Star Trek: Voyager – S05E10, Contrappunto

janeway-in-counterpointChe tempismo perfetto! Giusto dopo aver punito con trenta giorni di prigione Tom Paris per una violazione della Prima direttiva nell’episodio precedente, Trenta giorni… ecco che Janeway decide un’ennesima volta di violarla pure lei! Semplicemente stupendo. Inoltre Star Trek: Voyager continua con la tradizione degli inizi di puntata scioccanti: in Contrappunto (Counterpoint) ecco che la USS Voyager viene ispezionata, e capiamo che ormai è una routine, da una serie di loschi figuri capitanati da tale Kashyk (Mark Harelik) alla ricerca di non sappiamo bene cosa. Soltanto dopo la sigla (dove possiamo ascoltare lo splendido tema di Jerry Goldsmith) scopriamo che la nave della Federazione sta attraversando lo spazio Devore e quindi deve sottostare alle leggi di questa civilizzazione. La telepatia qui è illegale e i Devore ispezionano tutte le navi di passaggio alla ricerca di umanoidi con capacità telepatiche (per questo i vulcaniani Tuvok e Vorik, per esempio, devono nascondersi).

Beh, risulta che Janeway sta effettivamente nascondendo un gruppo di telepati che vogliono raggiungere un wormhole per uscire dallo spazio Devore e per farlo sta ingannando Kashyk e il suo esercito dotato, apparentemente, con navi stellari di capacità offensiva pari o superiore a quella della Voyager. Insomma, non solo il capitano sta violando la Prima direttiva, ma sta anche correndo un rischio notevole con conseguenze potenzialmente fatali per lei e tutto l’equipaggio. L’episodio ha questo elemento di tensione che viene sfruttato benissimo dall’inizio alla fine e ad un certo punto gioca una carta sorprendente e che funziona anch’essa alla grande: Kashyk diserta e si unisce a Janeway per farsi portare anche lui al wormhole. Così facendo, fornisce anche informazioni fondamentali affinché la Voyager possa evitare le temibili pattuglie Devore. E… tra Kashyk e Janeway sembra anche nascere qualcosa, finalmente qualcuno che riesce a fare breccia nel gelido cuore del capitano (non c’era riuscito nemmeno Chakotay in Quarantena dove era letteralemente l’unico compagno disponibile)!

Questo twist è ben attuato e risulta credibile, cosa rara per queste storie d’amore che nascono, si sviluppano e muoiono nel giro di una sola puntata. E la cosa che funziona di più in questo Contrappunto è la serie di colpi di scena che si susseguono uno dietro l’altro. Tensione più colpi di scena uguale ottimo episodio, per quanto mi riguarda! Non che i colpi di scena siano del tutto imprevedibili, lo ammetto, ma ce ne fossero di episodi così! Soprattutto penso alle prime tre stagioni di Voyager, particolarmente poco energetiche, e a quante occasioni siano state sprecate per regalare alla storia episodi più memorabili. Questo certamente lo è, continuando così l’ottima tendenza che ha visto migliorare l’intera serie dalla quarta stagione in avanti. Ciao!


Episodio precedente: Trenta giorni

Episodio successivo: Immagine latente


6 risposte a "Star Trek: Voyager – S05E10, Contrappunto"

  1. Come da quella collaudata prassi che ben conosciamo, la serie ha dovuto superare lo scoglio delle tre stagioni per ingranare davvero, arrivando gradualmente a soffrire assai meno il confronto con la “sorella maggiore” DS9, cosa non così prevedibile visto che quest’ultima all’epoca era ancora in produzione (nonché avviata in forma smagliante verso il gran finale)… trama, tensione, colpi di scena in Contrappunto stanno una volta di più a dimostrare quanto Voyager abbia raggiunto la fase “adulta”, capace tra l’altro di mantenere anche gli episodi meno convincenti su di un livello non paragonabile agli analoghi delle prime annate (in tutta la quinta stagione ce n’è forse uno che rischia di avvicinarvisi, ma questo è tutto). Comunque, questi non sono problemi che riguardano la prossima (dis)avventura del Dottore… 😉

    Piace a 1 persona

    1. Effettivamente è così: l’impressione è che sia una serie fatta con mestiere, da gente che sapeva cosa serviva per far funzionare gli episodi (cosa riuscita soprattutto in fase post rodaggio), anche se forse a mancare era il guizzo creativo e l’elemento unico che Seven of Nine sembra avere apportato dalla quarta stagione in poi.

      Nelle prime tre stagioni alcune puntate erano davvero fiacche, cosa che non accade così tanto spesso in queste ultime due!

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