Star Trek: Voyager – S05E25, L’ordigno

warhead-041E chi avrebbe mai pensato di guardare un episodio a metà tra Dark Star di John Carpenter (1974) e Doctor Strangelove (Il dottor Stranamore) di Stanley Kubrick (1964)? Di certo non io, ma in questo L’ordigno (Warhead), venticinquesimo episodio della quinta stagione di Star Trek: Voyager, c’è una bomba senziente e parlante che vuole far detonare il suo obiettivo nonostante l’ordine di attacco sia stato annullato! Protagonisti dell’episodio sono uno Harry Kim al comando che fa una serie di scelte sbagliatissime una dietro l’altra coadiuvato dal buon Dottore che per il suo desiderio di fare sempre del bene consiglia in maniera non proprio ottimale il buon guardiamarina. Il risultato?

Kim fa teletrasportare a bordo un pericolosissimo ordigno bellico che si impossessa proprio del Dottore e costringe la Voyager a farsi portare sul pianeta dove deve far esplodere un obiettivo militare. Peccato, appunto, che la guerra sia finita da un pezzo! Ma come si fa a far ragionare una bomba? La bomba vuole esplodere, è la sua natura! La cosa da una parte è un’altra occasione per usare come esempio il Dottore che sta evolvendo giorno dopo giorno e già non si può più definire come un semplice programma medico olografico d’emergenza, e dall’altra è una bella critica a tutte quelle persone che si riempiono la bocca di parole come bombe intelligenti: non esistono le bombe intelligenti, esistono le bombe e punto.

La scelta di attribuire intelligenza alle bombe fu fatta da Dick Cheney quando era Segretario della Difesa nel 1991 durante la Guerra del Golfo. Non era che un modo stupido di vendere come una cosa giusta e chirurgica un’ennesima guerra, naturalmente, ma il termine è rimasto nel vocabolario comune e ora c’è qualcuno che pensa davvero che si possano fare le guerre in modo intelligente. Beh, L’ordigno è un episodio di Star Trek che, nel suo piccolo, grida a gran voce che una bomba è una bomba e non si può parlare né di ordigni intelligenti né di interventi mirati o chirurgici. Ancora una volta risuona l’ideale pacifista di Gene Roddenberry in un episodio di una nuova incarnazione della sua creatura.

Che altro dire? In questo episodio ho anche risentito echi di Arma letale (seconda stagione), anche se quella volta era toccato a B’Elanna Torres levare le castagne dal fuoco, il che mi riporta alla mente l’era oscura della serie quando ancora stava faticosamente tentando di ingranare. Ne ha fatta di strada! All’alba della quinta stagione direi che ci sono stati dei grossi miglioramenti, anche se il personaggio di Harry Kim rimane un fallimento, mi duole dirlo. I suoi dialoghi sono sempre molto banali, come dimostra il finale de L’ordigno mentre parla con la bella guardiamarina Jenkins (McKenzie Westmore), e ancora sto aspettando un’evoluzione da perfetto cadetto della Flotta Stellare che applica sempre il regolamento. Temo che quest’evoluzione non arriverà mai. Ciao!


Episodio precedente: Relativity

Episodio successivo: Equinox (prima parte)


10 risposte a "Star Trek: Voyager – S05E25, L’ordigno"

  1. Se una bomba fosse intelligente NON esploderebbe, punto. Quest’episodio necessariamente antimilitarista, invece, è permeato di intelligenza e citazioni ad hoc (come hai giustamente notato: Kubrick e Carpenter sono troppo palesi per essere solo coincidenze) dimostrando ancora una volta il progressivo -alto- livello di crescita di questa serie. Peccato per Kim, comunque… nemmeno il farlo arrivare da un’altra realtà, ai tempi, ha poi portato benefici o sviluppi interessanti al personaggio.

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    1. Voyager ha punte molto alte in quantl a temi trattati e a come li ha trattati (penso alle puntate sulla vivisezione, per esempio, o sullo specismo).

      Sull’altra realtà di Kim ti riferisci all’episodio Il gioco della mantide? Però alla fine viene svelato che Kim non è in realtà alieno, purtroppo!

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      1. Mi riferivo all’episodio della seconda stagione L’altra Voyager, dove il Kim che sopravvive alla fine è quello proveniente (appunto) dalla Voyager duplicata dal campo quantico… che, di fatto, ha generato una circoscritta “bolla” di realtà parallela 😉

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      2. Ah certo, hai ragione (naturalmente)! Eh ma quel Kim lì era del tutto identico all’altro, quindi non è stata occasione di crescita del personaggio, purtroppo! Da lì viene anche Naomi Wildman, uno dei personaggi ricorrenti più interessanti (grazie alle sue interazioni con Seven of Nine)!

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    1. Assolutamente sì! Le varie serie di Star Trek a volte sono state accusate di essere troppo politiche, troppo esplicite nel loro sottotesto, ma per quanto mi riguarda (e visto che di solito ne condivido i messaggi) trovo la cosa molto positiva! Certo, mi piacciono anche gli episodi tutti action a cervello spento, ma se ci sono dei messaggi intelligenti oltre a storie di fantascienza pure io sono solo contento!

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