Guards! Guards!: recensione del libro

Guards! Guards! (in italiano A me le guardie!) è stato il primo libro che ho letto del Discworld, consigliatomi da amici e trovato facilmente nella biblioteca del Trinity College Dublin dove stavo studiando sul finire del 2007. E questo è uno dei motivi che fanno avere a questo libro un posticino speciale nel mio cuore.

Alcuni degli altri, numerosi, motivi sono il fatto che sia un libro splendido, che introduca personaggi memorabili come Sam Vimes, Nobby Nobbs e Carrot Ironfoundersson, e che parte della sua trama fosse stata usata in quella meravigliosa quanto difficile avventura grafica chiamata semplicemente Discworld che ricordo giocare sull’Amiga a metà anni Novanta. Ma al di là dei miei ricordi, proviamo a scrivere ordinatamente di Guards! Guards!, l’ottavo libro del Discworld e primo della fortunata saga della City Watch, le guardie cittadine di Ankh-Morpork1.

La Watch non ha esattamente una gran reputazione in città: sono pochi (Captain Vimes, Fred Colon e Nobby Nobbs, che va in giro con un certificato che attesta che sia un umano), comandati da un alcolizzato, e fanno di tutto per evitare di mettersi nei guai, quindi evitano ogni situazione che potrebbe obbligarli a fare il loro lavoro. E visto che Pratchett ha sempre usato il Discworld per parlare del mondo reale, la cosa fa pensare allo stato in cui fossero le forze dell’ordine di Londra e del Regno Unito tutto nel 1989!

Tornando al libro, le cose cambiano quando il nano più alto del mondo, Carrot Ironfoundersson, si arruola e dimostra che in origine la Watch era tutt’altro che una barzelletta. Ci sono leggi da far rispettare, criminali da arrestare! Tanto più che una misteriosa setta sta tentando di prendere il controllo di Ankh-Morpork, sottraendola a Lord Vetinari, usando niente meno che un vero drago…

Non solo Guards! Guards! è una splendida avventura a sé stante, ma è anche un brillante inizio di uno dei cicli più prolifici del Discworld, quello delle guardie. Brillante perché introduce personaggi e situazioni chiaramente capaci di evolvere e quindi di restare interessanti anche dopo più di uno o due libri. E forse è anche il primo libro a stabilire l’ambientazione che sarà usata da lì in poi e che è un po’ diversa da quella piena di magia e basata sul prendere in giro il fantasy classico (cosa che è comunque presente, tra veri eredi al trono, eroi destinati ad uccidere draghi e situazioni che riescono di sicuro perché c’è solo una possibilità su un milione che lo facciano – la scena della freccia sparata da Colon è divertentissima!). Ankh-Morpork qui è chiaramente più vicina alla versione steampunk della Londra vittoriana di tutti i libri successivi. 

L’assoluto protagonista di Guards! Guards! è Sam Vimes, ed è anche colui che evolve di più tra l’inizio e la fine della storia. Lo troviamo distrutto dalla sua situazione personale e lavorativa, ma risolvendo l’intrigo ne esce come un vero e proprio eroe, per quanto improbabile. E trova pure l’amore in Sybil Ramkin, eccentrica nobile che si prende cura di draghi come se fossero gattini.

Ma è anche la Watch tutta che evolve, qui grazie all’arrivo di Carrot, e che continuerà ad evolvere in tutti i libri successivi dando vita essa stessa a nuove storie e situazioni interessanti, si pensi alle diatribe tra nani e troll… Allo stesso tempo, un personaggio secondario come Vetinari qui viene usato moltissimo e si nota come Pratchett ne avesse affinato il profilo dopo le prime apparizioni in cui fondamentalmente era un altro personaggio2. Esce fuori anche la sua visione della città governata mettendo in equilibrio le varie forze che la abitano e facendo sì che le gilde degli assassini e dei ladri possano convivere con le guardie cittadine, per esempio: i crimini si possono compiere, basta che si rispettino i limiti dettati dalla legge!

Il libro infatti parla molto del potere in una società, ed è interessante che il cospiratore che vuole prendere il posto di Vetinari voglia farlo stando dietro le quinte ed usando un governante fantoccio, segno che il vero potere non si fa vedere (e poi, ironia della sorte, diventerà egli stesso un fantoccio del drago… ma non voglio rivelare troppo!).

