The X-Files – S02E24, La nostra città

La nostra città (Our Town) è il penultimo episodio della seconda stagione di The X-Files ed è una solidissima storia monster-of-the-week, cioè una di quelle autoconclusive non legate alla mitologia della serie. L’ho trovata ben scritta e ottimamente realizzata, con una trama quadrata (con solo una leggera forzatura di cui scriverò) che funziona dall’inizio alla fine.

Mulder e Scully stavolta vanno in un paesino dell’Arkansas, Dudley, ad investigare sulla scomparsa di George Kearns (John Maclaren), un ispettore federale alimentare (sarà questa la giusta definizione di uno che controlla la produzione di alimenti?). Scoprono presto che l’uomo non era ben voluto né dalla moglie Doris (Caroline Java) né dal resto degli abitanti così tanto legati all’industria della carne di pollo colonna portante dell’economia della zona. Nessuno dei personaggi con cui Mulder e Scully vengono a contatto è particolarmente amichevole: né lo sceriffo (Gary Grubbs), né il fondatore e proprietario degli allevamenti Walter Chaco (John Milford), né i suoi impiegati Jess e Vance (Timothy Webber e Robin Mossley).

Sin da subito la storia mi ha fatto pensare a The Wicker Man, film inglese del 1973 in cui un poliziotto andava ad investigare sulla sparizione di una ragazza in una comunità isolata che si scopriva essere basata su un culto pagano. Non solo la premessa è simile, ma anche la rivelazione dei responsabili della scomparsa di Kearns (e di molti altri!) è praticamente la stessa, e lo si capisce nel teaser quando vediamo Kearns attirato in una trappola e poi ucciso da un gruppo di assalitori silenziosi.

E anche questa volta Mulder è costretto a ricredersi sulle sue iniziali spiegazioni molto fantasiose del mistero, però nel finale non mancherà un elemento sovrannaturale che Scully non potrà razionalizzare usando la sola scienza.

Ad un livello superficiale, La nostra città parla di cannibalismo: davvero il cannibalismo può allungare la vita? Almeno quando non si mangia carne infetta e si viene contagiati da malattie tremende come il morbo di Creutzfeldt Jacob? La credenza che bere sangue dei nostri simili o nutrirsi di carne umana possa allungare la vita è effettivamente presente in miti come quello del vampirismo che originariamente prendono le mosse dal cannibalismo.

Ma più che da questo intrigante aspetto della storia, ammetto di essere stato colpito positivamente dall’esplicito commentario sull’industria della carne e sulle pratiche folli di dar da mangiare alle mucche farine composte da resti di altre mucche, e a polli e galline resti di altri loro simili per risparmiare sui costi del cibo e del trattamento dei resti degli animali macellati. Non è un caso che in La nostra città gli abitanti di Dudley dopo un atto di cannibalismo impazziscano con sintomi simili a quelli del famoso morbo della mucca pazza esploso nel Regno Unito e in paesi limitrofi agli inizi degli anni Novanta. Direi che più chiaro di così non poteva essere lo sceneggiatore Frank Spotnitz (la regia invece è di Rob Bowman, veterano di Star Trek: The Next Generation)!

In effetti fu provato che furono le farine animali date in pasto alle mucche ad infettarle e, secondariamente, a contaminarne le carni che poi, consumate dall’uomo, fecero ammalare e morire quasi duecento persone (dopo tre o quattro anni dalla contaminazione – nell’episodio invece la malattia si sviluppa nel giro di poche ore).

Fantastica la scena in cui Mulder e Scully discutono della cosa e lei rinuncia disgustata alla cena che aveva comprato per i due: pollo fritto, naturalmente (proprio lei che si era mangiata un povero grillo in Strane ferite). Insomma, non proprio un incitamento al vegetarianismo, ma comunque una storia che fa riflettere sulle pratiche disumane degli allevamenti intensivi e sulle conseguenze sulla salute (mentale e fisica) degli uomini che hanno creato industrie che trattano gli altri animali come fossero cose e non esseri viventi. Ciao! 


Episodio precedente: Luci diffuse

Episodio successivo: Anasazi


9 risposte a "The X-Files – S02E24, La nostra città"

  1. Non ricordo l’episodio (anche se devo averlo visto, perché ricordo di aver finito le prime due stagioni prima di fermarmi), ma tocca un argomento che per me è molto sensibile: la condizione degli allevamenti è l’unica argomentazione che mi spinge ad abbandonare il consumo di carne, e mi fa sentire in colpa ogni volta che mi capita di mangiarne – sempre più raramente, ma ogni tanto lo faccio ancora. Quando poi ho visto Minari, all’inizio dell’anno, mi sono perso via a leggere delle hatcheries dove vengono fatti nascere i polli e massacrati migliaia di pulcini maschi tritati vivi perché giudicati inadatti al consumo umano; mi ha fatto torcere lo stomaco.

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    1. Io sono vegetariano dal 1999 e questo argomento riesce sempre a colpirmi. Quando poi lo trovo in film e serie che apprezzo (non solo The X-Files, Star Trek mi ha regalato tanti momenti per riflettere, e convincermi ancora di più della mia scelta), non posso fare a meno di evidenziarlo! :–)

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  2. Come ormai da prassi, The X-Files riesce a coniugare denuncia (vedi la questione degli allevamenti intensivi e del criminale uso di farine animali, con tutto quello che ne segue) e fiction riuscendo a confezionare un ottimo e inquietante episodio slegato dalla mythology principale! Episodio che, tra l’altro, dal punto di vista cannibalistico ha una controparte nella produzione a fumetti con la suggestiva storia in due parti “Silent Cities of the Mind” (di Stefan Petrucha e Charlie Adlard), dove il folle Dr. Enoch riesce letteralmente ad assumere ricordi, personalità e conoscenze di un individuo rendendolo parte della sua discutibile “dieta” a base di carne umana (fosse anche quella di un’antica e perfettamente conservata mummia azteca, come nella storia in questione)…

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    1. Charlie Adlard lo conosco perché mi sono letto tutto The Walking Dead, è bravo! Non conoscevo però il suo lavoro in The X-Files… divertente la storia che hai accennato qui sopra! Mi ha rimandato un po’ a Dune, visto che sono immerso nel terzo libro della saga, e ai piccoli Leto e Ghanima (e Alia) che hanno dentro di loro la coscienza di tutti i loro antenati, ma non per cannibalismo! :–)

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