The Wee Free Men: recensione del libro

The Wee Free Men (in italiano: L’intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini Liberi) è un libro decisamente importante nella saga del Discworld. Pur essendo il trentesimo in ordine cronologico, comincia un nuovo ciclo che, anche se affiancandosi parzialmente a quello delle streghe, ha come protagonista un nuovo personaggio, la giovane Tiffany Aching, che è davvero incredibilmente interessante.

In questa prima storia, Tiffany ha nove anni ed è una bambina eccezionale1 che vive nella zona rurale del Chalk. Un giorno si trova presso il fiume con il fratellino Wentworth e mette fuori gioco un mostro uscito dall’acqua con una padellata ben assestata (e usando come esca proprio il fratello). Questo le fa guadagnare il rispetto ed il timore dei Wee Free Men (nome ufficiale: Nac Mac Feegles), piccole rozze creature che parlano in un incomprensibile accento di Glascow (eccezionale come Pratchett si diverta a scriverne i dialoghi2).

Solo che… È la sola Tiffany a vedere queste strane creature! Non a caso ha già attirato l’attenzione di una strega della zona, Miss Tick, che le affida un rospo parlante perché la accompagni. Quando la Queen of the Fairies (la Regina delle Fate) rapisce Wentworth, tocca a Tiffany salvarlo (e già che c’è deve salvare pure il piccolo Roland, figlio del Barone locale), aiutata dai fieri Nac Mac Feegles. Naturalmente, trattandosi di Pratchett, la Regina delle Fate è malvagissima e quanto di più lontano dalle classiche fate disneyane (così come le streghe del Discworld sono ben diverse dalle malvagie streghe immaginate da Walt Disney).

Ma la vera trovata geniale del libro è l’avventura a Fairyland, il dominio della Regina: Pratchett dà sfogo a tutta la sua fantasia e crea un intero regno dove non valgono le regole del mondo normale (o del Discworld stesso, che tanto normale non è già di per sé). A rendere ulteriormente unica la storia è il clan dei Nac Mac Feegles, i suoi usi e costumi, e da cui emergono vari individui, ognuno con una propria personalità: Rob Anybody (letteralmente Derubo chiunque), il leader, l’aviatore Hamish, i vari Daft Wullie e Big Yan, il bardo William… Ognuno col suo modo di agire e più o meno tutti uniti dalla fissa dell’alcool, del cibo abbondante, e delle risse.

Nonostante i Wee Free Men non siano che dei comprimari, non avendo una vera e propria evoluzione nella storia, sono dei personaggi interessanti che giustamente torneranno nel resto del ciclo di Tiffany che, poco a poco, si focalizzerà sempre di più su di lei e sulle lezioni che apprenderà nella sua vita tutt’altro che noiosa. Già in questo primo libro, comunque, entrano due concetti chiave del ciclo: il First Sight (la prima vista) e i Second Thoughts (traducibile come secondi pensieri, più che ripensamenti).

Tiffany ha questi doni che, a pensarci bene, non sono altro che le caratteristiche tipiche di tutti gli (anti)eroi pratchettiani da Sam Vimes a Granny Weatherwax. Il First Sight permette di vedere le cose come sono realmente, non come ci aspettiamo di vederle o come gli altri le vedono. I Second Thoughts invece permettono di pensare al modo in cui stiamo pensando per capire se ciò che pensiamo ha un senso oppure no (la potremmo definire come capacità di mettersi in discussione). Come sempre, quindi, l’eroe pratchettiano è caratterizzato da una saggezza apparentemente semplice, eppure così difficile da trovare3.

Belle anche le malinconiche riflessioni di Tiffany sulla nonna Granny Aching che viveva isolata e, a giudicare da come viene ricordata, era la classica strega che generava timore in tutti4 che quindi provavano ad ingraziarsela regalandole tabacco Jolly Sailor e cibo (ma quando morì furono lesti a bruciarne la casa affinché non ne restasse nemmeno il ricordo). I Wee Free Men conoscevano Granny, era la loro hag, e ora sanno che è Tiffany ad aver preso il suo posto. A pensarci bene, l’elaborazione del lutto è forse il tema principale dell’intero libro.

Per concludere, The Wee Free Men non solo inaugura un nuovo ciclo della saga del Discworld (il penultimo, visto che di lì a poco sarebbe arrivato Moist von Lipwig), ma ne rappresenta anche uno dei migliori libri e non lo vedrei male come primo libro da leggere per entrare in questo meraviglioso universo (e da lì muoversi verso il ciclo delle streghe, probabilmente il mio preferito attualmente, e poi leggere tutto il resto)! Ciao!


1. Ed anche estremamente intelligente. Per esempio, ecco come risponde a chi la tratta da bambina piccola: “Zoology, eh? That’s a big word, isn’t it.” E Tiffany: “No, actually it isn’t. Patronizing is a big word. Zoology is really quite short.” Cioè: “Zoologia, eh? È una parola lunga, vero?” E Tiffany: “No, in realtà no. Trattare con condiscendenza è un’espressione lunga, zoologia è una parola piuttosto corta.

2. Un esempio: “Whut’s the plan, Rob?” said one of them. “Okay, lads, this is what we’ll do. As soon as we see somethin’, we’ll attack it. Right?” This caused a cheer. “Ach, ‘tis a good plan,” said Daft Wullie.

3. Poi Tiffany ha pure i Third Thoughts (terzi pensieri), ma lei è speciale! 

4. Granny Aching had never been at home with words. She collected silence like other people collected string. But she had a way of saying nothing that said it all. Ovvero qualcosa tipo: Granny Aching non era mai stata brava con le parole. Collezionava silenzi così come la gente colleziona fili per cucire. Ma aveva un modo di non dire niente che lo diceva tutto.


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