La tag di Lovecraft

Partecipo volentieri a questa ennesima tag, cortesia di Austin Dove de L’angolo di Tony (che ha aggiunto una R al nome dell’amato autore horror e creatore tra le altre cose del mitico Cthulhu)!

tag lovercraft

Regole:

  1. Ringrazia sempre il blog che ti ha nominato!
  2. Posta la foto in alto come immagine del post.
  3. Rispondi alle domande spiegando anche il motivo.
  4. Nomina sempre cinque blogger.
  5. Divertiti.

Quindi, dimmi…

1. Dagon: un’opera sugli orrori dell’oceano. 

Non posso non menzionare qui un film del mio amato James Cameron: The Abyss (1989), dove in realtà l’orrore più grande in fondo all’oceano altro non è che l’uomo stesso (impersonato nello specifico niente meno che da Micheal Biehn).

2. Il colore dello spazio: un’opera sulla profanazione della sicurezza familiare.

Penso che nessuno sia riuscito a fare qualcosa di più terrorizzante di Funny Games (1997) di Michael Haneke (qui la mia recensione del suo remake statunitense del 2007).

3. Dentro al sepolcro: un’opera sul contrappasso.

Qui vado sul leggero: conta Groundhog Day (Ricomincio da capo, 1993) di Harold Ramis? What if there is no tomorrow? 

4. Herbert Weist: un’opera sull’arroganza della scienza.

The Fly (La mosca, 1983) di David Cronenberg (remake del film del 1958 di Kurt Neumann) è un bell’esempio di film che prova a mettere in guardia l’uomo su cosa si possa ottenere con la scienza…

5. La musica di Erich Zann: un’opera la cui musica è in grado di esaltare le tue emozioni.

La colonna sonora di Halloween di John Carpenter del 1978 è potentissima, indimenticabile, e dà una forza incredibile al film. Mi esalta, e posso dire che esalta le mie emozioni guardando il film! I realized what was living behind that boy’s eyes was purely and simply… evil. 

6. Aria fredda: un’opera sulla prigionia dell’immortalità.

Bram Stoker’s Dracula (Dracula di Bram Stoker, 1992) di Francis Ford Coppola trasmette bene tutte le sensazioni legate a tale prigionia. I crossed oceans of time to find you…

7. I ratti nei muri: un’opera sull’insanità mentale.

Senza ombra di dubbio: In the Mouth of Madness (Il seme della follia, 1994) di John Carpenter. Il film comincia e finisce in un manicomio, per dirne una. Every species can smell its own extinction. 

8. Il modello di Pickman: un’opera sull’orrore accettabile in nome dell’arte.

L’episodio di Due occhi diabolici (1990) diretto da Dario Argento verte su quanto sia disposto a fare il protagonista (interpretato da Harvey Keitel) per riuscire ad avere successo con la sua arte (è fotografo).

9. Il dominatore delle tenebre: un’opera sulla paura del buio.

Il film di Jaume Balagueró intitolato Darkness (2003) ha un finale raggelante sulla forza del buio e su quanto questa paura ancestrale che abbiamo di esso possa avere delle forti motivazioni!

10. Nyarlathotep: un’opera sulla vita di un profeta.

Anche qui scelgo di andare sul cuor leggero: Monty Pyton’s Life of Brian (Brian di Nazareth, 1979). Brian era un profeta, giusto? O almeno lo considerarono tale, purtroppo per lui! Always look at the bright side of life!

11. Storia del Necronomicon: un’opera sulla ricerca di un pezzo d’arte.

Torna il Maestro: l’episodio Cigarette Burns (2005) della prima stagione di Masters of Horror diretto da John Carpenter ha atmosfere molto lovecraftiane e la storia è proprio la ricerca di una pellicola rarissima…

12. L’orrore di Dunwich: un’opera su strani culti.

Il primo film che mi viene in mente è lo splendido The Wicker Man di Robin Hardy del 1973 (e non il suo remake con Nicolas Cage).

13. La cosa sulla soglia: un’opera sulle violenze domestiche.

La regista Icíar Bollaín ha fatto un film sublime su questo scomodo argomento: Te doy mis ojos (2003).

