Harry Potter and the Chamber of Secrets: recensione del film

harry_potter_and_the_chamber_of_secrets_3Un anno dopo il primo capitolo cinematografico della saga del mago con la cicatrice più famosa del mondo, Chris Columbus fece il bis con Harry Potter and the Chamber of Secrets (Harry Potter e la camera dei segreti, 2002). In quanto al cast, l’unica differenza di nota rispetto al film precedente riguarda l’introduzione del nuovo professore di Defense Against the Dark Arts (Difesa contro le arti oscure), Gilderoy Lockhart interpretato da un Kenneth Branagh deliziosamente sopra le righe, e del padre di Draco Malfoy, Lucius, interpretato altrettanto bene da Jason Isaacs. Per il resto, si confermarono i vari Radcliffe, Grint e Watson, così come il gruppo di veterani Richard Harris, Maggie Smith, Alan Rickman e tutti gli altri. D’altronde, squadra che vince non si cambia, giusto?

Ed in effetti in questo secondo film si ritrovano tutti gli elementi positivi del primo, così come anche i suoi (pochi, per quanto mi riguarda) elementi negativi. Di nuovo le atmosfere sono ottime, fiabesche, ben costruite e ben mantenute per tutto il film. Di nuovo la colonna sonora, gli attori, gli effetti speciali, le scenografie, i costumi… sono tutti impeccabili! Il tono della storia è più oscuro e si nota nella fotografia notevolmente meno luminosa e nella scelta di ambientare molte delle scene di notte. Anche stavolta si cercarono luoghi ed edifici in tutto il Regno Unito per ricreare una Hogwarts imponente ed unica, e… missione compiuta ancora una volta! Solo verso la fine della saga si sceglierà di usare in maniera più consistente e costante i Warner Bros. Studios di Watford, vicino Londra (inutile dire che li ho visitati ed è un’esperienza magnifica!!!).

Che succede stavolta al nostro giovane Harry? Il secondo anno da apprendista mago è caratterizzato da una serie di incidenti che dimostrano quanto sia pericoloso studiare a Hogwarts. Apparentemente è stata aperta la camera dei segreti e chiunque sia nemico del fantomatico erede di Slytherin deve stare all’erta! E visto che Lockhart, teoricamente esperto nella difesa contro le arti oscure, sembra un completo inetto, come sempre tocca a Harry e ai suoi amici togliere le castagne dal fuoco. Questo li porterà a scoprire cose vecchie di cinquanta anni che ancora oggi hanno conseguenze pesanti per Hogwarts e per tutto il mondo magico: perché Hagrid non terminò gli studi? E chi è il misterioso Tom Marvolo Riddle? E questo famoso erede? Ma soprattutto, dov’è la camera dei segreti e cosa nasconde?

In tutto questo faremo conoscenza con un elfo domestico, Dobby (con la voce di Toby Jones), con il ragno gigante Aragog (con la voce di Julian Glover), e la sventurata Moaning Myrtle (Shirley Henderson). Anche stavolta Columbus ha un sacco di materiale tra le mani e anche stavolta a farne le spese sarà la quotidianità delle lezioni, le preoccupazioni per gli esami, il quidditch, e la competizione tra le quattro case. Il mio giudizio su questo film non si discosta molto quindi da quello che ho di Harry Potter and the Philosopher’s Stone: una buona trasposizione su grande schermo di un libro meraviglioso (recensito qui su Mariquitty), niente di più. Fa un buon lavoro nell’estrapolare una storia accattivante dalla storia della Rowling, sacrifica un po’ dell’ambientazione per andare all’essenziale, e riesce a rendere comprensibile un finale certamente più complesso di quello del film precedente.

Ricordo che le critiche contro questo film si concentrarono parecchio sul finale che non fu compreso a pieno, ma secondo me a Columbus si possono rimproverare poche cose. Il finale si può comprendere a pieno soltanto dopo aver letto il settimo libro (o visto gli ultimi due film)! La Rowling quel libro non l’aveva ancora scritto quando uscì questo film, anche se ne aveva in mente gli snodi principali, e col senno di poi (cioè, dopo aver terminato la saga) secondo me bisogna semplicemente meravigliarsi di fronte ad una storia che dimostra una grande consistenza dall’inizio alla fine. Che altro?

Ecco, sì, ho qualcos’altro da dire ma entro in territorio spoiler, quindi se non avete visto il film magari saltate questo paragrafetto. Splendido il dettaglio di Lucius Malfoy che in Diagon Alley preleva un libro dalla borsa di Ginny Weasley (Bonnie Wright) e ce ne rimette due! Questo si vede per meno di un secondo ma dimostra quanta serietà e quanta attenzione per le piccole cose siano state usate nel fare il film! Allo stesso modo, splendida l’interpretazione del povero Richard Harris (povero in quanto morì poche settimane prima dell’uscita del film) che nel dialogo finale tra Dumbledore e Lucius Malfoy riesce a far capire tra le righe come il preside sappia perfettamente chi abbia fatto arrivare a Ginny il diario di Tom Riddle. Invece non mi è piaciuto per niente che lo stesso Malfoy provi ad uccidere Harry con un Avada Kedavra dopo la liberazione di Dobby, una cosa decisamente esagerata e che si discosta troppo dal libro!

Ma sono dettagli. Secondo me Columbus ci ha regalato due solidi capitoli della saga con questi due film che ha diretto con mano sicura e professionale. Certo, per fare il salto di qualità magari sarebbe servito un regista ancor più bravo, magari proveniente da un tipo di cinema diverso… chissà che col terzo capitolo non arrivi questo regista diverso, no? Wink, wink! Lo scopriremo presto! Ciao!


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