Predator 2: recensione del film

Dopo il grande successo di Predator (1987), potevano i produttori non cogliere la palla al balzo e far diventare il tutto una vera e propria saga? La palla la presero, però tutto finì praticamente subito perché Predator 2 diretto da Stephen Hopkins nel 1990 fu un flop al botteghino e spense il franchise per un bel po’ di anni. Eppure le carte in regola per fare bene questo film ce le aveva tutte, a partire da un cast che vantava Danny Glover, Bill Paxton e Gary Busey.

La trama è la seguente. La Los Angeles del 1997 è zona di guerra tra bande di narcotrafficanti colombiani e giamaicani (che per qualche ragione sono devoti del vodoo che in realtà viene da Haiti). D’altronde a New York era andata peggio… ma torniamo a Predator 2! La prima scena del film è guerriglia urbana in cui i poliziotti muoiono come mosche e solo l’arrivo di Mike Harrigan (Danny Glover) riesce ad impedire che la mattanza vada avanti. In un’azione kamikaze, il nostro tenente ferma da solo la sparatoria in strada uccidendo quattro malviventi armati di mitra e poi entra (con i fedelissimi Danny e Leona, interpretati da Rubén Blades e Maria Conchita Alonso) in un edificio dove si sono barricati altri criminali armati fino ai denti. Solo che una volta dentro qualcun’altro ha fatto il lavoro sporco uccidendo tutti con armi bianche. Un Predator, naturalmente, ma questo i nostri eroi non possono saperlo…

Alla centrale Harrigan viene redarguito dai suoi superiori (Kent McCord e Robert Davi) perché l’operazione doveva essere lasciata ai federali comandati da Peter Keyes (Gary Busey). Solo che le strane morti tra i narcotrafficanti continuano e Keyes non è esattamente chi dice di essere… Caparbiamente, e soprattutto dopo la morte del suo compagno Danny, Harrigan continua con le indagini (affiancato anche dal logorroico Jerry magnificamente interpretato da Bill Paxton) fino ad un inevitabile scontro finale con il Predator

Che dire di questo film? Come detto, le carte in regola per fare bene c’erano tutte: certo, il regista non era eccezionale, ma agli effetti speciali c’era Stan Winston, uno dei migliori nel suo campo! Gli sceneggiatori, poi, erano Jim e John Thomas, gli stessi del primo film. E il cast era di buon livello, c’era pure una rimpatriata di gente di Lethal Weapon (Arma letale, 1987): Glover, Busey e pure Steve Kahan! Però purtroppo il risultato non è quella bomba che era del tutto lecito aspettarsi. Secondo me il vero punto debole è proprio la sceneggiatura che risulta molto spesso forzata e va avanti a fatica dimenticandosi anche di sviluppare a dovere alcuni punti fondamentali. Inoltre il film è talmente derivativo che a volte sembra di star guardando qualcos’altro…

Per esempio, la morte di Danny. È un evento chiave per motivare Harrigan a continuare con le indagini nonostante il volere dei suoi superiori e di Keyes e i suoi scagnozzi. Eppure quasi non c’è un momento in cui Harrigan parla della cosa, in cui gli viene data la notizia! Qui valeva la pena fermarsi un attimo, farlo riflettere, e magari cambiare il suo atteggiamento dopo l’azzeccatissima scena al cimitero in cui il Predator mostra a Harrigan il braccialetto di Danny!

Un altro errore secondo me non da poco riguarda Keyes e compagni: arrivano dall’esercito, sono dei tipi tosti che non guardano in faccia a nessuno. Almeno fino alla mezz’ora finale in cui per ragioni inspiegabili diventano amiconi di Harrigan, gli spiegano quello che stanno facendo, e gli permettono pure di fare quel che vuole nonostante siano in superiorità numerica. Capisco che si volesse fare un remake della scena di Aliens (Aliens – Scontro finale, 1986) in cui Ripley prende il comando durante il massacro dei marine guidati da Apone nel nido degli Alien, ma qui risulta tutto forzato e non credibile date le informazioni che avevamo fino a quel punto su quei personaggi!

Più in generale, i personaggi sono un altro punto debole del film. Se nel primo film McTiernan ce li faceva conoscere non facendo apparire il Predator se non a metà film, qui il Predator c’è da subito e non c’è tempo di conoscere i protagonisti. Certo, Harrigan è il classico poliziotto che se ne frega delle regole e va dritto al sodo, nulla di così sofisticato (anche se fa un po’ strano che sia Danny Glover che tre anni prima in Arma letale era too old for this shit, troppo vecchio per queste stronzate), e Jerry lo capiamo grazie al carisma e alla parlantina di Bill Paxton… ma Leona incinta? E Danny? E le avventure amorose dello stesso Jerry? Ci sono pochissime scene per approfondire un po’ questi personaggi che risultano troppo abbozzati per suscitare interesse.

