Star Trek: TOS – S03E11, Velocità luce

marswVelocità luce (Wink of an Eye) non è un episodio riuscitissimo, ammettiamolo, ma la sua idea principale è poi riapparsa rielaborata e sviluppata meglio sia in The Next Generation (nel fantastico episodio Frammenti di tempo, Timescape, della sesta stagione) che in Voyager (In un batter d’occhio, Blink of an Eye, sesta stagione). Quindi, ancora una volta, ci troviamo di fronte a qualcosa che ha avuto un’influenza notevole sulle future incarnazioni del brand, pur se non originale al 100% visto che addirittura quel geniaccio di H.G. Wells aveva scritto una storia, The New Accelerator, basata su quella stessa idea nel 1901.

E qual’è questa idea? Quella che ci siano individui che vivono in maniera accelerata, tanto che i loro movimenti e i loro suoni risultino impercettibili a Kirk e compagni. Più precisamente, Kirk confonde il suono delle voci di questi individui del pianeta Scalos con quello di un insetto (in quanto accelerato e quindi in alta frequenza). Ma cosa vogliono questi scalosiani? Essendo sterili, vogliono accelerare alcuni individui dell’Enterprise per accoppiarsi con loro e mantenere viva la propria razza. Per fare questo non esitano ad attirare navi spaziali in una vera e propria trappola, e si interessano poco del fatto che gli individui che accelerano grazie alla loro tecnologia possono sopravvivere poco in questa nuova condizione. Insomma, sono proprio malvagi!

A capo degli scalosiani ecco la regina Deela (Kathie Browne) che naturalmente ha scelto Kirk come suo compagno e lo accoglie con un appassionato bacio sulla bocca. Ma Kirk non ci sta e riesce a far sì che Spock capisca cosa sta succedendo e si acceleri lui stesso per andare a salvare il suo capitano e rimandare gli scalosiani da dove sono venuti. Ma perché ho detto sin dall’inizio che questo episodio non è riuscitissimo? Perché a ben guardare non torna assolutamente nulla. Le due differenti linee temporali sono rese tanto bene a livello di regia come male a livello di storia, visto che nel tempo in cui Spock scopre come fare a liberare Kirk, per quest’ultimo dovrebbero essere passati interi anni, non pochi minuti (in quanto già accelerato)! Ma passando sopra questo dettaglio, chiamiamolo così, ci sono parecchie cose positive in Velocità luce.

La regia di Jud Taylor, per esempio, con l’idea di girare tutte le sequenze degli individui accelerati in piano olandese (inclinando lateralmente la macchina da presa), è davvero ben pensata e ben realizzata. E anche il senso di lavoro di squadra tra Kirk e Spock, nonostante non possano effettivamente comunicare, è basato su ormai più di sessanta episodi in cui sono diventati un team affiatatissimo! E… Kirk fa all’amore! Non si vede niente naturalmente, ma vederlo che si rimette gli stivaletti mentre Deela si sistema i capelli con un letto vicino lascia poco spazio all’immaginazione. Non manca l’obbligatoria redshirt, in questo caso il povero Compton (Geoffrey Binney), che però forse ha almeno avuto il tempo di divertirsi con una scalosiana bionda di cui non conosciamo il nome.

Insomma, ci si diverte a guardare questo episodio a condizione che si spenga il cervello e non si pensi che niente di ciò che accade sullo schermo abbia un senso. Anche il fatto che venga sviluppata una cura anti-accelerante ma che poi non si pensi di somministrarla agli scalosiani che vengono lasciati liberi di continuare ad attirare vittime come se nulla fosse mi è parso un po’ strano, per dire! Ciao!


Episodio precedente: Umiliati per forza maggiore

Episodio successivo: Il diritto di sopravvivere


7 risposte a "Star Trek: TOS – S03E11, Velocità luce"

  1. In effetti, la questione della cura anti-accelerante non somministrata agli Scalosiani ha poco senso anche nell’ottica di non interferenza della Prima Direttiva, visto che ormai Kirk & Co. hanno “interferito” con loro per tutta la durata dell’episodio e sono consapevoli della minaccia che rappresentano… così come il fatto che Spock ritrovi Kirk accelerato esattamente come l’aveva lasciato presumerebbe anche la capacità di spostarsi nel tempo, non solo di viverlo in modalità avanti veloce. Insomma, un episodio molto più affascinante dal punto di vista dell’intrattenimento puro (esempio, Teela che evita la “lentissima” scarica di phaser) che non da quello logico (stesso esempio, visto che un phaser emesso alla velocità della luce avrebbe dovuto raggiungerla comunque), ma glielo possiamo perdonare 😉
    P.S. Riguardo a ” The New Accelerator”, ti segnalo questa miniserie Hallmark del 2001: https://www.wikiwand.com/it/I_mondi_infiniti_di_H.G._Wells

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  2. Mi sento di dire che questo episodio rientra anche in un altro filone, meno autorevole di Wells ma lo stesso ben sviluppato: io lo chiamo BBS, Bonazze Bionde dallo Spazio. Dagli anni Cinquanta ad oggi ci sono diverse storie con aliene in cerca di stalloni terrestri per scopi riproduttivi, e il genere ha raggiunto alti vertici con “Species” (1995). Non tutte le aliene somigliano a Natasha Henstridge, ma siamo lì 😛
    Un paio d’anni prima di Kirk anche il giovane Dennis Hopper nello spazio ha dovuto resistere alle lusinghe di una bonazza bionda, in “Queen of Blood” (1966).

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