The X-Files – S02E17, L’ultimo alieno

End Game (o come vogliono farci credere in Italia, L’ultimo alieno) è un episodio da brividi (e ammetto che mi sono uscite anche alcune lacrime nel finale). E arrivo a dire che un film fatto unendo Colony e End Game non sarebbe affatto un brutto film, ne uscirebbe un thriller/horror niente male, per la precisione. Ma andiamo subito a scrivere di questa seconda parte che riparte direttamente dal cliffhanger della puntata precedente…

Scully viene rapita. Di nuovo. E siamo a quattro, dopo Ritorno dall’aldilà, Lo scambio, e Insospettabile. È già diventato praticamente ad un cliché della serie, un po’ come le autopsie della stessa Scully o le battutine caustiche di Mulder. Qui comunque la cosa si risolve molto in fretta perché il Terminator, cioè il nostro assassino di cloni armato di stiletto (Brian Thompson), vuole “semplicemente” scambiare Scully per Samantha (Megan Leitch). Possiamo immaginare cosa passi per la testa di Mulder mentre cerca di prendere questa decisione? Rinunciare alla sorella appena ritrovata per salvare la vita della persona attualmente più importante della sua vita…

E nonostante l’aiuto di Skinner (Mitch Pileggi), personaggio che finalmente viene  usato in tutto il suo potenziale (impressionante il suo incontro con Mr. X, Steven Williams), lo scambio va male e Samantha cade in un fiume ghiacciato insieme all’assassino soltanto lievemente ferito… Davvero toccante il dialogo tra Fox e suo padre (Peter Donat) che non sembra perdonargli la decisione di aver usato Samantha per liberare la sua collega in ostaggio.

Ma in End Game i colpi di scena si sprecano, quindi andiamo direttamente al bandolo della matassa! Samantha non era altro che un clone, e infatti ne vediamo altre come lei in una clinica per aborti a cui arriva Mulder ma anche, sfortunatamente per loro, l’assassino. E a questo punto vediamo di fare un po’ d’ordine.

Stando a quanto rivela Samantha a Fox prima dello scambio, i cloni sono la progenie di alieni arrivati sulla Terra alla fine degli anni 40 che stanno tentando di combinare DNA umano e alieno. Altri alieni hanno giudicato questo comportamento inaccettabile e hanno mandato un killer a terminare la colonia. Questo tornerebbe con quanto sappiamo del killer stesso: giunto su un vascello non identificato, se ne ritorna da dove è venuto proprio nel finale dell’episodio, dopo aver compiuto la sua missione. E questi alieni sanno davvero qualcosa di Samantha, anche se non si capisce quanto: che l’abbiano clonata per davvero? 

Se poi crediamo anche al killer, Samantha è viva da qualche parte. Perché il killer stesso aspetti Mulder nel ghiaccio dell’Alaska per sbatterlo di qua e di là e poi andarsene lasciandolo in fin di vita sperduto in mezzo al niente è qualcosa che forse non capiremo mai… O sì? Difficile dirlo, adesso.

Quindi possiamo ipotizzare non solo che ci siano degli alieni sulla Terra, ma anche che siano divisi in fazioni. Se aggiungiamo alcune delle informazioni ottenute in passato (in Ostaggi, per esempio), si potrebbe anche pensare che almeno una delle fazioni abbia alleati umani in organizzazioni come CIA, Ministero della Difesa statunitense, e pure alcuni alti papaveri dell’FBI. E sembra essere questa la macrostoria sviluppata nella mitologia di The X-Files, una macrostoria che non vedo l’ora di continuare a scoprire!

E che dire del sangue acido (a qualcuno viene in mente Alien, 1979, per caso?) che quando si sprigiona infetta gli umani con un retrovirus che causa la morte per eccessiva coagulazione del sangue (e che solo il freddo estremo può fermare)? Ma L’ultimo alieno offre molti altri punti di interesse oltre alla mitologia sviluppata così bene dallo sceneggiatore Frank Spotnitz, qui alla sua prima prova. L’iniziale scena del sottomarino che trova il vascello alieno 200 metri sotto il ghiaccio in Antartide e che fallisce miseramente nel suo intento di distruggerlo è eseguita alla perfezione e rende decisamente drammatico il finale in cui ritroviamo l’intero equipaggio deceduto.

Mr. X ha un dialogo intenso con Mulder (“You have to pick the right battles to win the war“, cioè “Devi scegliere le battaglie giuste per vincere la guerra“) e la sua colluttazione con Skinner è epica, e anche se ne esce vincitore alla fine rivela a Skinner ciò che quest’ultimo voleva sapere su Mulder!

Le scene finali con la torre di comando del sottomarino che esce dal ghiaccio sono incredibili e non sfigurerebbero in un film anche di alto budget. Di fatto Carter bruciò molti dei soldi a disposizione per l’intera stagione per realizzarle, con una torre alta 5 metri in grado di muoversi verticalmente con un meccanismo idraulico e con 140 tonnellate di ghiaccio mantenute solide per cinque giorni in uno stage degli Studios! Duchovny aveva freddo per davvero, si nota dal suo respiro (al contrario di quanto succedeva in Morte tra i ghiacci, per fare un esempio). 

E che dire di Scully che ha le chiavi dell’appartamento di Mulder (ma lo sapevamo già da Uomini verdi), e delle ultime scene con lei che lo salva e sta al suo fianco finché non riprende conoscenza? Da brividi! La relazione tra i due si sta facendo davvero bella, profonda e per niente banale! C’era anche grande chimica tra Gillian Anderson e David Duchovny, va detto!

Insomma, siamo alle solite: grande atmosfera (le musiche di Mark Snow che come nel precedente Colony omaggiano il Brad Siegel di The Terminator, 1984, fanno sempre il 50% del lavoro), storia appassionante, bellissimi personaggi, ottima realizzazione… The X-Files si dimostra una delle migliori serie mai fatte almeno fino a metà di questa splendida seconda stagione. Ciao! 


Episodio precedente: L’invasione dei cloni

Episodio successivo: Voli nella luce


8 risposte a "The X-Files – S02E17, L’ultimo alieno"

      1. Concordo su tutta la linea, ovviamente! E il duro confronto tra Mr. X e Skinner è da antologia, dove tra l’altro si dimostra quanto Skinner conoscesse già assai bene il nuovo informatore di Mulder e Scully, tanto da prevederne le mosse (vedi la scena dell’ascensore)… Un confronto facente parte dei dettagli che concorrono a costruire una macrostoria destinata a crescere e svilupparsi ancora, arrivando a spiegare il comportamento delle fazioni aliene e terrestri nonché ad alzare il velo sul destino di Samantha 😉
        P.S. Come la volta scorsa ci stava a pennello la citazione di The Thing, questa volta ci sta altrettanto a pennello quella di Alien… 😉

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      2. E per adesso è una macrostoria che funziona e apre un sacco di possibilità di sviluppo! Comunque pescando da Alien e The Thing non si può sbagliare… :–D

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