Cos’altro ho trovato di derivativo? Uno dei componenti della squadra di Keyes ammira la creatura, proprio come l’androide Ash ammirava lo xenomorph in Alien (1979). Keyes che urla “Guess who’s back!” riprendendo idealmente l'”I’ll be back” del Terminator in The Terminator (Terminator, 1984). Leona che somiglia davvero parecchio alla Vasquez di Aliens. E via così…

Per concludere, Predator 2 è un film alla fine piacevole da vedere, a tratti un po’ confusionario, ma giustamente pieno di violenza e sangue come non potrebbe essere altrimenti in un film con un Predator dentro (tra l’altro lui ha un sacco di armi nuove una più bella dell’altra). E come dimenticare il primo cross-over cinematografico tra gli universi di Alien e Predator che qui si concretizza col teschio dello xenomorph presente tra i trofei di caccia nell’astronave in cui si intrufola Harrigan? L’idea di combinare i due franchise viene da dei fumetti Dark Horse del 1989, e questo fu il modo che Hopkins usò per omaggiare proprio quell’idea. Ciao!


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19 risposte a "Predator 2: recensione del film"

  1. E’ stato un grande insuccesso che ha praticamente ucciso il Predator al cinema, ma per fortuna c’erano le splendide storie a fumetti (e poi romanzate) a tenerlo vivo tra i fan.
    “Predator 2” è il palese plagio di un fumetto di Mark Verheiden, e non è un’illazione visto che lo dice l’autore stesso, che ricevette una telefonata di complimenti per la sua opera dal potente produttore Joel Silver, lo stesso che prese il fumetto e lo adattò male al cinema, perdendosi per strada parecchi fili narrativi. Verheiden voleva entrare nel mondo della produzione cinematografica quindi è stato al gioco.
    Hopkins è un bravissimo regista, ma qui non aveva alcun potere sulla storia e poteva limitarsi a girare le splendide scene d’azione che sono il suo forte: il montaggio serrato della guerra nelle strade che apre il film lo considero ancora uno dei migliori prodotti dell’epoca, per non parlare del massacro in metropolitana. (La scena nel fumetto originale era piena di satira sociale ma nel film è stata trasformata in scena horror.)
    All’uscito di quell’enorme sbaglio che è “The Predator” (2018), autori licenziatari hanno iniziato a costruire una mythology intorno a Keyes (il cui figlio vediamo nel disgraziato film di Black, interpretato dal figlio di Busey) e i suoi uomini, che in recenti romanzi e videogiochi portano avanti il Progetto Stargazer che prevede la cattura di un Predator e lo sfruttamento della sua tecnologia. L’ultimo romanzo originale di Predator uscito uscito, “Stalking Shadow”, inizia proprio dal finale di “Predator 2”, con protagonista il braccio destro di Keyes raggiunto… da Dutch in persona!.

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    1. Sapevo che questo avrebbe stuzzicato il tuo appetito! :–)

      Sono certo che l’universo Predator (& Alien) sia stato sviluppato in modo molto più degno in altri media, e non tanto per questo povero Predator 2 che alla fine si lascia guardare anche volentieri, ma per tutta l’immondizia arrivata dopo e che tocca l’apice con AVP (e mi sono risparmiato l’ultimo, The Predator, che non c’è un’anima al mondo che ne abbia parlato bene)!

      Tornando a Predator 2, di satira sociale ne ho vista poca, magari avrebbe elevato un po’ la qualità del film se fosse stata mantenuta quella del fumetto di Verheiden che hai citato!

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      1. Malgrado nei film se lo siano dimenticato, il Predator aggredisce solo vittime armate: per il suo codice sarebbe inutile ed addirittura umiliante uccidere una preda disarmata. (Ah, se i cacciatori umani avessero quel codice!) Quindi Verheiden l’ha fatto sbarcare a New York: vallo a trovare un newyorkese che non giri armato!
        La Los Angeles del film è simile, e la scena in metropolitana era la versione opposta alla solita in scena nei film (tipo “Il giustiziere della notte”): il cattivo entra e sono tutti indifesi. Nella L.A. del futuro (che è ovviamente quella del presente) tutti sono armati, ignari del fatto che così facendo sono tutti condannati.