14. L’ombra di Innsmouth: un’opera sulla decadenza di una città.

Escape from New York (1997: Fuga da New York, 1981) di (devo scriverlo?) John Carpenter. Da menzionare anche il seguito del 1996, Escape from Los Angeles (Fuga da Los Angeles). I heard you were dead…

15. Il richiamo di Cthulhu: un’opera su un mistero da risolvere.

Memento (2000) di Christopher Nolan rimane per me uno dei suoi film migliori e fino all’ultimo riesce ad essere misterioso ed avvincente.

16. Temi di Lovecraft: un’opera la cui trama ruota attorno a un pozzo.

A Perfect Day (2015) di Fernando León de Aranoa è un gran bel film su degli operatori di una Ong nella ex-Jugoslavia traumatizzata dalla guerra. E tutto ruota intorno a un pozzo.

17. Temi di Lovecraft: un’opera la cui trama ruota attorno alle stelle.

Nel 2018 è uscito Mandy di Panos Cosmatos: magari la trama non ruota intorno alle stelle, ma di stelle se ne vedono parecchie e sicuramente piacerebbe a Lovecraft!

18. Temi di Lovecraft: un’opera la cui trama ruota attorno al razzismo.

Uno degli ultimi che ho visto è lo splendido BlacKkKlansman (2018) di Spike Lee. Un bel pugno allo stomaco agli Stati Uniti di Donald Trump!

19. Temi di Lovecraft: un’opera la cui trama ruota attorno alla solitudine.

Broken Flowers (2005) del mio amato Jim Jarmusch esplora il tema della solitudine in modo decisamente riuscito, col povero Bill Murray che comincia il film solo e alla fine è ancora più solo di prima.

20. L’impronta di Lovecraft: un’opera ispirata allo stile e alle opere di Lovecraft.

Non posso finire questo post senza nominare Re-Animator (1985) di Stuart Gordon. Gran film, col mitico Jeffrey Combs come protagonista, e tratto proprio dal nostro amato Lovecraft.

E ora devo nominare altri cinque blogger? Ho visto che Nick di Matavitatau ha già dato. Lo stesso vale per Chiccoconti di Cose preziose (e Vincenzo de L’ultimo spettacolo pure, nei commenti al post). Quindi… sparo cinque nomi, ma tutti si sentano invitati a partecipare!

Ciao!


22 risposte a "La tag di Lovecraft"

  1. Già che inizi un pezzo citando il Michael Biehn di “The Abyss”, vinci tutto a mani basse: chiudere il pezzo citando il Combs di “Re-Animator” significa chiudere col botto ^_^
    Bella iniziativa e grazie per la citazione. Visto che il 20 agosto prossimo il nostro HPL compirà 130 anni, visto che per quel giorno ci sarà un’esplosione nella blogosfera dedicata ai film tratti dalle sue opere, visto che io invece – che ho fatto voto di vastità – dedicherò l’intero agosto a blog unificati a raccontare film, fumetti, libri e via dicendo che affrontino tematiche lovecraftiane, detto tutto ciò… risponderò alla tag dal 1° agosto 😉

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    1. Sapevo che questo poteva intrigarti! A maggior ragione vista la ricorrenza di agosto riguardande proprio il nostro amato H.P. (non Harry Potter)! :–)

      E credo che condividiamo una certa passione per questi attori iconici che non sono esattamente i più popolari ma che hanno interpretato ruoli fondamentali per la (nostra) storia del cinema! :–D

      Piace a 1 persona

      1. Uh, non avevo pensato a Lovecraft in musica: mica male!
        Già che ci sono, chiedo scusa a Simon per l’OT ma sarei interessato al panorama punk della metà degli anni Ottanta, da cui arrivano i brani che fanno la colonna sonora de “Il ritorno dei morti viventi” (1985). Se hai qualcosa da dire sull’argomento potrei infilarti nel mio specialone sul film, a puntate ogni venerdì sul Zinefilo 😉

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  2. Ti ringrazio tantissimo per la nomina, ma in questo periodo sono in vacanza, faccio già fatica a postare ogni tanto qualche pezzo sul blog, giusto perché non voglio chiudere del tutto… Non ce la faccio proprio a rispondere alla tag!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie! Il merito va a Austin Dove… Comunque Lovecraft merita davvero! Ha scritto moltissimi racconti memorabili e ha creato un vero e proprio universo narrativo a suo modo paragonabile a quello di J.R.R. Tolkien, per dirne uno!

      Piace a 1 persona

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