Harry Potter and the Goblet of Fire: recensione del film

harry_potter_and_the_goblet_of_fire_4Ed eccoci al quarto film della saga, Harry Potter and the Goblet of Fire (Harry Potter e il calice di fuoco, 2005), con il primo regista britannico dietro la macchina da presa dopo lo statunitense Columbus nel primo e nel secondo film e il messicano Cuarón col suo prigioniero di Azkaban. Stavolta tocca a Mike Newell dirigere l’affiatata squadra RadcliffeWatsonGrint in questa nuova avventura, un’avventura che fa un’ennesima svolta verso temi più “adulti” e toni più scuri. D’altronde Harry e compagni hanno qui 14 anni, entrano in piena adolescenza, e insieme alla solita spada di Damocle di Lord Voldemort che sta per tornare devono affrontare anche le turbe adolescenziali tipiche dell’età. Che succede in questo quarto capitolo, quindi?

Si comincia col piede sull’acceleratore, con la famiglia Weasley che (passa)porta figli e amici al mondiale di quidditch con delle scene davvero fantastiche tra tende da campeggio che si rivelano lussuosi palazzi e uno stadio gigante dove vedere le nazionali di quidditch darsi battaglia per il titolo. Ma la festa dura poco perché interrotta dai temibili death eaters (mangiamorte), i seguaci di Voldemort che seminano il terrore tra i poveri spettatori del torneo (peccato che queste scene siano certamente troppo brevi!). E poi come sempre eccoci alla scuola di magia di Hogwarts dove si susseguono numerosissimi eventi che leggendo il libro (recensito qui su La biblioteca di Daniela) si ha certamente più tempo per digerire, mentre guardando il film possono dare alla testa allo spettatore…. Quello che voglio dire è che credo si apprezzi di più il film avendo letto il libro visto che ogni scena è piena di dettagli che alcune volte sono buttati lì senza grosse spiegazioni ma che dietro nascondono storie secondarie e non che potrebbero giustificare ore ed ore addizionali di film!

In due parole:

  • Ecco l’immancabile nuovo insegnante di Defense Against the Dark Arts (Difesa dalle arti oscure), l’imponente Alastor “Mad-Eye” Moody (interpretato da Brendan Gleeson), un auror (un membro di un corpo di élite per la lotta contro i seguaci delle arti oscure) dall’esperienza pluriennale.
  • Si svolge a Hogwarts il TriWizard Tournament (Torneo Tremaghi) con tanto di scuole invitate, Durmstrang e Beauxbatons. Le francesi con la loro campionessa Fleur Delacour (Clémence Poésy) e la professoressa gigante Olympe Maxime (Frances De la Tour) sono lì per fare una figura da cioccolatai (si sa che tra inglesi e francesi non corre buon sangue da secoli). Gli studenti di Igor Karkaroff (ex-death eater, come si scoprirà ben presto, interpretato da Predrag Bjelac) invece non vanno per il sottile, così come il loro campione Viktor Krum (Stanislav Ianevski). Inevitabilmente, Harry si trova invischiato pure in questo, con tanto di draghi da combattere, prigionieri da salvare nel lago, e labirinti da cui uscire!
  • Gli ormoni cominciano a fare il loro dovere e il ballo organizzato in occasione del torneo è l’occasione per i nostri eroi di fare le loro prime esperienze amorose, con Hermione che si aggiudica il campione Krum e Ron e Harry che invece non trovano il coraggio di chiedere la mano rispettivamente proprio di Hermione e della bella Cho (Katie Leung), che quindi balla col campione di Hogwarts Cedric Diggory (quel Robert Pattinson che sarebbe presto diventato famoso con la saga di Twilight). E che dire di Neville Longbottom (Matthew Lewis) con Ginny Weasley (Bonnie Wright)?