In tutto questo, Pratchett non rinuncia al suo umorismo a volte semplice e diretto3, a volte nero4, e a volte con riferimenti letterari importanti5.

Insomma, che altro aggiungere? Una storia intrigante che gioca coi soliti cliché fantasy ma che non si basa solo su quello per costruire un libro, un mondo che prende realmente forma ed appare più interessante che mai, personaggi che sono vere e proprie colonne portanti del Discworld, senso dell’umorismo affinatissimo… Questo è uno dei libri di Terry Pratchett assolutamente da non perdere! Ciao! 

PS: E potevo non avere io la graphic novel di Guards! Guards!? Ovviamente no! Purtroppo, però, non la consiglio perché sa di versione senza humour del libro di Pratchett. I disegni sono belli6, ma tra il libro e la graphic novel c’è davvero una gran differenza tutta a sfavore della seconda. 


1. “They may be called the Palace Guard, the City Guard, or the Patrol. Whatever the name, their purpose in any work of heroic fantasy is identical: it is, round about Chapter Three (or ten minutes into the film) to rush into the room, attack the hero one at a time, and be slaughtered. No one ever asks them if they want to. This book is dedicated to those fine men.” (Si possono chiamare guardie del palazzo, guardie della città, o i gendarmi. Qualunque sia il loro nome, il loro scopo nella letteratura fantasy eroica è sempre lo stesso: intorno al terzo capitolo, o dopo dieci minuti di film, corrono nella stanza, attaccano l’eroe uno alla volta, e vengono massacrati. Nessuno gli chiede mai la loro opinione. Questo libro è dedicato a quegli uomini coraggiosi.)

2. Un esempio che ne descrive bene la personalità è il seguente: “Never build a dungeon you wouldn’t be happy to spend the night in yourself. The world would be a happier place if more people remembered that.” (Non costruire mai dei sotterranei dove non saresti contento di passare una notte tu stesso. Il mondo sarebbe un posto più felice se più persone si ricordassero di questa cosa.)

3. “Sergeant Colon owed thirty years of happy marriage to the fact that Mrs. Colon worked all day and Sargent Colon worked all night. They communicated by means of notes. They had three grown-up children, all born, Vimes had assumed, as a result of extremely persuasive handwriting.” (Il sergente Colon doveva trent’anni di felice matrimonio al fatto che la signora Colon lavorava tutto il giorno e il sergente Colon tutta la notte. Avevano tre figli grandicelli, tutti nati, Vimes credeva, grazie ad una scrittura estremamente persuasiva.)

4. “If there was anything that depressed him more than his own cynicism, it was that quite often it still wasn’t as cynical as real life.” (Se c’era qualcosa che lo deprimeva più del proprio cinismo, era che molto spesso non era comunque cinico come la vita reale.)

5. “Once you’ve ruled out the impossible then whatever is left, however improbable, must be the truth. The problem lay in working out what was impossible, of course. That was the trick, all right. There was also the curious incident of the orangutan in the night-time.” (Una volta eliminato l’impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità. Il problema è capire cosa sia impossibile, naturalmente. Quello era il trucco, certo. Ci fu pure il curioso incidente dell’orango tango nella notte.)

6. Ecco ad esempio Vimes e Carrot alle prese col Librarian che denuncia il furto di un libro:


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14 risposte a "Guards! Guards!: recensione del libro"

  1. Questo l’ho letto su insistenza di un amico che ancora ringrazio perché è stupendo, esilarante, soprattutto per chi come me gioca molto a dnd, imperdibile! Adoro l’umorismo di Pratchett, così intelligente e super divertente. “C’è solo una possibilità su un milione…”

    Piace a 1 persona

    1. The one to million chance! A dir poco geniale, Pratchett la riprende anche in Eric, tra l’altro… X–D

      Se ti è piaciuto Guards! Guards! non posso non consigliarti Men at Arms, è un sequel perfetto (e superiore, probabilmente)! Prima o poi scrivo anche di quello… :–)

      "Mi piace"

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