Star Trek: First Contact: recensione del film

Con grande piacere, continua il viaggio di vengonofuoridallefottutepareti nella saga dei film di Star Trek insieme a Cassidy de La bara volante, e il post di oggi è dedicato a…

Star Trek: First Contact (semplicemente Primo contatto in Italia) uscì nel 1996 ed è il primo film della saga a concentrarsi esclusivamente sull’equipaggio capitanato da Jean-Luc Picard (Patrick Stewart). Scritto da Brannon Braga e Ronald D. Moore, come Star Trek: Generations due anni prima, e diretto da Jonathan Two-Takes Frakes, è considerato da molti il miglior film dell’era The Next Generation. Secondo me, come il film precedente, fa molte cose bene ma commette anche molti errori… Ma ci arriveremo! Partiamo da un accenno di trama.

Dopo sei anni di assenza, ecco di nuovo i Borg. Sferrano un attacco alla Federazione con un singolo Cubo che riesce a tener testa a molte navi della Flotta Stellare radunate per contrastarlo. Tra quelle navi non c’è la nuova splendida Enterprise E di Jean-Luc Picard, tenuto lontano per il suo passato come Locutus (si veda L’attacco dei Borg, The Best of Both Worlds, terza stagione di TNG). Quando le cose si mettono male, Picard risolve la situazione, ma i Borg lanciano una sonda indietro nel tempo verso la Terra. All’Enterprise E non resta che seguirla per rimediare ai danni tremendi che potrebbe fare…

Con questo film ho un rapporto difficile, lo ammetto. La prima parte la trovo insopportabile. Poi, delle due storie che si sviluppano nel XXI secolo, adoro quella sulla Terra con Zefram Cochrane (James Cromwell) ma trovo irritante la parte sull’Enterprise con Picard giustiziere implacabile in cannottiera. Mi spiego.

La prima parte del film ha dei buchi di trama così grossi che non capisco come possa essere uscita dalle menti di Brannon Braga e Ronald D. Moore:

  • I Borg attaccano con un Cubo e la Flotta Stellare aspetta che siano ad un metro dalla Terra per ingaggiarli?
  • E perché tener lontano Picard, temono davvero che tradisca la Federazione? E perché mai dovrebbe farlo? Tra l’altro si rivela un’ottima mossa: arriva e in 5 secondi fa detonare il Cubo Borg, forse sarebbe stato meglio non allontanarlo sin dall’inizio!
  • Poi… la Defiant comandata da Worf (Michael Dorn ma Sisko, Dax e gli altri erano impegnati col baseball?), creata APPOSITAMENTE per combattere i Borg, sta per disintegrarsi sul Cubo? Bravo, Worf!
  • E perché l’Enterprise salva solo quelli della Defiant, visto che si vede almeno un’altra decina di navi in difficoltà?
  • Ma soprattutto… I Borg la loro sonda temporale non potevano mandarla indietro nel tempo ad anni luce dalla battaglia, andare tranquillamente sulla Terra del passato e cambiare così il futuro? Perché aspettare di farsi massacrare dalla flotta della Federazione?

Ah, mi sento già meglio. E poi dopo un inizio così stupido il film non può che migliorare, giusto? Ed in effetti lo fa: è semplicemente fantastica la parte del film con Cochrane aiutato da Riker (Jonathan Frakes), Troi (Marina Sirtis) e LaForge (LeVar Burton) che riesce a fare il primo viaggio a warp speed per attirare l’attenzione dei vulcaniani e fare il primo contatto del titolo.

Sfortunatamente, la parte sull’Enterprise con l’invasione Borg e Picard, Worf, Data (Brent Spiner) e il pesce fuor d’acqua Lily (Alfre Woodard) non è altrettanto riuscita. Tutti coi fuciloni phaser (andare da Lucius per un approfondimento), frasi maschie come se piovesse, Picard vestito come John MacLane che dice ai suoi di non avere pietà, di uccidere i compagni già assimilati… Ma come!? Se avessero fatto così con lui, sarebbe morto da un pezzo! Proprio lui che tornò ad essere umano dopo essere stato Locutus of Borg non lascia scampo agli sventurati dell’equipaggio della sua nave che cadono nelle mani dei Borg?

Che dire, quindi? Che nonostante tutto pure questo film l’ho visto e rivisto, e ci sono tante scene che apprezzo. Frakes alla regia mi piace, fa tante scelte interessanti in quanto a soggettive, fish eye e grandangoli, Dutch angle, e dà un tocco horror al film che ci sta tutto visto come i Borg riducono i corpi degli umanoidi che riescono ad assimilare. Cochrane patito del rock and roll è splendido, ed è bello come il personaggio sia diverso da come se lo aspettavano i nostri eroi dell’Enterprise (e anche noi spettatori che lo conoscevamo dall’episodio della serie classica Guarigione da forza cosmica).

