The Sixth Sense: recensione del film

6 agosto 2021, M. Night Shyamalan compie 51 anni. Ed ecco che vengonofuoridallefottutepareti lo festeggia parlando di una delle sue opere più famose.

Nel 1999 il mondo scoprì M. Night Shyamalan con uno dei suoi più grandi successi: The Sixth Sense (Il sesto senso). Difficile che qualcuno ancora non lo conosca, e quindi è altrettanto difficile scriverci su qualcosa di interessante, ma ci proverò!

Due parole di trama: Cole (Haley Joel Osment) è un bambino che crede di vedere fantasmi, con conseguenti problemi che la madre Lynn (Toni Collette) non sa come affrontare. Ad aiutarlo ecco il famoso psichiatra Malcolm Crowe (Bruce Willis). E qui mi fermo.

Ho rivisto da poco questo film che, come tutto il mondo, avevo visto quando uscì, o poco dopo, circa venti anni fa. Me lo sono comprato in Bluray e l’ho riguardato con l’esplicito intento di scoprire se il film funzionasse anche conoscendo il colpo di scena finale. Sì, c’è un colpo di scena finale (che probabilmente conoscete, ma che comunque non rivelerò in questa mia recensione), perché negli anni Novanta se non mettevi un colpo di scena finale non eri nessuno (chiedere a Bryan Singer e David Fincher per conferme più o meno riuscite).

La risposta che mi sono dato è un deciso sì, il film funziona alla grande e riesce ancora a catturare l’attenzione dello spettatore pur se a conoscenza di ogni dettaglio di trama. Interessante come solo ora abbia fatto l’evidente collegamento con un film più recente che ho molto apprezzato, The Babadook (2014), che ha una premessa simile (madre e figlio problematico in una difficile convivenza) ma che viene risolta in modo completamente diverso.

Personalmente mi sono ritrovato nuovamente catturato da ogni scena, talvolta seguendo dialoghi e movimenti, talvolta cercando il fatidico colore rosso così significativo per il regista (si veda anche The Village, 2004). A volte mi sono lasciato cullare dalla bella colonna sonora di James Newton Howard. Bravissimo il giovane Osment, e superbo Bruce Willis qui forse in una delle sue ultime apparizioni meritevoli della carriera. Nella scena della recita in cui ride ho realizzato che probabilmente è l’unico film in cui lo fa?! Ha una faccia stranissima!

Comunque The Sixth Sense effettivamente era fatto davvero bene, si capisce perché Shyamalan sia stato visto come il nuovo messia del cinema, qualcuno lo accostò addirittura a Spielberg. La sua carriera ha poi dimostrato che forse tutti quei complimenti erano un po’ esagerati, anche se qualche film buono l’ha fatto, ma forse senza mai riuscire a tornare alla qualità di questo che era già il suo terzo film.

The Sixth Sense è un gran bel film horror, ma anche un dramma su come affrontare la perdita, e in questo riesce ad essere profondo forse senza che nemmeno sia il suo principale scopo. Difficile non provare emozioni vere con le storie di Cole e sua madre, e di Malcolm e sua moglie Anna (Olivia Williams), e questo è qualcosa che solo pochi film horror riescono a fare (ammesso che questo sia semplicemente un film horror). Ciao! 


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14 risposte a "The Sixth Sense: recensione del film"

    1. Effettivamente si, è parecchio divertente anche in questo modo. Molto interessante vedere la costruzione delle scene con Bruce Willis, specialmente quelle dove ci sono altre persone oltre al ragazzino. :–)

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  1. Concordo, anche io l’ho visto tante volte ed è sempre belo, anche quando conosci il twist finale. Dopo questo la carriera di Shyamalan ha avuto fasi alterne, ma Il Sesto Senso resta un gran bel film, come dici tu molto ben recitato e non uno dei soliti horror che ti fanno paura con rumori improvvisi e basta. E’ sempre un piacere sentirne parlare.

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    1. Ha azzeccato altri film, ma ho la sensazione che sia stato punito fin troppo per quelli meno riusciti… In ogni caso continua a lavorare come non ci fosse un domani, quindi non è che gli vadano troppo male le cose! :–)

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  2. Nulla da eccepire, un film davvero grandioso: ricordo ancora la sensazione che mi esplodesse la testa la prima volta che lo vidi, quando ogni dettaglio cade al suo posto e capisci tutti insieme a Bruce. Veramente un film straordinario anche dopo vent’anni.

    Effettivamente la carriera di Shyamalan ha claudicato molto, ed è un peccato perché quando vuole ha una voce davvero chiara e interessante. Insieme a questo, il mio preferito è probabilmente The Village.

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  3. Il Sesto Senso è un film che non è per niente invecchiato. Una pellicola molto bella e girata con grande cura che riesce a farti provare anche grandi emozioni e con cui si riesce a empatizzare con i suoi personaggi. La pellicola funziona bene anche senza il colpo di scena finale (tra le altre cose un colpo di scena che si può intuire a un certo punto del film). Molti dicono che questo sia uno dei colpi di scena più belli della storia del cinema, anche se per me in prima posizione rimane quello di The Others: capovolge tutto il film, senza però distruggere quello che hai visto fino a quel momento.
    Due film di fantasmi geniali a mio avviso.

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    1. Vero che dal suo punto di vista la cosa dovrebbe essere stata chiara sin dall’inizio (come poteva non accorgersene?), però sono disposto ad accettare il gioco perché… diciamo che si inganna da solo nel credere quello che non può accettare (che giri di parole per non rivelare il finale in questo commento)! :–D

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