Star Trek: TOS – S03E14, Il sogno di un folle

a43fed5b6b4e4eb94d2fb3639eb773ccIl sogno di un folle (Whom Gods Destroy il titolo originale, preso dalla frase erroneamente attribuita ad EuripideGli Dei rendono pazzi coloro che vogliono perdere“) è un piacevole episodio che però dimostra come le idee originali si stessero facendo sempre più rare nella terza stagione di Star Trek. La puntata è infatti quasi un remake di quella della prima stagione Trasmissione di pensiero, con Kirk che viene tenuto in ostaggio da un prigioniero di una colonia penale con manie di grandezza che poi decide di torturare il capitano su una sedia appositamente preparata per l’occasione.

Ma se è una semplice copia di qualcosa di già visto, perché l’ho definito piacevole? Probabilmente perché l’antagonista Garth di Izar (interpretato dallo sfortunato Steve Ihnat morto poco dopo aver girato questo episodio per un attacco di cuore a soli 37 anni) vale da solo il prezzo del biglietto! Lord Garth, come preferisce farsi chiamare, è teatrale, esagerato, compiaciuto e rende ogni sua scena uno spettacolo nello spettacolo.

Certo, è anche divertente esplorare i nuovi set della colonia penale del pianeta Elba II (ovvio riferimento all’isola d’Elba dove fu confinato Napoleone tra il 1814 e il 1815) e seguire le azioni dei folli lì rinchiusi, su tutti Garth e Marta (Yvonne Craig), una donna Orion dalla pelle verde che ha scoperto come evitare l’infedeltà maschile (gran battuta di Spock)!

Ma nonostante l’episodio si faccia guardare più che volentieri, non si può non notare una certa sensazione di ripetitività. Ancora una volta Kirk è alla mercé di qualcuno, ancora una volta bacia la bella di turno, ancora una volta si dimostra il più scaltro (qui con una parola d’ordine accordata con Scott lasciato al comando dell’Enterprise).

Certo, non mancano dei risvolti sorprendenti come la cura del folle invece della sua uccisione alla fine, e come detto l’episodio è assolutamente piacevole da vedere! Solo che una volta finito mi sono chiesto se fosse stato giusto o meno cancellare la serie prima della quarta stagione e… chissà! Ma non voglio essere troppo cinico: con un ragionamento del genere, per esempio, Star Trek: Voyager non sarebbe giunta alle sue stagioni migliori!

Per concludere sull’episodio, è divertente vedere una scena che in qualche modo ne anticipa una di Star Trek VI: The Undiscovered Country (Rotta verso l’ignoto, 1991): quella in cui ci sono due Kirk, l’originale e un alieno che ne ha copiato le sembianze. Qui però sta a Spock capire quale sia il suo grande amico e quale l’impostore, cosa che naturalmente il mezzo vulcaniano fa senza (troppi) problemi. Legato a questo c’è anche il tentativo di inganno di Garth che assume le sembianze proprio di Spock per tentare di aggirare il problema della parola d’ordine con Scott ma, naturalmente, Kirk è troppo furbo per farsi fregare così. Ciao!


Episodio precedente: Elena di Troia

Episodio successivo: Sia questa l’ultima battaglia


14 risposte a "Star Trek: TOS – S03E14, Il sogno di un folle"

  1. Secondo Nichelle Nichols Star Trek all’epoca aveva ormai raggiunto la parabola discendente, non attribuendo colpe al famigerato Fred Freiberger per questo… va detto che lei ebbe la fortuna di non venire a conoscenza di un altro successivo e spiacevole caposaldo della “filosofia” televisiva freibergeriana: la cancellazione di personaggi (anche se principali) non ritenuti più interessanti per il pubblico, senza peraltro fornire a quest’ultimo uno straccio di spiegazione sulla loro scomparsa, come successe fra gli altri al geniale prof. Victor Bergman interpretato dal compianto Barry Morse in Spazio 1999, tolto di mezzo perché non adatto (troppo riflessivo e quindi noioso, nell’ottica del caro Fred?) al mercato USA al quale era indirizzata la seconda stagione della serie.
    Comunque, tornando a noi, un buon episodio la cui ripetitività in fatto di tematiche (arricchite qui dal bonus della trasmutazione molecolare) viene ampiamente riscattata dalla superba performance di Steve Ihnat nei panni del folle capitano Garth di Izar (per esteso, capitano Kelvar Leonard Garth), mito del giovane cadetto Kirk all’Accademia di Starfleet. Purtroppo il povero Steve è morto troppo presto per rendersi conto di quanto il suo personaggio abbia lasciato un segno fra i fan, compresi quelli con mezzi adeguati per realizzare cosette come quella che ti linko sotto…
    https://axanar.com/

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    1. Che spettacolo Axanar, e che signor cast! Hanno chiamato attori di altre mitiche serie sf!!!
      Se gli americani non gradivano il mitico dottor Bergman, non si meritavano “Spazio 1999”!
      A proposito, ma Freiberger è arrivato a gestire anche “Andromeda”? L’ho finita tutta e la gestione dei personaggi è un zinzinino schizofrenica! La mia sensazione è che il cast si presentava ogni giorno sul set per scoprire se i propri personaggi quel giorno erano in puntata o se avevano dato l’addio per sempre (per motivi di solito stupidi), solo per tornare il giorno dopo e dare l’addio il giorno successivo 😀

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      1. Sì, c’è da credere che con il cast di “Andromeda” le cose siano andate più o meno così 😛
        E no, Freiberger almeno stavolta non c’entra niente 😉 , visto che ormai era da anni che si teneva lontano dalla televisione, pur presenziando alle convention per difendere le scelte fatte e venire così fischiato dai fan (vedi appunto quelli di Spazio 1999: non gli era evidentemente mai passato per la testa quanto il fandom USA potesse essersi affezionato a quei Victor Bergman, David Kano e Paul Morrow che lui aveva cancellato con un colpo di spugna)…
        P.S. Grandissimo Axanar 🙂 👍

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    2. Visto il Prelude! Tanta roba! E che cast!!!

      Ammetto che la fan fiction di Star Trek, il poco che ho visto, di solito non mi convinceva per il ritmo, per la mancanza di una regia forte, diciamo. In questo il formato documentaristico è perfetto, lo fa funzionare alla grandissima! E che bravi anche i creatori degli effetti, davvero notevoli…

      Grazie per questa chicca!

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  2. Mi immagino il contratto firmato da Shatner: “Un bacio mollicone ad ogni puntata, un clone ad ogni stagione, un minimo di tre prese in ostaggio ogni anno e maglietta strappata con petto in mostra almeno ogni due puntate” 😀
    P.S.
    Ho visto recentemente un paio di puntate di TNG in cui si facevano mille problemi sulla Prima Direttiva, per carità, non possiamo intervenire, non sia mai, e poi giù a fare cose che manco Kirk avrebbe osato. Forse c’è una Seconda Direttiva che recita “La Prima Direttiva non conta una mazza” 😛

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    1. Già da giovane Shatner era un tantino arrogante, dici? X–D

      Povera TNG, già c’erano i paletti messi da Roddenberry, se non avessero potuto nemmeno violare la Prima Direttiva non ci sarebbero state storie da raccontare! X–D

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