Star Trek: TOS – S03E16, Il marchio di Gideon

tos-s3e16-56Il marchio di Gideon (The Mark of Gideon) è un episodio che tratta di un tema attuale, la sovrappopolazione, ma purtroppo lo fa in maniera confusa e non ha la forza di trasmettere un messaggio serio sulla cosa. Soffre anche di problemi di ritmo, qui davvero soporifero, e di inconsistenze varie che rendono la trama difficile da seguire. E parliamone di questa trama.

L’Enterprise va in missione diplomatica sul pianeta Gideon, che ancora non fa parte della Federazione. Al solo capitano Kirk è permesso scendere sulla superficie per condurre le trattative, ma qualcosa va storto: Spock lo teletrasporta, ma il diplomatico Hodin (David Hurst) sostiene che non vi sia traccia di Kirk sul pianeta. E mentre Spock comincia un duello a parole proprio con Hodin (facendo anche dei commenti non lusinghieri su burocrati e diplomatici: curioso che nel futuro diventerà egli stesso un ambasciatore), Kirk si trova in una replica dell’Enterprise con la bella Odona (Sharon Acker) con cui naturalmente comincia una storia d’amore.

Ora… l’episodio gioca tutto sul mistero di cosa stia succedendo, mistero che è effettivamente intrigante. Però tutto crolla quando la spiegazione del mistero stesso è talmente raffazzonata che l’intera storia risulta priva di senso. In pratica Gideon soffre di un problema di sovrappopolazione perché nessuno muore più (è comico vedere come gli abitanti non riescano nemmeno a muoversi perché pressati gli uni con gli altri) e Hodin ha fatto costruire una replica dell’Enterprise per far infettare sua figlia Odona con un virus portato da Kirk (che virus, poi?) nella speranza che poi lei infetti la popolazione causando la morte di gran parte di essa.

Kirk naturalmente chiede spiegazioni su come la sit sia degenerata parlando di metodi contraccettivi e controlli delle nascite, ma Hodin è irremovibile: su Gideon amano tanto la vita che quei metodi sono inaccettabili. Ma, dico io, invece una morte per un contagio planetario lo è? Non sarebbe allora meglio giustiziare la gente arrivata ad una certa età (come per esempio con l’eutanasia ai 60 anni di età usata da Asimov nel suo Paria dei cieli, romanzo del 1950)? E davvero un’infezione globale è vista meglio dell’uso di metodi contraccettivi? E poi se sono in grado di ricostruire l’Enterprise, perché semplicemente non si mettono a colonizzare altri pianeti per ridurre la densità di popolazione su Gideon?

Insomma, per farla breve, la trama non regge, le idee sono confuse, e il messaggio finale è… insensato. Peccato, perché si nota come il trittico Kirk, Spock e McCoy sia un macchinario talmente ben oliato che con buone storie a disposizione potrebbero fare grandi cose (di cui la serie classica è costellata), ma stavolta il meccanismo ha fatto proprio cilecca. Ciao!


Episodio precedente: Sia questa l’ultima battaglia

Episodio successivo: Un pianeta ostile


7 risposte a "Star Trek: TOS – S03E16, Il marchio di Gideon"

    1. È un romanzo a sé stante, quindi non è male come punto di partenza. Però è anche il suo primo (quasi) e successivamente ha scritto di meglio!

      Diciamo che per avvicinarti all’autore non è male, così come potresti leggere dei racconti suoi che sono sempre ben scritti.

      E poi una volta convinto che merita puoi finalmente leggere il meraviglioso ciclo della Fondazione! :–)

      "Mi piace"

  1. No, decisamente un altro episodio non memorabile e in particolare per il modo confuso in cui gioca le proprie carte, là dove il tema della sovrappopolazione (con relative proposte per porvi rimedio) sarebbe stato decisamente un’ottima carta, se affrontato diversamente. Tra le altre cose, come hai notato, viene pure sprecata in tal senso l’alternativa resa possibile da una tecnologia avanzata: se puoi costruire copie funzionanti di navi stellari, allora puoi anche raggiungere nuovi pianeti per stabilirvi la tua gente… ammetto che l’idea di una copia esatta dell’Enterprise, unita a brevi e inquietanti apparizioni di una folla di individui che osservano una loro privilegiata simile (dove i privilegi stanno nell’avere spazio e privacy a disposizione), ha un suo fascino, ma da sola non è sufficiente a reggere un intero episodio.
    L’ambiente/copia perfetta poi mi ricorda anche un esempio simile -ma meglio sviluppato- appartenente alla prima stagione di Spazio 1999 (“The missing link/Gli amanti dello spazio”, con il grande Peter Cushing)…
    P.S. A proposito di Star Trek e Spazio 1999, qualche anno fa qualcuno pensò di organizzare un piccolo incontro 😉

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...