Amazing Stories: prima stagione, episodi 17-20

S01E17: Boo!

Due fantasmi (Eddie Bracken e Evelyn Keyes) non sono contenti quando nella loro casa si trasferiscono la pornoattrice Sheena (Wendy Schaal) e il suo produttore Tony Sepulveda (Robert Picardo). Così fanno di tutto per spaventarli e mandarli via. 

Con Joe Dante alla regia e il suo attore preferito Robert Picardo in un ruolo preminente, le premesse perché questo episodio mi piacesse c’erano tutte. Invece anche questo si aggiunge alla lunga lista di episodi di Amazing Stories che per non osare troppo, per non provare nemmeno ad offrire qualcosa di davvero sorprendente (amazing), finisce subito nel dimenticatoio.

Sì, ci sono delle scene divertenti con Picardo e la sua parrucca, e certo, sono adorabili i due anziani fantasmi (divertente la battuta metacinematografica della fantasma interpretata dalla Keyes che pensa con nostalgia a Via col vento, film in cui appare proprio lei giovanissima)… Ma è tutto lì. Volendo, Boo! anticipa di qualche anno parte della storia di Beetlejuice di Tim Burton, ma in realtà altro non è che una classica storia di fantasmi senza nessun guizzo particolare.

S01E018: Dorothy and Ben (Dorothy e Ben)

Ben Dumfy (Joe Seneca) si sveglia da un coma durato 40 anni. Dopo l’iniziale trauma, scopre di avere acquisito un dono particolare.

Non è facile emozionare con storie di venti minuti di durata, ma è esattamente ciò che fa questo Dorothy and Ben, sul cui finale non ho potuto fare a meno di piangere. Tutto si svolge molto velocemente, e non potrebbe essere altrimenti, eppure sia la relazione tra Ben e la piccola Dorothy (Natalie Gregory) che i conflitti tra i dottori interpretati da Lane Smith e Louis Giambalvo funzionano e offrono abbastanza materiale per costruire una storia il cui finale strappalacrime non risulta scontato.

Rispetto ad altri episodi della serie, si potrebbe criticare delle scenografie non particolarmente ispirate (in certi momenti non si capisce se siamo in un ospedale o in una casa sfarzosa) e una regia (di Thomas Carter) senza alcun guizzo di originalità, ma per adesso è questo l’episodio che più è riuscito a manipolare i miei sentimenti. Non lo dimenticherò facilmente! 

S01E19: Mirror, Mirror (Lo specchio)

Chiamatemi stupido, ma quando ho visto che la regia di questo episodio era di Martin Scorsese, le mie aspettative sono andate alle stelle. Forse è stato un errore. 

Un famoso quanto arrogante scrittore di libri horror (Sam Waterston) viene perseguitato da un fantasma (Tim Robbins, semi irriconoscibile sotto il trucco) che ne causerà una fine ingloriosa.

Che dire? L’unica cosa che mi è venuta in mente guardando questo episodio è la canzone dei Therapy? intitolata Die Like a Motherfucker e il cui ritornello recita: “When you live like a fucker you die like a motherfucker“, che più o meno mi sento di poter tradurre con “Se vivi come uno stronzo, muori come uno stronzo“.

Certo, si nota la regia di Scorsese (quanto si è divertito con il pezzo horror iniziale e gli zoom sparati sulle facce degli zombie?), ma l’episodio in sé offre poco e nulla. Nei suoi venti minuti riesce pure a dimenticarsi dei pezzi per strada, come il giovane fan dello scrittore (Glenn Scarpelli) la cui presenza inizialmente sembra avere un senso, ma non porta a niente. Peccato.

Da notare il cameo di Dick Cavett, presentatore statunitense che ha interpretato sé stesso in vari film tra cui Forrest Gump (1994) e il terzo film della saga di A Nightmare on Elm Street nel 1987.

S01E20: Secret Cinema (Cinema segreto)

Jane (Penny Peyser) viene manipolata da tutti quelli intorno a lei che la filmano per creare un film candid camera.

Se non erro, Secret Cinema è un esempio unico di questa prima stagione in quanto è scritto e diretto dalla stessa persona, Paul Bartel (e di fatto è un remake di un suo cortometraggio di una ventina di anni prima).

Nonostante l’origine autoriale, però, Secret Cinema risulta privo di qualsivoglia energia. E nonostante l’importanza di un tema come il controllo e la manipolazione e l’abuso psicologico di una persona ignara e in posizione di svantaggio, l’episodio non trasmette nessun messaggio degno di questo nome. O almeno, se lo fa non è arrivato a me… Altro episodio che finisce dritto nel dimenticatoio. Ciao!


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7 risposte a "Amazing Stories: prima stagione, episodi 17-20"

    1. Effettivamente è uno degli episodi che più prova a far paura dell’intera serie, Tim Robbins è imponente e misterioso! Però allo stesso tempo avrei sperato in qualcosina di più…

      "Mi piace"

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