Amazing Stories: prima stagione, episodi 13-16

S01E13: The Sitter (Baby Sitter)

Due bambini incorreggibili (Seth Green e Joshua Rudoy) vengono messi in riga da una baby sitter molto particolare (Mabel King).

Se la trama vi risulta familiare è perché è la stessa trama di Mary Poppins (1964), naturalmente. Amazing Stories la ripropone qui in una versione con un tocco di folklore haitiano ma sostanzialmente non c’è molto di originale in un episodio che comunque si lascia guardare senza grossi problemi.

La regia di Joan Darling non offre niente di particolarmente memorabile, mentre in quanto a set e fotografia siamo sempre su livelli altissimi (particolarmente interessante il cambio delle luci durante il racconto sugli spiriti incapaci di lasciare la Terra).

S01E014: No Day at the Beach (Su una spiaggia)

Seconda Guerra Mondiale: seguiamo un gruppo di soldati statunitensi che, appena sbarcati su una spiaggia durante il D-Day, si trovano bloccati di fronte ad un bunker nemico. Sarà il giovane Arnold (Larry Spinak), bullizzato da tutti, a risolvere tutto eroicamente. 

Ecco qui un altro degli episodi più riusciti della stagione, con un gruppo di attori che riesce a dar vita ai propri personaggi in maniera incredibile nonostante i soli venti minuti a disposizione. Brilla Charlie Sheen nella parte dello scaltro Casey, ma a che i vari Ralph Seymour, Philip McKeon, Leo Geter, Tom Hodges e Ray Mancini fanno un lavoro egregio.

Aiuta anche il production value altissimo viste le scenografie di un certo livello e tutte le riprese in esterni piene zeppe di effetti speciali con mille esplosioni che rendono la battaglia decisamente realistica. Il finale è toccante, con la lettera letta a voce alta da Casey in cui il povero Arnold edulcorava la realtà affinché i suoi genitori non si preoccupassero troppo per lui. Il messaggio sulfa stupidità e l’inutilità della guerra arriva forte e chiaro! 

S01E15: One for the Road (Per la strada)

A New York, il padrone di un bar, il suo barista e due clienti provano a far morire un ubriacone per riscuoterne l’assicurazione sulla vita.

La cosa più incredibile qui è certamente che la storia sia al 100% reale, per quanto improbabile possa sembrare. Michael Malloy, un irlandese nato nel 1873, fu effettivamente ucciso nel 1933 da quattro poco di buono che provarono a farlo fuori in tutti i modi, prima di riuscirci con il gas di scarico di un’auto (nell’episodio, invece, lo affogano nel fiume Hudson).

Ma la qualità dell’episodio va oltre la sua veridicità, con un tono noir davvero ispirato e con un cast da paura che include, tra gli altri, James Cromwell (The Green Mile, Il miglio verde, 1999), Joe Pantoliano (The Matrix, 1999) e Al Ruscio (Showgirls, 1995).

S01E16: Gather ye Acorns (Vivere di sogni)

Questo episodio mi ha lasciato perplesso. Forse non ho capito bene il messaggio, visto che quello che mi è arrivato l’ho trovato sbagliato sotto tutti i punti di vista!

Il giovane Jonathan (David Friedman) preferisce giocare a studiare. Un giorno gli appare il figlio di Madre Natura (David Rappaport) che gli dice che deve andare dietro ai suoi sogni e che ha bisogno solo di una buona macchina e dei suoi tesori che conserva in cameretta per diventare ricchissimo. Anni dopo, Jonathan (Mark Hamill) segue i consigli dello spirito e lavora duro per comprarsi un’auto e rifiutando di seguire la strada che i genitori volevano che intraprendesse. Passa così una vita da solo, vagabondando per gli Stati Uniti, finché da anziano capisce che i suoi fumetti hanno un valore altissimo e vedendoli può diventare ricco, e lo diventa.

Quindi, mi chiedo, vale la pena passare una vita di stenti, ripudiato dalla famiglia, solo e disprezzato da chiunque incontri, per poi diventare ricco poco prima di morire? E diventare ricco sarebbe l’obiettivo di una vita intera, tale da far rinunciare a qualunque altra cosa, inclusi gli affetti? Se questo è il messaggio, non lo condivido.

Eppure alla fine il vecchio Jonathan è felicissimo ed in buoni rapporti con lo spirito della Natura… Mah… Come detto, sono rimasto perplesso.

Da notare invece lo spirito di Star Wars che scorre fortissimo in questo episodio con Mark Hamill protagonista, Norman Reynolds alla regia (production designer della trilogia originale), e pure Forest Whitaker in una particina (ok, lui è entrato in Star Wars solo recentemente con Rogue One, ma conta, no?)! Ciao! 


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