Pagafantas: recensione del film

Pagafantas è una commedia spagnola del 2009 scritta e diretta da Borja Cobeaga (il copione è firmato anche da Diego San José). Il titolo letteralmente si riferisce al termine in slang spagnolo che definisce il classico ragazzo innamorato di una ragazza che però lo vede solo come amico e non si accorge dei suoi sentimenti, infatti in inglese è stato tradotto come Friend Zone (in italiano invece non è stato tradotto ed è stato mal distribuito).

Quindi, il protagonista del film è Chema (Gorka Otxoa) che stanco della sua relazione con la spenta Elisa (Bárbara Santa-Cruz) si innamora perdutamente dell’esuberante argentina Claudia (Sabrina Garciarena) che però, appunto, non ricambia il sentimento. E il film è una serie di situazioni assurde in cui i due condividono momenti anche intimi con lui che muore dalla voglia di baciarla (e fare anche altro), e lei che lo tratta come un fratello. Quando poi lei ricomincia ad uscire con un suo bellissimo ex, Sebastián (Michel Brown), Chema finalmente capitola. Ma non prima di essersi messo una scopa in culo per ramazzarle la stanza, come direbbe Elio, visto che si sposa con lei per permetterle di restare in Spagna proprio con Sebastián!

Io con Pagafantas ho riso parecchio. Gli intermezzi documentaristici su cobra e koala sono a dir poco geniali, e naturalmente poco hanno a che vedere con quegli animali esotici. Sono invece gesti a cui i pagafantas (letteralmente quello che paga la bibita analcolica a qualcuno) sono abituati, loro malgrado. E a far ridere più di tutti sono due personaggi secondari, la madre di Chema (Kiti Mánver) e il suo personale pagafantas Jaime (Óscar Ladoire) la cui storia va in parallelo con quella di Chema.

E il tormentone di Entre dos tierras degli Héroes del Silencio e di Enrique Bunbury che viene nominato ogni cinque minuti l’ho trovati geniale! Sarebbe stato simpatico se nel finale Bunbury fosse apparso in un cameo, un po’ ci speravo…

Ma se il lato comico del film convince, il resto lascia un po’ a desiderare. La trama ad un certo punto si perde un po’, come se fosse finita la benzina, e il finale è un po’ troppo assurdo per funzionare veramente. Poi molte scene sono costruite per il loro potenziale comico, ma non se ne capisce il senso: perché Claudia appare in un bidone dell’immondizia? E davvero la madre di Chema può non accorgersi che l’uscita con Jaime è finalizzata a seguire il figlio? E il personaggio della signora Begoña (María Asquerino) a che serve?

Pagafantas è quindi un film riuscito parzialmente per me, eppure è una commedia divertente che mi sento di consigliare. Specialmente se non conoscete il cobra e il koala! Bisogna saperle, certe cose… Ciao! 


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4 risposte a "Pagafantas: recensione del film"

  1. friends ha fatto la storia, sai che friend zone deriva da una battuta della celebre sitcom?

    sto film sembra molto interessante, adoro questo genere di film e di solito rido sempre LOL
    e poi sto Michel Brown sembra moolto interessante

    Piace a 1 persona

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