Star Trek: TOS – S03E05, La bellezza è verità?

tos3x05Non è facile scrivere di questo La bellezza è verità? (Is There in Truth No Beauty?, cioè Non c’è bellezza nella verità?). Torna Diana Muldaur, stavolta nei panni di una non vedente con poteri psichici, nel quinto episodio della terza stagione della serie originale di Star Trek, dopo la sua apparizione in Ritorno al domani nella stagione precedente. E già solo per la presenza della Muldaur questo episodio prende la sufficienza: bella e brava, riesce a far funzionare una storia che soffre di una sceneggiatura a tratti un po’ confusionaria che stenta a trovare un tema da sviscerare a fondo e quindi ne tocca svariati senza dare a nessuno una reale profondità.

La trama, quindi. La USS Enterprise deve trasportare l’ambasciatore medusano Kollos, appartenente ad una razza molto evoluta le cui sembianze sono talmente strane, anzi, orribili, che un qualunque umano impazzisce istantaneamente al vederle. Quindi l’ambasciatore viaggia in un contenitore e il suo contatto col mondo esterno è la dottoressa Jones (Diana Muldaur). Contemporaneamente a bordo c’è anche uno dei creatori della nave, tale Larry Marvick (David Frankham), che ha un passato con la Jones e in un picco di gelosia prova ad uccidere il medusano, fallisce e porta l’Enterprise fuori dalla galassia in una zona psichedelica dello spazio. Ma lo spazio non è l’unica cosa psichedelica di questo episodio!

La visione del medusano è resa sullo schermo da giochi di luce ai limiti dell’epilessia, e per tutta la puntata il regista Ralph Senesky si diverte ad usare grandangoli come se piovessero, visioni soggettive distorte, un montaggio fantasioso e serrato, e musiche coinvolgenti a tutto spiano. Dopo tanti episodi di regia di mestiere, ovvero ben fatta ma ordinaria, finalmente ecco una prova da ricordare, una puntata che brilla nel reparto tecnico come poche volte fino ad ora.

Come detto, però, non si può dire che l’episodio sia del tutto riuscito. Alcune scene sono semi inaccettabili, come per esempio quando Kirk e McCoy sembra che non abbiano mai visto una donna e fanno insistentemente la corte alla povera dottoressa Jones a cena o quando, per distrarre la dottoressa, Kirk la porta a passeggiare nell’arboretum (a proposito, pure quest’idea vista in serie di Star Trek successive viene dalla serie originale!). Per non parlare del finale davvero poco chiaro, con gli occhiali protettivi che a volte servono, a volte no, e questa dottoressa Jones spinta sull’orlo della crisi di nervi da un incalzante Kirk preoccupato per la sorte del grande amico Spock.

Tanti, troppi elementi formano questo episodio che va dall’esplorazione del tema della solitudine a quello dell’ambizione, dall’amore perduto alla tecnobaggianata con la nave persa oltre la galassia… Ma sono tanti anche gli elementi positivi, come per esempio quando si riflette sul fatto che Kollos possa essere o troppo ripugnante per gli umani, o invece troppo bello! Insomma, La bellezza è verità? è un episodio talmente ricco che è inevitabile che non sia riuscito al 100%, ma datemi dieci episodi come questo che osano e in qualche momento falliscono rispetto a episodi come l’esordio della terza stagione col furto del cervello di Spock (Operazione cervello)! Ciao!


Episodio precedente: Sul pianeta Triacon

Episodio successivo: Lo spettro di una pistola


6 risposte a "Star Trek: TOS – S03E05, La bellezza è verità?"

  1. Episodio davvero ricco nonché illuminato dalla presenza di un’adorabile Diana Muldaur, con tanto di quel materiale a disposizione che non avrebbe affatto sfigurato nemmeno se diviso in due parti: la volontà e il coraggio di osare si vedono, e con più tempo a disposizione per approfondire il risultato sarebbe stato davvero perfetto (probabilmente Kirk e McCoy come playboy “astrali” sarebbero rimasti comunque)… specie pericolosamente affascinante quella medusana, capace di indurci a riflettere sulla nostra umana condizione e relativi pregiudizi, così come affascinante è quella zona di spazio extragalattico -forse pure extradimensionale- raggiungibile con un fattore di velocità warp fuori scala similmente a quanto succederà nell’episodio di TNG “Where No One Has Gone Before” (a ulteriore riprova di quanti siano i debiti nei confronti delle idee della TOS)… per non parlare della rete sensoriale “a gioielli” della dottoressa Jones, anticipatrice a modo proprio del futuro visore di Geordi La Forge 😉

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    1. Infatti è forse troppo pieno di cose, La bellezza è verità?, avrebbe certamente giovato di una durata doppia! Peccato che al tempo fosse un’innovazione quasi inconcepibile usata soltanto con The Menagerie che riciclava molto del pilota.
      E non mi ero mai reso conto di quanto TNG dovesse a TOS, effettivamente è tantissimo! Così come poi VOY deve tantissimo a TNG a sua volta (e quindi a TOS per la proprietà transitiva).

      La più dirompente fu senza dubbio DS9, parlando di cambi positivi (per senso di decenza non commento Discovery o Picard)!

      "Mi piace"

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