Star Trek: Voyager – S05E23, 11:59

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Ci sono due cose meritevoli in questo 11:59. La prima è John Carroll Lynch, che, essendo un attore secondario per definizione anche dopo essere apparso in Fargo dei Coen (1996), continuava a fare particine qua e là in serie televisive come Star Trek: Voyager. Solo recentemente abbiamo scoperto che è pure un regista niente male grazie al suo Lucky (2017). La seconda è che per una volta uno dei membri dell’equipaggio NON ha un antenato che era un grande esploratore/condottiero/ammiraglio/poeta/scrittore e chi più ne ha più ne metta. Nonostante la storia cominci con il capitano Janeway che loda la sua bis bis bis bis nonna (di quattordici generazioni precedenti) Shannon Janeway come la prima donna su Marte, in realtà la vediamo in un flashback che è lungo quando l’intero episodio come una ragazza senza un soldo e senza grossi progetti da portare avanti (interpretata da Kate Mulgrew: il patrimonio genetico si trasferisce di generazione in generazione senza cambiamenti nella famiglia Janeway!).

Direi che è tutto. Per il resto è un episodio che forse con un budget più generoso avrebbe potuto essere più interessante, ma così com’è rimane una storia teoricamente grande ma alla fine piccolissima e ambientata in due o tre ambienti claustrofobici (una libreria, un pub e un pezzo di strada). Non aiuta la guest star principale, Kevin Tighe, ovvero l’interesse amoroso di Shannon Janeway. A parte la recitazione legnosa combinata col suo personaggio che è un insieme di cliché sulla paura del cambiamento e l’attaccamento al passato, non c’è assolutamente chimica con la Mulgrew, e pure le età (almeno apparenti) dei due attori mi sembrano sbagliate per una storia d’amore. Nel mondo reale lui è più vecchio di lei di undici anni, ma sullo schermo sembrano trenta!

Anche qui siamo di fronte ad un episodio che rompe la routine d’azione fantascientifica della serie, ma al contrario dell’episodio precedente (Qualcuno che vegli su di me) temo che il risultato sia un po’ scarso. La trama stessa è davvero poco credibile: un solo uomo si oppone ad un progetto multimilionario accettato da tutto il resto della comunità e il costruttore è pronto a cambiare idea ed andarsene? E ci devo credere? Questi sono gli Stati Uniti del 2000, mi pare un po’ naif pensare che ci sia così tanto rispetto per un caro vecchiettino che non vuole lasciare la sua vecchia libreria!

Anche la risoluzione della storia è a dir poco frettolosa: esattamente perché il libraio cambia idea? Per il grande amore con Shannon di cui non c’è traccia sullo schermo? E poi proprio all’ultimo minuto! Aggiungiamo quindi anche questo’altro cliché ad un episodio che ne è già pieno zeppo. Insomma, per me qui non ci siamo. Ho trovato la storia troppo banale, i personaggi troppo monodimensionali, e il trucco della rivelazione che l’antenato del capitano non fosse poi questo gran personaggio storico non ha abbastanza forza da reggere l’intera puntata. Ciao!

PS: mi fa molto ridere che l’antenata del capitano tenesse un diario di bordo nei suoi viaggi in macchina!


Episodio precedente: Qualcuno che vegli su di me

Episodio successivo: Relativity


4 risposte a "Star Trek: Voyager – S05E23, 11:59"

  1. Episodio di raccordo piuttosto trascurabile, direi, che non toglie né aggiunge niente alla serie (grandi rivelazioni, colpi di scena ecc.) o alla caratterizzazione dei protagonisti principali… nondimeno viene sprecato un professionista di lungo corso come Kevin Tighe, qui costretto in un ruolo al minimo sindacale.

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