The X-Files – S02E16, L’invasione dei cloni

Con Colony (ossia Colonia, anche se l’insulso titolo italiano è L’invasione dei cloni) si spinge sul pedale dell’acceleratore della mitologia e lo si fa alla grandissima! Il teaser (la parte pre-sigla dell’episodio) è da far saltare sulla sedia: Mulder in fin di vita per ipotermia viene curato da dei dottori dell’esercito quando Scully irrompe nella sala chiedendo loro di fare una cosa apparentemente insensata per salvarlo. Quasi straniante che la voce narrante che accompagna queste scene sia proprio quella di Mulder, un Mulder in pace con sé stesso che dichiara di aver appena trovato le prove dell’esistenza di vita aliena sulla Terra!

E dopo la sigla eccoci due settimane prima di quegli avvenimenti. Mulder comincia ad interessarsi ad uno strano caso grazie ad un’email anonima: tre dottori sono stati uccisi recentemente, e in nessuno dei casi è stato ritrovato il cadavere della vittima. Cosa c’è di strano? I dottori erano fisicamente identici tra loro pur non essendo parenti in nessun modo… Cloni! Che tornano così dopo essere apparsi in Esperimenti genetici nella prima stagione. E noi spettatori sappiamo chi li sta uccidendo: un misterioso killer (uscito niente meno che da un oggetto volante non identificato precipitato in mare in Antartide e spacciatosi per pilota russo a dei soccorritori di una rompighiaccio statunitense) con la faccia cattiva di Brian Thompson armato di un letale stiletto.

Nelle scene con questo misterioso personaggio è notevole il tocco di classe di Mark Snow che omaggia chiaramente la colonna sonora di The Terminator (1984). D’altronde questo è un episodio in cui un killer spietato uccide persone uguali tra loro (il T-800 uccideva tutte quelle che si chiamavano Sarah Connor), killer interpretato da un attore presente proprio nel film diretto da James Cameron!

Come se non bastasse, Mulder viene cercato dai suoi genitori (Peter Donat e Rebecca Moolan) perché… la sorella Samantha (Megan Leitch) è tornata a casa! E non è una casualità: racconta a Fox di essere in pericolo proprio come quei dottori che stanno scomparendo uno ad uno (in pozze di acido verde)…

Scully rimane sola a condurre le indagini ed è quasi comico come non riesca mai a comunicare con Mulder. Ce la fa solo alla fine della puntata quando, in un cliffhanger senza precedenti, si trova davanti al collega proprio mentre questi la sta chiamando al telefono. Eh già, perché il misterioso assassino è un mutaforma (ed è anch’esso pieno d’acido verde, ed è pure immune alle pallottole). Scully, scappa!

Insomma, qui siamo di fronte al motivo per il quale The X-Files ha avuto il (meritato) successo che ha avuto. Una trama avvincente e ricca di colpi di scena, rivelazioni sconcertanti, atmosfera e musiche incredibili, personaggi indimenticabili…

Ma per mettere un po’ d’ordine, ecco cosa ci viene detto (ci possiamo credere oppure no?):

  • l’agente della CIA Ambrose Chapel (Tom Butler – e col nome del suo personaggio non manca nemmeno un riferimento ad Alfred Hitchcock!) sostiene che ci fosse un programma sovietico di cloni infiltrati in posti chiave della sanità statunitense durante la Guerra Fredda e che adesso ci sia un accordo tra Stati Uniti e Russia per fare pulizia senza che la verità venga rivelata. Interessante, ma purtroppo mi sa che il vero agente Chapel ha fatto una finaccia da tempo ed è il nostro caro mutaforma che si è inventato questa storia.
  • Samantha sostiene di essere tornata sulla Terra dopo un paio di anni ed essere stata affidata ad una famiglia che l’ha allevata con amore, ma poi ha cominciato a ricordare sia gli orrendi esperimenti fatti su di lei dagli alieni che l’ avevano rapita, sia la sua vera famiglia (invita anche Fox a giocare a Stratego, a 22 anni dalla loro ultima partita – si veda l’episodio Uomini verdi). E ora apparentemente il killer è sulle sue tracce. Credibile, ma in un episodio con cloni aspetterei a festeggiare il ritorno della sorella scomparsa…

Ed ecco cosa ci viene mostrato:

  • I cloni sono tutti dottori, conducono esperimenti su feti probabilmente umani (li vediamo manipolarne alcuni, e sappiamo che la loro specialità è l’aborto), e se colpiti con uno speciale stiletto alla base del collo muoiono e si dissolvono in una pozza d’acido. Vorrebbero anche essere protetti, anche se in questo l’FBI fallisce miseramente. 
  • Un killer mutaforma li sta facendo fuori sistematicamente, non si perita ad uccidere innocenti (come Chapel o il povero agente Weiss, Andrew Johnston – aveva interpretato il colonnello Budahas ne Il prototipo!), e sembra inarrestabile.

Chi sarà il killer? E chi saranno i cloni? E quali sono le motivazioni dell’uno e degli altri? E Samantha è davvero colei che dice di essere? E Scully come farà a salvarsi dall’assassino che con le fattezze di Mulder è appena entrato nella sua stanza d’albergo? To be continued… Ciao! 


Episodio precedente: Misteri voodoo

Episodio successivo: L’ultimo alieno


6 risposte a "The X-Files – S02E16, L’invasione dei cloni"

  1. The two part mythology X-Files stories are always special events, and this is one of my favourites. It sets up so many plot elements that will form the backbone of the series’ mythology going forward and it really tests Mulder’s and Scully’s relationship.

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  2. Il mitico Brian Thompson! Certo “The X-Files” non poteva rinunciare a una faccia spigolosa da vero duro come la sua. A proposito di omaggi, oltre a quello musicale stile “Terminator” (sottolineato dalla presenza fisica dello stesso Thompson) di Mark Snow e a quello hitchcockiano per via dell’agente Chapel, io ci vedo di nuovo anche un pizzico di Carpenter: l’alieno pericoloso e mutaforma, capace quindi di imitare fattezze altrui, proveniente da un mezzo spaziale precipitato in Antartide… direi che ricorda qualcosa, no? 😉
    Un altro grande episodio della mythology alieno/cospirazionista, dove tra l’altro David Duchovny non si limita a recitare ma interviene attivamente -in tandem con Chris Carter- nella stesura dell’avvincente soggetto…

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    1. Certo che se la metti così già le note del tema di Ennio Morricone cominciano a suonarmi in testa! E ora guardo con sospetto le persone che ho intorno… Dici che devo porporre un test del sangue? :–D

      Bellissimo riferimento a The Thing che non avevo menzionato nella mia recensione ma che, in effetti, ci sta tutto!

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