Gli effetti speciali sono tutti riuscitissimi, sia in quanto a caratterizzazione dei Borg (la Regina interpretata da Alice Krige è bella quanto inquietante) sia nelle battaglie spaziali, inclusa quella di Worf e compagnia a gravità zero. E poi c’è Robert Picardo nei panni del Dottore olografico che dice “I’m a doctor, not a doorstop” (Sono un dottore, non un fermaporte), come si fa a non apprezzare una cosa del genere? 

Però… però questi film di TNG continuano a negare tutto ciò che la serie nei suoi sette anni aveva fatto di buono! Picard non era un vendicatore, e qui viene dipinto come un Capitano Achab in una crociata personale, cosa decisamente negativa per un personaggio che aveva sempre preferito il dialogo all’uso della forza. La figura di Achab, poi, era stata già usata in Star Trek ma sempre per antagonisti e simili, si pensi a Khan di Star Trek II (1982) o al Commodore Decker di La macchina del giudizio universale, sempre della serie originale (in un caso, L’ossessione, era stata usata per Kirk e non era venuto fuori un buon episodio).

Ci troviamo quindi di fronte ad un personaggio diverso senza nessun motivo plausibile, se non l’ego di Patrick Stewart che si voleva divertire coi fuciloni e facendo tutto lui nel film. Stessa cosa per Data che ritroviamo con le emozioni come in Generations, ma diversamente dalle sette stagioni della serie in cui avevamo imparato ad amarlo! E poi perché togliere il visore a Geordi così, senza nemmeno una spiegazione?

Insomma, capisco che sia considerato il film di TNG più riuscito per il suo mix di azione e umorismo (ed è ciò che dicono gli attori stessi alle convention quando ne parlano), ma sinceramente io non ho un giudizio così positivo. Non capisco nemmeno perché voler tirar fuori un altro viaggio nel tempo dopo il Nexus di Generations, non c’erano proprio altre idee? 

Concludo dicendo che se cercate due ore di intrattenimento action con punte horror ben girato e non vi interessano molto personaggi ben caratterizzati o una trama che abbia un senso, First Contact può farvi passare una buona serata. Io ce ne ho passate parecchie, però non posso fare a meno di notare i suoi difetti in una recensione se non oggettiva quanto meno onesta! Ciao! 

PS: divertente che Cochrane dica “star trek” in un dialogo!


Link esterni:


18 risposte a "Star Trek: First Contact: recensione del film"

    1. La tua serie sui fuciloni grossoni è troppo succulenta per non linkarla qui! :–D

      Come hai letto, non è un film che apprezzi particolarmente nemmeno io, però me lo sono guardato un bel po’ di volte pure questo… X–D

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      1. Il mistero è come mai esistano eserciti di appassionati di First Contact che si comprano e spesso si costruiscono a mano i fucili del film, eppure nessuno cita MAI i loro autori e soprattutto nessuno spiega perché ad ogni scena si veda un fucile diverso. Li facevo più nerd i trekkies! 😀 😀 😀

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      2. Naaaa! Sono dei bonaccioni, qualunque cosa tu gli dia, la accettano. Si son pure bevuti i film di J.J., con tutti quei lens flare che ti fanno voglia di strapparti gli occhi da solo!

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  1. Mi consola che anche tu, ben più esperto di “Star Trek” di quando potrò mai essere io, abbia notato una serie di buchi ben poco beh, logici come avrebbe detto Spock 😉 Tutta la parte sulla Defiant anti-Borg è un modo maldestro per tentare di gestire la popolarità di Worf, che ormai non poteva più fare solo il gregario, posso capirlo, ma in questo film sembra che la Federazione non abbia quasi mai sentito parlare dei Borg, lo capisco in ottica acchiappa-nuovo-pubblico, ma sacrificare la logica così, no dai. Tutta la parte horror mi piace tante, senza questo film ora capisco che non avremmo avuto la caratterizzazione dei Borg vista in “Voyager” e mi piace anche la scena del primo contatto, davvero ottima. Ci voleva “Numero uno” per dirigere un film spudoratamente rivolto ai Trekkie ma anche con la volontà di accalappiarne altri, peccato gli altri film di Gianluca e soci non siano più arrivati a questo livello. In ogni caso, un piacere fare questo viaggio con te compare… saluto Vulcaniano o Bro-fist 😉 Cheers!

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    1. Live long and prosper! :–D

      Le falle logiche di questo film sono numerose, purtroppo. I find it… fascinating.

      Hai ragione nel dire che l’intento di richiamare nuovo pubblico va contro quello della continuity. Inoltre, aggiungo io, se per richiamare nuovo pubblico fai cose che ti allontanano dal tuo pubblico standard, secondo me stai sbagliando qualcosa. E in questo caso a me sembra evidente il tradimento di tutto ciò che era stato costruito con TNG (tradimento che i film di TOS non avevano commesso), tanto che mi chiedo se i semi del disastro firmato J.J. non arrivino da qui, in realtà (anche se J.J. non sapeva nemmeno cosa fosse Star Trek prima del 2009, quindi probabilmente la cosa non c`entra niente)!

