Star Trek: TOS – S03E23, Un tuffo nel passato

picture-271Un tuffo nel passato (dal ben più evocativo All Our Yesterdays, Tutti i nostri ieri, preso da un dialogo del Macbeth di Shakespeare), penultimo episodio della terza ed ultima stagione della serie classica, è senza dubbio uno dei migliori episodi dell’intera serie. Si basa su un’idea intrigante, la sviluppa in maniera perfetta, ha un ritmo indiavolato, fa un uso intelligente di svariate scenografie nuove, ha un finale tesissimo, e sfrutta alla grande i tre protagonisti della serie Kirk, Spock e McCoy! Ci voleva davvero, visto che ultimamente la qualità media degli episodi era scesa in maniera notevole!

Ecco la trama, anche se il consiglio è di recuperare questo episodio che è davvero una perla della serie classica di Star Trek. L’Enterprise arriva su un pianeta orbitante intorno ad una stella che sta per diventare una nova per scoprire che cosa sia successo alla popolazione. I sensori non indicano alcun segno di vita, solo una fonte di energia in un edificio che il suddetto trio scopre essere una specie di biblioteca, una volta che si teletrasporta lì. Qualcuno vivo però c’è: è Atoz (Ian Wolfe, un attore con molta esperienza sulle spalle che avevo già visto in Rebel Without a Cause, Gioventù bruciata, 1955), il responsabile della biblioteca che si fa aiutare da vari suoi cloni. Potrà sembrare un dettaglio privo di importanza, ma questa idea dà un sacco di dinamismo alle scene nella biblioteca!

Solo che non è proprio una biblioteca: è il luogo dove si sono rifugiati tutti gli abitanti del pianeta. Come? Essendo la biblioteca in realtà un archivo del passato del pianeta, tutti sono semplicemente andati indietro nel tempo, ognuno nella propria epoca preferita. Il problema è che Kirk, Spock e McCoy lo capiscono nel peggiore dei modi, cioè finendo nel passato loro stessi in due epoche diverse. Il primo capita in una specie di Medio Evo, e gli altri due nel bel mezzo di un’era glaciale.

Non solo i nostri eroi dovranno tornare in fretta al presente (il pianeta sta per essere disintegrato), ma dovranno pure ritrovarsi tra loro! Nel frattempo Spock e McCoy faranno anche conoscenza con la bella, e naturalmente poco vestita nonostante la glaciazione in corso, Zarabeth (Marlette Hartley), e Kirk invece dovrà confrontarsi con un infido uomo di legge interpretato da Kermit Murdock.

Come detto, questo è un episodio da incorniciare. Rende benissimo il senso di urgenza dovuto al conto alla rovescia prima dell’esplosione della stella, un conto alla rovescia che pur essendo uno dei tanti cliché dell’universo di Star Trek qui non sembra forzato. E poi c’è tensione dall’inizio alla fine sia con Kirk che deve uscire di prigione che con McCoy e uno Spock che regredisce ad uno stato più primitivo ed emotivo che devono trovare qualcosa che li unisca e li faccia collaborare dopo che il mezzo vulcaniano perde la testa per la bella Zarabeth.

Questo è uno dei pochi episodi dell’intera serie il cui ritmo non ha niente da invidiare alle incarnazioni più recenti di Star Trek. Davvero non ci si ferma per un attimo, non ci sono riempitivi, l’idea di base è ingegnosa (forse viene da una fonte precedente? Non so!)… insomma, sono stato piacevolmente sorpreso dal trovare una perla così giusto ad un passo dalla fine dell’intera serie. D’altro canto, fa un po’ di tristezza che una serie con un potenziale così alto e qui dimostrato a pieno sia stata cancellata di lì a poco. Meno male sono arrivate, pur se decenni dopo, The Next Generation, Deep Space Nine e compagnia bella! Ciao!

PS: il nome del bibliotecario è Atoz, ovvero A to Z, Dalla A alla Z, un simpatico gioco di parole!


Episodio precedente: Sfida all’ultimo sangue

Episodio successivo: L’inversione di rotta


3 risposte a "Star Trek: TOS – S03E23, Un tuffo nel passato"

  1. Episodio di alto livello, invecchiato benissimo e con l’ulteriore pregio di non indulgere ad un facile lieto fine (come può chiamarsi vita quella che aspetta Zarabeth, dopo che Spock e McCoy saranno ritornati al loro presente?)… Condivido pienamente quel po’ di tristezza per la cancellazione di una serie che avrebbe avuto ancora tanto da dire, ma consoliamoci pensando che questa fine prematura ha di fatto segnato l’inizio di un mito cresciuto nel tempo, tanto da riportare poi Star Trek alla ribalta su piccolo e grande schermo (per non parlare dell’universo espanso) 😉

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    1. Povera Zarabeth! Mi è piaciuto anche il dettaglio che ere come la sua fossero usate come prigioni, mentre periodi più piacevoli fossero scelti spontaneamente dalle persone. Insomma, grande storia per davvero! :–)

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