Star Trek: TOS – S02E19, Guerra privata

trekaprivatelittlewar6Guerra privata (giusta traduzione di A Private Little War) è un episodio che tratta di un tema certamente interessante e rilevante per il tempo in cui fu concepito (ma in realtà pure adesso, a pensarci bene) ma che forse non riesce a farlo in maniera del tutto riuscita. Il tema è infatti quello della corsa agli armamenti, qui ambientata in un mondo in cui degli umanoidi primitivi si trovano a fronteggiare i loro rivali che improvvisamente entrano in possesso di una tecnologia infinitamente più avanzata della loro. La soluzione finale pensata dal capitano Kirk è però a dir poco insoddisfacente, visto che fondamentalmente fomenta la corsa agli armamenti stessa dando per impossibili tutte le altre potenziali soluzioni.

Ad arricchire questa storia ci sono così tanti elementi che è difficile ricordarli tutti. Non mancano un vecchio amico di Kirk, Tyree (Michael Witney), una femme fatale interessata soltanto al potere (Nancy Kovack, a cui toccherà tra l’altro interpretare una scena con quanto di più vicino a uno stupro di gruppo mai visto in Star Trek), uno splendido costume da mostro con degli adorabili corni sulla schiena (il Mugato), dei Klingon meschini (qui rappresentati da Krell, Ned Romero – e siamo a quattro episodi coi nostri cattivi preferiti dopo Missione di pace, Una prigione per Kirk e Co. e Animaletti pericolosi!) e, e questa sì che è una novità, Spock che si fa prendere volontariamente a schiaffi.

Come spesso accade in questi episodi della seconda stagione ci sono tante idee ma a mancare, forse, è un chiaro senso della direzione. La storia segue molti personaggi e spende poco tempo a giustificare il perché tutti facciano quello che fanno, accontentandosi di mettere in scena risse di attori con delle ridicole parrucche bionde e buttando in faccia agli spettatori un colpo di scena dopo l’altro. Non fraintendetemi: la cosa a livello di intrattenimento funziona alla grande, l’episodio vola via che è una meraviglia!

Suppongo che le mie velate critiche siano più dirette ad evidenziare l’occasione mezza mancata di tirar fuori un messaggio più forte visto il tema trattato (cosa sorprendente vista la sceneggiatura firmata da Gene Roddenberry in persona!). Volendo, l’intero episodio è anche una rilettura della leggenda del giardino dell’Eden, con tanto di donna tentatrice… In ogni caso, questo è un altro classico episodio di Star Trek con tutti gli elementi che l’hanno reso il fenomeno culturale che è al giorno d’oggi. Ciao!


Episodio precedente: La galassia in pericolo

Episodio successivo: Ritorno al domani


10 risposte a "Star Trek: TOS – S02E19, Guerra privata"

  1. Gene Roddenberry: un grande, e senz’altro un precursore nel trattare temi importanti, ma evidentemente non sempre circondato da gente all’altezza (badante molto più a budget, tempi di lavorazione e soluzioni in grado di accontentare anche quella parte di pubblico televisivo di bocca -un po’ troppo- buona), ragion per cui le sceneggiature di suo pugno non erano esenti dal rischio di rimanere invischiate in esigenze produttive tali da limitarne la forza del messaggio contenuto, come potrebbe essere il caso di “Guerra privata”: proprio riguardo alla soluzione finale di Kirk, sospetto che un Roddenberry lasciato libero di imporre le proprie idee avrebbe forse reso la cosa in maniera differente (dando un’alternativa pacifica o, magari, rendendo perlomeno più sofferta la scelta del capitano)…
    P.S. Da apprezzare l’arricchimento del campionario alieno della TOS, con l’irresistibile Mugato e l’inquietante radice dotata di misteriosa vita maneggiata dalla splendida Nancy Kovack 😉

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    1. E’ normale che in un progetto così grande e a cui lavorano così tante persone non si possa sempre imporre una singola visione di fondo, specialmente se pensiamo ai tempi di produzione televisivi e ai mille compromessi da fare. Però questa non nascondo che sia stata davvero una mezza delusione visto che mi aspettavo qualcosa di più dal finale, dopo tutta la tensione tra amore, amicizie e rivalità della trama… Peccato!

      Naturalmente siamo d’accordo su quanto sia splendida Nancy Kovack in questo episodio e, forse ancora di più, di quanto sia bello e tenerone quel Mugato!!! :–D

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  2. Ricordo bene questo episodio proprio per la conclusione: da sempre abbiamo imparato a trovare in Star Trek pacifismo e ottimismo nel futuro, e questo termina molto cupamente in una sorta di giustificazione/inevitabilità della corsa agli armamenti 😦 l’ho sentito come un bello schiaffo e non me l’aspettavo proprio.

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    1. È sorprendente, ma io non l’ho percepito come un grido d’aiuto coniugato verso il pessimismo… Mi è sembrata più una conclusione frettolosa e poco lungimirante! Però magari sono in mala fede io col povero Gene… :–)

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  3. Il bello di Star Trek è che è sempre stato un passo avanti agli altri e soprattutto ha saputo sempre argomentare su tematiche delicate e interessanti a volte con grande successo a volte un po’ meno (anche se il tentativo è molto apprezzabile).

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    1. Un brand che conta cinque serie per un totale di 29 stagioni da quasi 30 episodi l’una non può non fare errori, come giustamente hai detto! Io l’apprezzo comunque quasi sempre, però a volte mi chiedo come avrebbero funzionato idee alternative… :–)

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