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  2. E così eccoci arrivati alla seconda puntata de “I traumi irrisolti di Jean-Luc Picard”, ovvero gli espedienti usati per giustificare i cambiamenti del personaggio rispetto alla serie tv: se in “Generations” era la famiglia perduta/mai avuta, in “First Contact” è l’assimilazione Borg con le sue tracce mai del tutto cancellate il che, almeno in parte, potrebbe giustificare la decisione federale di non coinvolgerlo: nessun tradimento cosciente, ovvio, semmai il timore che i Borg abbiano ancora il potere di rendere Locutus la personalità dominante: timore ingiustificato, visto come Picard risolve la situazione dopo aver soccorso la Defiant (e attirando l’attenzione del Cubo dalle altri navi all’Enterprise, visto che la collettività sente la presenza dell’ex drone a bordo). Tra l’altro, qui, la Defiant sta per soccombere a quello che sembrerebbe essere un ulteriore adattamento Borg ai suoi armamenti: un apparente errore di sottovalutazione da parte della Flotta Stellare dopo quello, NON da poco, di aver lasciato arrivare il nemico in prossimità della Terra (sempre che i Borg non siano arrivati in transcurvatura, rendendo più comprensibile la reazione tardiva della Flotta). Riguardo al viaggio nel tempo, poi, si poteva procedere diversamente? Forse sì, ma questo avrebbe anche potuto portare a cambiamenti su scala ancora più grande, come nell’episodio della TOS “Uccidere per amore”: nessuna Federazione, nessuna Enterprise (o, come nella sceneggiatura originale di Ellison, la nave pirata Condor al suo posto) e, con molta probabilità, nessuna controparte di personaggi che avrebbero semplicemente potuto non essere mai nati né stati costruiti (Data). Una cosa abbastanza difficile da gestire, rimanendo lo scopo quello di fare un film su TNG con l’equipaggio che conosciamo. Molto più diretto e suggestivo, quindi, un lancio di cronosfera in extremis dopo una spettacolare battaglia orbitale, allo scopo di impedire quel Primo Contatto cruciale per l’umanità facendosi contemporaneamente inseguire dall’ammiraglia della flotta (in condizioni d’immunità dai cambiamenti temporali in atto)…
    Per il resto la regia di Frakes, gli ottimi effetti speciali, l’azione e la tensione ben dosate, la caratterizzazione più marcatamente horror dei Borg, la loro Regina, l’impagabile Zefram Cochrane (e i nostri Riker, Troi e LaForge impegnati ad aiutarlo), i camei di Barclay e del Dottore, insomma tutto per me contribuisce a far sì che questo rimanga ad oggi il migliore dei film dell’era Picard, compresa la parte “spaccona” sull’Enterprise con la spaesata Lily. E, a proposito, che dire di questo “nuovo” Jean-Luc? Io ho avuto l’impressione che la cosa potesse fare parte di un progetto a lungo termine, comprendente la spiegazione dell’atteggiamento da cadetto impulsivo e sfrontato (quasi fosse tornato ai tempi giovanili dell’Accademia): in caso, però, ci sarebbe stato bisogno di film migliori di “Insurrection” e “Nemesis” per portarlo avanti…
    P.S. Nel ’96 Il vero nemico non erano i Borg, ma “The X-Files”: con “First Contact” infatti si cercava in primis di riportare sull’universo Trek l’attenzione di quel pubblico che la crescita di ascolti della serie concorrente stava cominciando a erodere 😉

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    1. Ma… Perché voler fare un progetto nuovo con un Picard differente se quello esistente già funzionava benissimo? Sinceramente, non lo capirò mai. TNG si era conclusa con un doppio episodio bellissimo che secondo me risulta ancora oggi più bello di qualunque film con Picard e compagnia fatto dopo… Capisco la volontà di smarcarsi dalla TV per attirare pubblico nuovo, ma secondo me non lo fecero nel migliore dei modi. Detto questo, io ogni tanto mi riguardo anche i film di TNG, ma con me Star Trek sfonda una porta aperta!

      Però non capisco il pubblico televisivo: Star Trek e The X-Files andavano entrambe adorate a prescindere! :–D
      Cosa che penso di far risultare abbastanza chiara dall’attività del mio blog! :–)

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      1. Ma infatti Star Trek e The X-Files VANNO adorate entrambe a prescindere 😉 Sono i rispettivi fandom a non essere così d’accordo, casomai: certe frecciatine in passato, specialmente da alcuni fan di Star Trek “orgogliosi” (?) di non esserlo anche di The X-Files…

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      2. Ah, direi proprio di sì! 😀 Ricordo sempre la frase illuminante di una trekker: “Noi non siamo come i fan di X-Files! Tra qualche anno avranno già dimenticato ciò che adesso dicono di adorare!”… sì, certo, come no!

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      3. Impossibile dimenticare una serie così!

        Poi è un discorso che mi aspetterei di sentire più adesso con i milioni di serie prodotte da Netflix di cui il 99.9% non lascerà il segno, ma negli anni Novanta una serie così grande come The X-Files era abbastanza evidente che sarebbe stata ricordata anche in futuro. :–)

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