The X-Files – S01E20, Morte nell’oscurità

Morte nell’oscurità (è questo l’orrido italiano derivato dall’originale Darkness Falls, cioè Cala l’oscurità o Calano le tenebre) è, molto semplicemente, quello che ho sempre definito come il mio episodio preferito dell’intera serie. L’ho sempre adorato, è l’unico episodio che ho rivisto nel mio ventennio senza The X-Files finalmente terminato nel 2020, e adesso che ci sono arrivato riguardando tutto in rigoroso ordine cronologico continuo a pensare che sia una delle vette più alte mai raggiunte da una serie televisiva.

Mulder e Scully vanno ad indagare sulla scomparsa di trenta tagliaboschi in una foresta dello stato di Washington. Mulder si è accaparrato il caso perché nel 1934 lo stesso destino toccò ad un’altra squadra di taglialegna, cosa che finì, inspiegata, nel mucchio degli X-Files. Una volta sul posto si uniscono ai due agenti federali il ranger Larry Moore (Jason Beghe) e il responsabile della sicurezza della compagnia dei legnaioli Steve Humphreys (Tom O’Rourke). Quest’ultimo è convinto che i responsabili della scomparsa della sua squadra siano gli ecoterroristi del gruppo di Doug Spinney (Titus Welliver) ed in effetti ci sono prove di sabotaggio sia per le strade che portano al rifugio dei taglialegna, sia al rifugio stesso dove i mezzi di locomozione sono tutti inservibili con ruote bucate, serbatoi riempiti di riso e carburatori pieni di zucchero.

Poi, ecco due scoperte: Humphreys cattura proprio un affamato Spinney, e Mulder, Scully e Moore trovano il cadavere essiccato di un uomo in un bozzolo a diversi metri di altezza tra due alberi. Che sta succedendo? Secondo Spinney, delle creature verdi uccidono gli uomini quando cala l’oscurità…

Questo episodio rappresenta per me la perfezione: c’è un mistero affascinante ed inquietante, la tensione è palpabile dall’inizio alla fine, le indagini sono appassionanti, l’interazione con i personaggi secondari danno vita a situazioni memorabili, c’è un tema di fondo notevole con un commentario affatto banale sull’ambiente e sulle conseguenze dell’andare contro Madre Natura

Inoltre, e come sempre, ogni scena ha un significato e ogni dialogo fa avanzare la trama in maniera organica, per non parlare di musica, regia e fotografia davvero sul pezzo: l’oscurità e l’umidità fanno praticamente parte del cast! Fu pure un episodio difficile da girare per il clima avverso, con piogge torrenziali che fermarono spesso le riprese e tenevano costantemente inzuppati gli attori (e l’attrice, visto che la Anderson è l’unica donna che appare nell’episodio). Beh, ne valse la pena! Morte nell’oscurità è memorabile!

L’ipotesi che secoli fa a causa di un qualche cataclisma naturale degli organismi si siano trovati intrappolati dentro degli alberi secolari è immaginifica e allo stesso tempo credibile. Anche gli insetti stessi, pur se resi con effetti digitali ormai datati, funzionano ancora alla grande con la loro luce verde fosforescente reminiscente di quella delle lucciole e i loro movimenti sinuosi.

Ma a farla da padrone qui è la tematica ambientale: se distruggi la natura ne devi pagare le conseguenze! E non solo le pagano gli esecutori materiali, i taglialegna, ma anche il pezzo grosso perfettamente al corrente della pratica di tagliare alberi protetti alla faccia dei ranger e della legge. Meno male che almeno ci sono gli ecoterroristi a sensibilizzare un po’ l’opinione pubblica, pur se con metodi che l’episodio di certo non suggerisce di approvare, tanto è vero che pure Spinney fa una finaccia…

È il personaggio del ranger che infatti emerge come il vincitore morale della vicenda: in mezzo a due estremismi, riesce a mantenere una certa freddezza e la sua professionalità, insieme all’acume di Mulder, permette di capire cosa sia succedendo. Non è un caso che si salvi, anche se per il rotto della cuffia, insieme ai nostri due agenti federali preferiti. Come sempre, il finale è da brividi con un dottore che dichiara che l’incidente è sotto controllo, cosa a cui Mulder non crede nemmeno un po’.

Al rivedere quest’episodio mi sono chiesto cosa ci sia che possa non piacere e la mia risposta è… niente. Anche la situazione dei due gruppi di sopravviventi uno con un mezzo di locomozione con serbatoio vuoto e l’altro con il combustibile per farlo funzionare è il perfetto meccanismo narrativo per far funzionare la trama. E quando Mulder si fida di Spinney, e se ne pente subito dopo, il confronto con Scully è di quelli da non dimenticare: ecco due colleghi in una situazione difficile che discutono mantenendo il profondo rispetto reciproco dell’uno nei confronti dell’altro. Mulder sa di aver commesso un’imprudenza, Scully vuole farglielo presente ma sa pure lei che l’altra opzione, quella di aspettare quslche notte in più grazie alla benzina per il generatore, non era nemmeno quella una soluzione a prova di bomba.

Ma poi sono innumerevoli le scene indimenticabili: i primi piani dell’unica lampadina funzionante necessaria per sopravvivere durante la notte, la scoperta del primo cadavere, il dialogo presso l’albero secolare segato dai taglialegna, i dettagli della sostanza oleosa che permea tutto, dal rifugio agli stessi corpi dei protagonisti… Da vedere e rivedere! Ciao! 


Episodio precedente: Metamorfosi

Episodio successivo: Creatura diabolica


12 risposte a "The X-Files – S01E20, Morte nell’oscurità"

  1. Indubbiamnete uno dei miei episodi preferiti, da segnalare anche per la presenza di Titus Welliver, uno vero prezzemolino del piccolo schermo con partecipazioni in tante serie di genere come “Jericho”; “Agents of S.H.I.E.L.D” ma che raramente assurge al ruolo di protagonista, con l’eccezione del noir “Bosch”.

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  2. Io dopo anni e anni ancora non sono riuscito a decidere una volta per tutte quale sia il mio, di episodio preferito, anche se questo (per tutti i motivi da te ben elencati) sta sicuramente nel gruppo dei migliori 😉
    Tra le altre cose, mi piace pensare che un’altra mitica serie abbia voluto, seppur indirettamente, omaggiarlo con siffatte simpatiche creaturine:
    https://tardis.fandom.com/wiki/Vashta_Nerada

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    1. Sicuramente è difficile fare classifiche e elencare episodi in ordine di preferenza, però questo mi colpì tantissimo quando lo vidi la prima volta e mi rimase molto impresso. Rivisto ora, l’ho trovato ancora una volta geniale e ben fatto, sicuramente entra in un best of della serie!

      Non sapevo del Doctor, grazie! :–D

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  3. Come sai io sono in totale controtendenza, quindi non mi è piaciuto assolutamente nulla di questo episodio, ma ho molto apprezzato la presenza di Titus Welliver, che dopo Star Trek, Star Wars, Marvel e Transformers non poteva farsi mancare anche questo universo narrativo: spero di cuore di beccarlo in qualche prodotto alieno, così fa filotto ^_^

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