Repo Man: recensione del film

featured-170929-repomanRepo Man (Repo Man – Il recuperatore per il mercato italiano) è un film di culto che mescola i generi più disparati: fantascienza, azione, fantasy, thriller, drammatico, commedia… Se mi chiedete di definirlo con un solo aggettivo, userei “punk”. È un film che se ne frega di tutto e tutti e porta a casa un gran risultato, anche se al tempo (1984) ovviamente fu praticamente un flop al botteghino anche e soprattutto per il poco (o nullo) sforzo distributivo dei produttori. Per scrivere il film, il regista e sceneggiatore Alex Cox prese a piene mani dalla sua esperienza come repo man, cioè uno che lavora nel recupero crediti e sottrae le macchine alle persone che hanno problemi per pagarle, ma scrisse una storia che comincia con la fantascienza/fantasy sin dall’inizio (con una Chevrolet Malibu usata come MacGuffin) mettendoci dentro umorismo, satira sociale, musica, teorie cospirazioniste… insomma, un po’ di tutto.

La trama, quindi. Il protagonista è Otto (Emilio Estevez), un punk ventunenne (correzione: diciottenne) un po’ perso con due genitori rincitrulliti da un evangelista televisivo, che viene coinvolto quasi per caso nel business dei repo man. È Bud (Harry Dean Stanton) che lo coinvolge, un personaggio molto strano che lo introduce, tra le altre cose, anche alla cocaina.

Ma mentre questa storia “ordinaria” va avanti, si capisce che il mondo di Alex Cox è abbastanza delirante: si pensi ai discorsi di Miller (Tracey Walter) o a quando Bud e Otto comprano cose in negozi costantemente derubati dagli amici di quest’ultimo. Grazie a Leila (Olivia Barash), a cui lui dà un passaggio in macchina per caso, ecco che nella vita di Otto entrano gli elementi sovrannaturali di cui sopra. Leila è convinta che esista una cospirazione che include l’arrivo di alieni, con l’esercito che vuole mettere a tacere la cosa e… è tutto vero! Mi dispiace, X-Files, sei arrivata tardi!

Non aspettatevi una trama lineare o particolarmente sensata: dentro ci sono i repo man, i punk amici di Otto, i fratelli Rodriguez (Del Zamora e Eddie Velez), Leila che poi si allea con l’agente Rogersz (Susan Barnes) dalla mano di metallo, il predicatore televisivo, un misterioso uomo lobotomizzato (Fox Harris)… E tutti si uniranno nel finale assolutamente onirico.

Il film contiene infiniti momenti da ricordare e battute memorabili, come Bud che grida “I don’t want no commies in my car. No Christians either!“, cioè “Non voglio comunisti nella mia macchina. E nemmeno cristiani!“, o come le ultime parole di Duke sulla società che crea i propri mostri smentite istantaneamente da Otto che lo zittisce senza mezze misure. Ma mentre Cox ridicolizza così un facile attacco alla società, nel frattempo spara bordate agli Stati Uniti degli anni Ottanta dove tutti sembrano felicissimi di bere da lattine con su scritto semplicemente “bevanda” e mangiare da lattine con su scritto “cibo“, il governo tortura i suoi cittadini (ma non c’è niente di personale), i poliziotti fanno la calza tutto il giorno, e pure i punk vogliono farsi una famiglia perché è quello che fanno tutti.

Come detto, il film è anche una commedia e di fatto una delle sue scene più brillanti è quando prende in giro il cospirazionismo con Leila che parla al telefono con l’autista della famosa Chevrolet Malibu a pochi metri di distanza e i due non riescono a capirsi perché lui sta usando uno scrambler per rendere irriconoscibile la propria voce senza alcuna ragione plausibile.

Insomma, Repo Man è davvero un gran film, ancora più impressionante se pensiamo che è il debutto di Alex Cox (a cui farà seguire un altro cult movie, Syd and Nancy, 1986, per poi fondamentalmente scomparire dal cinema, tranne co-firmare la sceneggiatura del capolavoro di Terry Gilliam Fear and Loathing in Las Vegas, Paura e delirio a Las Vegas nel 1998). Va menzionata la meravigliosa colonna sonora del film, inclusa la canzone che Iggy Pop scrisse su richiesta di Alex Cox in persona.

Repo Man è chiaramente un film in cui ogni dialogo è stato pensato a fondo e in cui la trama è al servizio di un acuto commentario sociale e riesce anche a divertire e a creare un certo mistero che appassiona lo spettatore. Il cast, composto interamente da quelli che si possono definire dei classici attori secondari, funziona perfettamente e Harry Dean Stanton e il giovanissimo Emilio Estevez fanno da mattatori. Insomma, una perla degli anni Ottanta che vale la pena di (ri)scoprire, ciao!


Link esterni:


10 risposte a "Repo Man: recensione del film"

  1. Non dev’essere un caso che Cox abbia colto l’occasione di co-firmare con il grande Terry Gilliam la sceneggiatura di “Paura e delirio a Las Vegas”… avrà voluto ricordare al grande pubblico che lo spirito dissacrante e “lisergico” infuso anni prima in quella piccola perla di Repo Man non l’aveva ancora abbandonato 😉
    P.S. “Paura e delirio a Las Vegas” credo sia del 1998 😉

    Piace a 1 persona

    1. Hai ragione, ho corretto il refuso! Grazie!

      Ed è un peccato che tranne queste due perle del cinema Cox non abbia fatto altre cose così rilevanti… comunque ci sono molti altri che non possono vantare nemmeno roba così nel curriculum, quindi alla fine non voglio denigrare troppo il povero Cox! :–)

      "Mi piace"

  2. Senza nessuna ombra di dubbio, il mio film preferito di Alex Cox, mi piace tutto di questo film, l’uso della Chevrolet Malibu che sembra quello che Bob Aldrich faceva della valigetta in “Un bacio e una pistola” (1955), il cibo con su scritto il nome che sembra uscito da “Essi Vivono” (1988) e poi i due protagonisti, ne vado pazzo Cox non viene citato mai abbastanza, questi film vanno pubblicizzati 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

    1. Completamente d’accordo! Sono perle da ritrovare, e queste se non le vai a cercare non le trovi di certo, dubito che Netflix e compagnia bella si mettano ad offrirle al grande pubblico (non ho Netflix né altri servizi di streaming, quindi sono pronto ad essere smentito)!

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...