano il Dottore alla sola infermeria. E non che la convivenza tra i due si stesse rivelando facile nei primi giorni della traversata! Ma le cose si fanno davvero interessanti proprio quando Seven rimane sola e tutte le sue paure e paranoie sono libere di opprimerla fino alla follia. O almeno fino ad un passo da essa!

La trovata di forzare alla solitudine la ex-Borg abituata a stare nel collettivo e che si sta lentamente adattando alla vita a bordo della Voyager è a dir poco geniale. La povera Seven arriva ad avere vere e proprie allucinazioni immaginando un esploratore chiamato Trajis Lo-Tarik (Wade Williams) con tanto di dialoghi inquietanti e sensazioni tattili, visive ed auditive talmente forti da sembrare reali. L’atmosfera di questo episodio mi ha ricordato quella di uno splendido film di fantascienza degli anni Novanta: Cube. Claustrofobico, infuso di paranoia, teso dall’inizio alla fine… Sì, per me Sola è talmente bello da poterlo paragonare a quel capolavoro di Vincenzo Natali.

Non dico che sia un episodio perfetto, ed in effetti alcune sue scelte le ho trovate discutibili, come quella di far uscire ben quattro volte Tom Paris dalla sua capsula di stasi: dovrebbe essere morto per le radiazioni come l’ufficiale senza nome dell’inizio, no? Ma forse la cosa si può spiegare con le allucinazioni di Seven, in fondo vediamo tutto attraverso i suoi occhi! Cosa è successo davvero e cosa no? Chi può dirlo… Ho trovato un po’ inutile anche l’usuale corsa contro il tempo nel finale per salvare la Voyager all’ultimo secondo disponibile, ma questo è un cliché di cui è difficile liberarsi, purtroppo.

In ogni caso Sola è un signor episodio in cui Seven of Nine realizza l’importanza di stare in una società e arriva addirittura alla scelta più alta, quella del sacrificio, per salvare i suoi compagni di equipaggio. Tra l’altro lo si potrebbe anche vedere come un episodio emblematico perché l’intera serie sembra essere diventata Star Trek: Seven of Nine, non più Star Trek: Voyager. Jeri Ryan è diventata l’assoluta protagonista sin dalla sua prima apparizione nella seconda parte de Il patto dello scorpione e questo episodio certifica questo cambiamento. Chiamatemi cinico, ma la maggior parte della stagione è stata spesa (bene) per sviluppare il personaggio ex-Borg! In ogni caso non mi lamento perché, e lo scrivo prima del finale di stagione del prossimo episodio, la quarta stagione è senza dubbio quella che mi è piaciuta di più fino ad ora! Ciao!


Episodio precedente: Demon

Episodio successivo: Speranza e paura


6 risposte a "Star Trek: Voyager – S04E25, Sola"

  1. Non sarebbe stata male come serie, Star Trek: Seven of Nine 😀
    In effetti quest’episodio è davvero confezionato su di lei e sulle sue (comprensibilissime) paure, le cui materializzazioni non percepiamo subito come tali: quel Trajis Lo-Tarik, per esempio, che si rivela un po’ alla volta e ogni volta un po’ di più la sua presenza è sbagliata, fuori posto… esattamente come quella successiva di un drone Borg che non dovrebbe uscire all’improvviso da un turboascensore, aperto per di più sull’interno di un cubo (cubo, Cube: l’ombra di Vincenzo Natali aleggia anche qui 😉 )!
    Comunque, ci sono buone possibilità di non rimanere deluso nemmeno dal prossimo episodio (e dove c’è di mezzo Ray Wise, le delusioni sono piuttosto rare)… 😉

    Piace a 1 persona

    1. Ray Wise! Splendido! Lo aggiungiamo alla lista infinita di attrici e attori famosi passati per Star Trek!

      Bellissimo commento il tuo che sottolinea come la paranoia di Seven sia ben costruita all’interno dell’episodio (per non parlare del riferimento al mio amato Natali!). Finale di stagione il prossimo episodio, e direi della stagione migliore fino ad ora!!!

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