        Nella recensione ti stupiva la familiarità di Keynes con il protagonista, e quello è uno dei punti “copiati male”. Nel fumetto il protagonista è il fratello del Dutch del primo film, che da tempo indaga per sapere che fine abbia fatto il fratello dopo la missione in centro America, quindi il generale (che nel film diventa Keynes) conosce benissimo il protagonista e cerca di dissuaderlo dalle indagini (ma in realtà è contento che attiri il Predator così da catturarlo): tutti particolari persi nel film, sistemati alla bell’e peggio.
        Identico discorso per AVP, che Paul Anderson va in giro a dire di aver scritto lui ma è un altro plagio fatto male: ha preso il meglio del fumetto omonimo del 1990 e l’ha scritto in peggio, visto che Anderson è storicamente incapace di scrivere una sceneggiatura decente.
        Non so perché non piaccia AVP, visto che è il prodotto migliore dell’universo alieno al cinema del Duemila: basta vedere i film che l’hanno seguito per capire che al peggio non c’è mai fine 😀

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      2. La scena della metropolitana è bella in effetti, e il fatto che cittadini cosiddetti inermi siano armati è effettivamente divertente. :–)

        La cosa del fratello di Dutch l’avevo letta documentandomi sul film ma così, fuori contesto, non è che avesse molto senso. Come la riporti te dal fumetto ha molto più un senso, però se gli sceneggiatori non c’hanno messo molto impegno a costruire una storia e un’ambientazione (eppure sono gli stessi del primo film!) io spettatore ignaro mi sento un po’ perso…

        (sui cacciatori non posso che darti ragione, ma d’altronde stiamo parlando di qualcosa che viene definita sport da alcune menti malate, cioè quelli che la praticano. Cosa vogliamo aspettarci?)

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    1. Io la voglia di riguardarlo ce l’ho, a dire la verità, perché ci sono tante scene belle, i Predator sono spettacolari, Glover è sempre fenomenale… però i suoi difetti ce li ha tutti, è innegabile!

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    1. Effettivamente mise una pietra tombale sul franchise! Non si meritava tutto questo odio, però non si può certo definire un film riuscito, purtroppo. Ma capisco lo status di cult che ha per molti! :–)

      Grazie mille!

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      1. Me compreso, ovviamente! E posseggo pure l’adattamento a fumetti: collezionismo puro, in questo caso, dato che i disegni tutto sono fuorché memorabili al contrario di quelli dello splendido fumetto di Verheiden (di cui ha parlato autorevolmente Lucio nei commenti sopra), da cui il film di Hopkins pesca a piene mani e NON nel migliore dei modi.
        Del resto, Hopkins è un grande appassionato di comics… già all’epoca di Predator 2, ne vantava una personale collezione di oltre un paio di decine di migliaia 😉

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  2. A me è sempre piaciuto, un po’ perché avendolo visto da “piccolo” come uno dei primi film violenti/horror ha mantenuto per me un fascino notevole. L’ambientazione urbana è una trovata molto bella, e se i comprimari (protagonista incluso) non sono certo memorabili, lo è la creatura, che non fa rimpiangere il primo avversario di Schwarzy. Adesso saranno secoli che non lo vedo, ma credo che mi ci divertirei ancora!

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    1. L’ambientazione è bella, ci sono tante scene ben girate, e secondo me è divertente da vedere. Fa un po’ dispiacere notare la grande occasione mancata con una sceneggiatura che proprio non è all’altezza. I Predator, per dire, sono veramente spettacolari!

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  3. Personalmente non l’ho mai trovato un film brutto come dicono in tanti. Però è innegabile che aveva numerosi difetti a livello di sceneggiatura, difetti che hai sottolineato molto bene. Però almeno la regia non era così male, il protagonista riusciva a colpire per il suo carisma e gli effetti speciali erano ottimi. Non era un film malvagio, il problema in questi casi risiede molto spesso nelle sceneggiature.

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    1. Ma infatti hai ragione, non è un film brutto, i film brutti sono altri! È però riuscito a metà, purtroppo! Tutti gli elementi che hai menzionato sono eccezionali, effettivamente!

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  4. “Uno dei componenti della squadra di Keyes ammira la creatura, proprio come l’androide Ash ammirava lo xenomorph in Alien (1979)”
    Più che altro è una costante del cinema di fantascienza , a partire dal preistorico ” la cosa di un altro Mondo” di Howard Haws (1951)
    Perché il film ha floppato ?
    Io c’ero all’ epoca e posso dirlo: mancava Shwarzenegger!
    I fan si sentivano delusi e traditi da questa cosa, ma probabilmente i produttori pensavano che la gente andasse al cinema per il mostro, non per chi lo affrontava .
    E mettere un nero come protagonista non credo abbia aiutato , sopratutto in USA dove negli stati del sud è cosa non molto gradita ( parliamo sempre di 30 anni fa )
    Infatti i film action con protagonisti solo gente di colore ( senza un co- protagonista bianco) sono stati tutti flop al cinema , almeno negli anni 80-90 .
    E diciamoci pure che Glover non era abbastanza carismatico e famoso da attirare da solo folle di gente al cinema .
    Insomma, gli ingredienti per fare flop c’erano tutti e così è stato.

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    1. Eh si, il protagonista afroamericano è garanzia di flop negli USA da sempre, purtroppo (salvo fenomeni da social di ora tipo Black Panther). In effetti si nota una cura pazzesca dei Predator, si vede che ci puntavano, ma purtroppo la produzione non fu premiata pur con buoni attori (secondari) presi da Lethal Weapon…

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