Come si sarà capito, ci sarebbe tantissimo di cui parlare: è un film che espande moltissimo l’universo di Harry Potter con nuovi personaggi, luoghi, tradizioni e magie (su tutte, le tre senza perdono)! Mike Newell fa il suo lavoro egregiamente, ben coadiuvato dal solito sceneggiatore Steve Kloves, che ha firmato tutti i copioni fino ad ora ed ha dimostrato di saper estrarre sempre i contenuti più “cinematografici” dai libri di J.K. Rowling. Questo fa però saltare all’occhio un difetto evidente di trama che se nel libro viene un po’ mascherato dai mille eventi che si sviluppano contemporaneamente l’uno all’altro, nel film è davvero sotto gli occhi di tutti. Entro quindi in territorio spoiler nel prossimo paragrafo…

Perché Barty Crouch Jr. (David Tennant) fa i salti mortali per far vincere il torneo a Harry affinché sia lui a toccare per primo la coppa/passaporta che lo mandi al cospetto di Lord Voldemort (Ralph Fiennes) e dei suoi più fedeli seguaci? Harry si fida di Moody, anzi, gli sta proprio simpatico visto come tratta l’odiato Draco Malfoy (Tom Felton), quindi in qualunque momento il professore avrebbe potuto mandarlo al cimitero dove Voldemort lo aspetta per completare il suo rituale. Ma no, dobbiamo aspettare la fine dell’anno scolastico, e del torneo, per… apparentemente, nessuna ragione. Questo offre la possiblità di un finale davvero spettacolare, con il triste destino di Cedric Diggory, il ritorno di Lord Voldemort (con il ruolo fondamentale giocato dal viscido Peter Pettigrew, ancora interpretato da Timothy Spall), e il bel discorso finale di Dumbledore. quindi non voglio lamentarmi più di tanto. Ma mi sembra chiaro che nella logica del film tutto questo abbia pochissimo senso!

Il film quindi funziona, anche se si nota che con un finale del genere un regista come Cuarón sarebbe riuscito a tirar fuori un altro grandissimo film, mentre Newell fa un lavoro onesto e non riesce ad emozionare più di tanto. Per me qui comincia un po’ il declino della saga cinematografica di Harry Potter, che dopo un buon inizio e un picco di qualità con il terzo film comincia ad accusare un po’ la difficoltà di portare sullo schermo libri sempre più corposi, e un po’ la scelta di risparmiare su registi, compositori e location (la computer grafica diventerà poco a poco sempre più invadente). Harry Potter and the Goblet of Fire è comunque un buon film che intrattiene, sviluppa bene i (pochi) temi che affronta (tra gli altri, l’adolescenza con i primi litigi tra i nostri eroi, le gelosie e le prime storie d’amore), e ha un climax finale invidiabile, quindi comunque è sicuramente da vedere! Ciao!


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12 risposte a "Harry Potter and the Goblet of Fire: recensione del film"

    1. Questo secondo me è comunque ancora un buon film! I primi due hanno un’atmosfera particolare tutta loro, coi bimbi piccoli, la scuola, gli studi… sono certamente quelli con più incanto. Poi i protagonisti crescono, la vita si fa (più) dura ed effettivamente cambia il tono!

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  1. Qui cominciano i gravi sacrifici che abbiamo dovuto tollerare nel passaggio da libro a film: moltissime sottotrame tagliate senza pietà e personaggi che ovviamente non trovano posto (Winky, Dobby, Ludo Bagman…). Il buco di trama che sottolinei è il difetto macroevidente anche del libro, per cui è colpa della Rowling di non aver saputo costruire in modo sensato la trama.

    Ho sempre apprezzato però il modo in cui iniziano a crescere i personaggi, con il litigio tra Harry e Ron e l’attrazione sempre più evidente tra lui e Hermione, che riesce a non essere cringy come quella tra Harry e Cho o Ginny; in realtà non sono fan di Harry innamorato!

    Bellissimo poi il climax finale che vira violentemente sull’horror, e Ralph Fiennes è un Voldemort perfetto!

    Piace a 1 persona

    1. Va detto che la Rowling ha cominciato ad aumentare il numero di pagine dei suoi libri in maniera notevole dopo i primi due/tre, quindi i sacrifici erano, purtroppo, inevitabili…

      Anche io ho sempre mal sopportato la storia tra Harry e Ginny, non c’è proprio chimica tra i due…

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